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Omicidio Coli, Innocenti non si arrende

Dopo il no all’incidente probatorio, l’imprenditore condannato all’ergastolo presenta ricorso in Cassazione: «Questione di legittimità costituzionale»
L’aula d’assise del tribunale di Grosseto e, nel riquadro da sinistra, Ausonio Coli e Francesco Innocenti

GROSSETO. Francesco Innocenti, l’imprenditore amiatino condannato all’ergastolo per l’omicidio del commercialista Ausonio Coli, non si arrende.

Dopo poco meno di due settimane dal deposito delle motivazioni con cui la Corte di Assise di Grosseto ha negato l’incidente probatorio che sarebbe servito per la revisione del processo, l’avvocato Stefano Giorgio ha depositato il ricorso in Cassazione

Quattro motivi d’appello

Sono quattro i motivi d’appello sottolineati dall’avvocato Giorgio, che da anni difende Innocenti. Condannato all’ergastolo, si è sempre dichiarato innocente. 

Contraddittorietà interna e manifesta illogicità della motivazione che ha concesso l’incidente probatorio, questione di legittimità costituzionale, illogicità per avere ritenuto che il doppio esperimento chiesto non abbia i requisiti di “indifferibilità” e infine l’abnormità funzionale del provvedimento per generata stasi procedimentale.

Innocenti aveva chiesto alla Corte d’assise di procedere con un nuovo incidente probatorio per verificare l’incompatibilità della presenza dell’imprenditore nell’ufficio del commercialista. 

Ma anche per verificare di nuovo quanti colpi erano stati sparati quel giorno, dal momento che una delle due testimoni, aveva sentito solo tre spari. 

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