MARINA DI GROSSETO. Una multa da quasi 200 euro (190, per la precisione) per l’auto parcheggiata: è successo nei giorni scorsi a Fiumara, nella stradina sterrata che, dalle Collacchie, costeggia il canale e arriva al mare. Qui ci sono degli stabilimenti balneari e un ristorante.
Il nostro lettore, dopo il pranzo, ha trovato l’amara sorpresa: una multa da 190 euro. Multa elevata dalla polizia provinciale. Ma altre analoghe sono state fatte in altre zone, in pineta.
«Non riesco a capire – ci dice – perché si metta il divieto in una strada che porta a delle attività che sono autorizzate. Come se ne può fruire se non sono accessibili? E la multa è spropositata per un divieto di sosta».
I motivi della multa: è zona vincolata
In realtà non si tratta di un divieto di sosta, ma un divieto di sosta in area vincolata.
Infatti la pineta costiera del Comune di Grosseto (ma anche quella di Castiglione) è un’area sottoposta a vincolo paesaggistico e idrogeologico. In base alla legge regionale toscana 48/1994, è vietata la circolazione e la sosta dei veicoli a motore, salvo specifiche autorizzazioni.
Secondo questa legge regionale, ormai trentennale, ma in vigore:
è fatto divieto assoluto di circolare o transitare con veicoli motorizzati in aree come:
- zone sottoposte a vincolo paesaggistico (L. 29 giugno 1939, n. 1497, e successive)
- parchi e riserve naturali (nazionali e regionali) e aree protette del sistema regionale
- alvei di corsi d’acqua pubblici, salvo attraversamenti già esistenti
- aree del patrimonio agricolo‑forestale regionale, come indicate dalla L.R. 64/76
- parchi territoriali urbani secondo strumenti urbanistici
- territori di protezione della fauna selvatica (L. 157/1992)
- vincolo idrogeologico, per quanto riguarda installazioni permanenti o percorsi da gara
- sentieri naturali (mulattiere, tratturi), piste da esbosco o “cesse parafuoco” .
All’ingresso della stradina, sui due lati, ci sono i cartelli di divieto di accesso con indicata la legge regionale.
Il rischio principale sono gli incendi
Al di là del problema ambientale, il rischio principale è quello degli incendi. Dopo il terribile incendio che devastò Marina nell’agosto del 2012, peraltro, le sanzioni sono state inasprite e i controlli intensificati. Ad occuparsene, quasi ogni giorno, è la polizia provinciale.
Le marmitte catalitiche, infatti, arrivano a temperature altissime e, a contatto con il sottobosco e gli aghi di pino, possono innescare incendi. Anche da questo nasce il divieto, con conseguenti sanzioni salate.



