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42mila tonnellate di rifiuti per produrre combustibile: il nuovo progetto a Ischia di Crociano

Wecologistic chiede l’autorizzazione per produrre fino a 34mila tonnellate l’anno di Css-rifiuto da destinare al recupero energetico. Il tetto complessivo dell’impianto resta a 200mila tonnellate
L’impianto della Wecologistics a Ischia di Crociano

PIOMBINO. Fino a 42mila tonnellate di rifiuti trattate ogni anno per produrre un massimo stimato di 34mila tonnellate di materiale combustibile da inviare successivamente agli impianti autorizzati per il recupero energetico.

È il nuovo progetto presentato da Wecologistic per la piattaforma di trattamento dei rifiuti di Ischia di Crociano, a Piombino.

La società vuole installare una nuova linea meccanica capace di triturare e selezionare rifiuti non pericolosi, recuperare i metalli e separare alcune delle frazioni indesiderate, ottenendo alla fine Css-rifiuto.

Il progetto è contenuto nella documentazione depositata per la modifica sostanziale dell’Autorizzazione integrata ambientale dell’impianto.

E i numeri emergono dalla Sintesi non tecnica datata 20 agosto 2026: la linea potrà lavorare fino a 10 tonnellate l’ora e, indicativamente, 40-42mila tonnellate l’anno. La produzione prevista è compresa fra 32 e 34mila tonnellate di Css-rifiuto, mentre gli scarti potranno raggiungere circa 7.500 tonnellate.

Il materiale prodotto resterà un rifiuto

C’è una distinzione importante. Wecologistic non chiede di produrre un combustibile che abbia cessato giuridicamente di essere un rifiuto.

Il materiale ottenuto dalla nuova linea conserverà infatti la classificazione EER 19 12 10 – rifiuti combustibili (Css) e sarà inviato a impianti autorizzati per il recupero energetico R1.

Non viene richiesta né la cessazione della qualifica di rifiuto né la produzione di Css-combustibile End of Waste.

In sostanza, il materiale continuerà a essere considerato e gestito come rifiuto anche quando lascerà lo stabilimento di Ischia di Crociano.

Quali rifiuti potranno entrare nella nuova linea

Anche l’elenco dei materiali destinati alla lavorazione è contenuto nel progetto.

La linea potrà essere alimentata esclusivamente con flussi non pericolosi appartenenti a cinque categorie: rifiuti combustibili, materiali misti derivanti dal trattamento meccanico dei rifiuti, imballaggi misti, imballaggi in plastica e plastica.

Il processo sarà interamente meccanico.

Il materiale passerà innanzitutto attraverso una triturazione primaria. Seguirà una separazione aeraulica per dividere le frazioni leggere, medie e pesanti.

Poi entreranno in funzione i sistemi magnetici per recuperare i metalli ferrosi.

Un passaggio particolarmente interessante è quello della selezione ottica NIR, utilizzata per individuare e separare plastiche, polimeri e oggetti contenenti cloro.

Dopo una seconda separazione magnetica, il materiale verrà nuovamente triturato e raffinato fino a raggiungere le caratteristiche previste per il Css-rifiuto. Potrà infine essere pressato e avvolto in balle oppure essere spedito sfuso.

Ma l’impianto non potrà superare le 200mila tonnellate

Le 42mila tonnellate previste per la nuova linea non si aggiungono al quantitativo complessivo già autorizzato per Wecologistic.

Questo è uno dei punti fondamentali della documentazione.

L’impianto di Ischia di Crociano può già movimentare complessivamente 200mila tonnellate di rifiuti all’anno.

Sono inoltre autorizzati fino a 1.200 tonnellate al giorno per le attività di recupero, delle quali al massimo 600 di rifiuti pericolosi, e 400 tonnellate giornaliere per lo smaltimento, con un massimo di 200 tonnellate di rifiuti pericolosi.

La capacità massima di stoccaggio istantaneo è invece di 12.500 tonnellate.

La nuova attività dovrà quindi rimanere all’interno dei limiti già esistenti.

Non viene chiesto di portare il tetto da 200mila a 242mila tonnellate.

Prima era stata presentata come modifica non sostanziale

C’è poi un passaggio amministrativo particolarmente interessante nella storia del progetto.

Inizialmente Wecologistic aveva presentato l’intervento come modifica non sostanziale dell’Aia.

Parallelamente era stata chiesta alla Regione una valutazione preliminare ai fini della normativa sulla Valutazione d’impatto ambientale.

La richiesta è arrivata alla Regione il 27 maggio 2026.

L’8 giugno il settore regionale competente sulla VIA ha concluso che il progetto non comporta un potenziamento dell’impianto o modifiche capaci di determinare «un incremento significativo dei fattori di impatto» e lo ha quindi considerato non sostanziale ai fini della VIA.

Ma nell’altro procedimento, quello relativo all’Autorizzazione integrata ambientale, la valutazione è stata diversa.

L’autorità competente ha successivamente ricondotto l’intervento alla categoria della modifica sostanziale dell’installazione.

Per questo Wecologistic ha aggiornato la documentazione e presentato la nuova pratica contestualmente alla richiesta di riesame con valenza di rinnovo dell’Aia.

Niente nuovi camini e nessun nuovo scarico di processo

Nel progetto vengono indicate anche le principali conseguenze ambientali previste dalla società.

Secondo la documentazione presentata da Wecologistic, non saranno realizzati nuovi punti di emissione convogliata e resteranno in funzione quelli già esistenti, identificati come E1 ed E2.

Non saranno inoltre introdotti nuovi scarichi idrici di processo e la nuova linea verrà installata all’interno dell’impianto esistente, senza occupare nuovo suolo naturale.

A cambiare saranno invece il consumo di energia elettrica e il quadro acustico.

La nuova linea utilizzerà infatti trituratori, nastri, separatori e sistemi di aspirazione che rappresentano nuove sorgenti meccaniche di rumore.

La stessa società individua come principali impatti potenzialmente associati alla nuova attività polveri, rumore e consumi energetici.

Come saranno controllate le emissioni

Le lavorazioni avverranno prevalentemente all’interno del capannone, mantenuto in depressione.

L’aria aspirata continuerà a essere trattata attraverso gli impianti collegati ai due punti emissivi già autorizzati.

Per le fasi della nuova linea che possono produrre polveri sono previsti inoltre filtri a maniche ad alta efficienza installati direttamente sulle apparecchiature.

Secondo il progetto, questi sistemi non determineranno né nuovi camini né un aumento della portata emissiva complessiva già autorizzata.

Fino a 7.500 tonnellate di scarti

Non tutto quello che entrerà nella linea diventerà Css.

A fronte delle 40-42mila tonnellate potenzialmente lavorate ogni anno, la produzione attesa di rifiuto combustibile è di 32-34mila tonnellate.

Gli scarti complessivi potranno arrivare a circa 7.500 tonnellate annue.

I metalli ferrosi separati durante la lavorazione saranno avviati al recupero. Le altre frazioni non utilizzabili per produrre Css saranno invece destinate, a seconda della loro classificazione, al recupero oppure allo smaltimento in impianti autorizzati.

Il Css partirà da Piombino verso gli impianti di recupero energetico

Il documento non indica nella sintesi non tecnica quali specifici impianti riceveranno il Css-rifiuto prodotto a Piombino.

Stabilisce però la sua destinazione: il materiale dovrà essere inviato a strutture autorizzate per il recupero energetico R1.

Ed è proprio questo uno dei punti sui quali sarà interessante seguire il procedimento autorizzativo: capire dove saranno destinate ogni anno le 32-34mila tonnellate di Css-rifiuto prodotte a Ischia di Crociano e quali flussi di trasporto saranno necessari.

La pratica, intanto, mette nero su bianco dimensioni e caratteristiche del nuovo progetto.

A Ischia di Crociano Wecologistic vuole aggiungere alla piattaforma esistente una vera linea industriale per trasformare una parte dei rifiuti non pericolosi che già possono transitare dall’impianto in materiale destinato alla produzione di energia.

Senza aumentare il tetto complessivo delle 200mila tonnellate già autorizzate, ma cambiando in maniera significativa che cosa potrà accadere a una parte dei rifiuti una volta entrati nello stabilimento.

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