Turismo Val di Cornia 2025: San Vincenzo +22%, Piombino oltre un milione | MaremmaOggi Skip to content

Turismo, la Val di Cornia vola: San Vincenzo +22%, Piombino supera il milione di presenze

Il rapporto della Camera di Commercio fotografa un 2025 da record per l’area: crescono tutti i cinque comuni e anche Castagneto. Ma Piombino e Campiglia perdono imprese e il commercio soffre
La spiaggia di San Vincenzo
La spiaggia di San Vincenzo

PIOMBINO. Piombino supera per la prima volta quota un milione di presenze turistiche, San Vincenzo mette a segno un impressionante +22,2% e arriva a quasi 1,2 milioni, Campiglia Marittima cresce dell’11%. Segno positivo anche per Suvereto e Sassetta. E appena più a nord Castagneto Carducci oltrepassa anch’essa il milione di pernottamenti.

Se il 2025 è stato un anno nero per il turismo in Maremma, con oltre 644mila presenze perdute, dall’altra parte del golfo il vento ha soffiato nella direzione opposta.

È uno degli aspetti più interessanti che emergono da “Navigare l’incertezza”, il Rapporto strutturale sull’economia delle province di Livorno e Grosseto nel 2025, presentato martedì 6 ottobre nella sede livornese della Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno dal presidente Riccardo Breda insieme all’economista del Centro Studi e Servizi Raffaella Antonini.

Il quadro generale vede la provincia di Livorno chiudere l’anno con 1.795.985 arrivi e 9.572.754 presenze, rispettivamente +4,1% e +4,6%. Il rapporto camerale sottolinea infatti le due velocità del turismo nei territori di competenza: Livorno cresce, mentre Grosseto perde l’11,3% delle presenze.  

Ma entrando nei dati comune per comune si scopre che la Val di Cornia è tra le aree che spingono la crescita livornese.

San Vincenzo corre: quasi 1,2 milioni di presenze

Il risultato più eclatante è quello di San Vincenzo. Nel 2025 sono stati registrati 199.965 arrivi e 1.187.279 presenze. Gli arrivi crescono del 24,1%, i pernottamenti addirittura del 22,2%. La permanenza media è di 5,9 notti.

Ma dentro il numero complessivo ce n’è un altro che racconta quanto sia cambiato il turismo sanvincenzino: le presenze italiane sono 594.677, quelle straniere 592.602.

Praticamente una divisione perfetta a metà.

Il mercato internazionale pesa ormai quanto quello nazionale e San Vincenzo si conferma una delle grandi destinazioni turistiche dell’intera provincia di Livorno.

Piombino sfonda il muro del milione

C’è poi Piombino, che raggiunge un traguardo simbolicamente molto importante. Le presenze nel 2025 sono 1.007.626, a fronte di 167.342 arrivi. Il milione è superato.

E il dato diventa ancora più interessante osservandone l’andamento: gli arrivi diminuiscono dell’1,9%, mentre le presenze aumentano del 5,1%.

Significa che sono arrivati leggermente meno turisti, ma complessivamente hanno trascorso più notti sul territorio. La permanenza media raggiunge infatti le sei notti.

La composizione del turismo piombinese è però molto diversa rispetto a San Vincenzo.

Le presenze italiane sono 824.087, quelle straniere 183.539. Piombino resta quindi una destinazione con una fortissima prevalenza del mercato nazionale. E trainato da realtà di grande spessore e con grandi numeri, come Pappasole e Orizzonte, solo per citarne due.

Ed è un dato da leggere tenendo insieme realtà differenti: la città, la costa, Baratti, Populonia e tutto il sistema ricettivo distribuito nel territorio comunale.

Campiglia cresce a doppia cifra

Molto positivo anche il risultato di Campiglia Marittima. Il territorio comunale, che comprende Venturina Terme e quindi una componente turistica differente da quella strettamente balneare, registra nel 2025 59.011 arrivi e 195.562 presenze.

Gli arrivi aumentano del 19,6%, i pernottamenti dell’11%. Le presenze italiane sono 119.074, quelle straniere 76.488.

Il dato rafforza l’impressione di una Val di Cornia nella quale la crescita non è limitata alle due grandi destinazioni costiere.

Crescono anche Suvereto e Sassetta

Il segno positivo si ritrova infatti anche nei comuni più piccoli. Suvereto registra 15.866 arrivi e 68.210 presenze, con una crescita rispettivamente del 5,9% e dell’1,6%. Sassetta arriva a 13.150 arrivi e 30.827 presenze: +2,2% e +0,4%.

Percentuali certamente più contenute rispetto a San Vincenzo e Campiglia, ma con una caratteristica importante: nessuno dei cinque comuni della Val di Cornia chiude il 2025 con un calo delle presenze turistiche.

Ed è un risultato tutt’altro che scontato considerando ciò che è accaduto contemporaneamente in altri territori toscani.

Anche Castagneto sopra il milione

Allargando lo sguardo a Castagneto Carducci, territorio strettamente legato al sistema turistico della costa e alla Val di Cornia anche dal punto di vista economico, la fotografia diventa ancora più significativa.

Castagneto registra 158.192 arrivi e 1.044.685 presenze. Gli arrivi crescono dell’1,1%, i pernottamenti del 4,8%. La permanenza media, 6,6 notti, è una delle più elevate dell’area.

Anche qui la componente internazionale è fortissima: 531.789 presenze italiane contro 512.896 straniere.

Come San Vincenzo, quindi, Castagneto ha ormai un mercato turistico sostanzialmente diviso a metà tra Italia ed estero.

Oltre 3,5 milioni di notti nei sei comuni

Sommando Piombino, San Vincenzo, Campiglia Marittima, Suvereto e Sassetta e aggiungendo Castagneto Carducci si arriva a circa 3 milioni e 534mila presenze turistiche in un solo anno. Più di un terzo di tutte le presenze registrate nell’intera provincia di Livorno.

Il triangolo costituito dalle tre destinazioni maggiori è impressionante: San Vincenzo 1,187 milioni, Castagneto 1,045 milioni e Piombino 1,008 milioni.

Da sole superano i 3,2 milioni di pernottamenti.

Ed è soprattutto il confronto con quanto accaduto contemporaneamente nella provincia di Grosseto a rendere evidente il fenomeno.

Mentre il territorio grossetano chiude il 2025 con un -11,3% di presenze, San Vincenzo fa +22,2%, Campiglia +11%, Piombino +5,1%, Castagneto +4,8%, Suvereto +1,6% e Sassetta +0,4%. Ma il turismo racconta soltanto una parte della storia.

Dietro il boom turistico, le imprese mandano segnali diversi

Quando dal turismo si passa alla demografia d’impresa, infatti, la fotografia della Val di Cornia diventa molto più contrastata. Piombino conta a fine 2025 2.843 sedi d’impresa registrate, delle quali 2.510 attive. Durante l’anno si registrano 138 iscrizioni e 158 cessazioni: il saldo è negativo per 20 imprese.

A Campiglia Marittima le imprese registrate sono 1.417 e quelle attive 1.271. Le nuove iscrizioni sono 53, le cessazioni 68: saldo -15.

Sono proprio i due centri economicamente più grandi dell’area a chiudere l’anno con il segno meno.

La situazione cambia negli altri comuni. San Vincenzo conta 821 imprese registrate e chiude il 2025 con 59 iscrizioni e 46 cessazioni: +13. Suvereto fa +5, Sassetta +3. Anche Castagneto Carducci resta in territorio positivo: 1.174 imprese registrate, 53 iscrizioni, 49 cessazioni e saldo +4.

Il turismo, dunque, cresce dappertutto. Il tessuto imprenditoriale no.

Il commercio soffre: Piombino chiude con un saldo di -24

Il segnale più evidente arriva dal commercio. Ed è un dato particolarmente significativo per Piombino, dove negli ultimi mesi il tema delle difficoltà degli esercenti è tornato più volte al centro del dibattito cittadino.

Nel 2025 a Piombino risultano 698 imprese registrate nel commercio, delle quali 643 attive. Le iscrizioni durante l’anno sono 18, le cessazioni 42. Il saldo è quindi -24.

Non significa che abbiano necessariamente abbassato la saracinesca 24 negozi: il dato camerale riguarda infatti la differenza tra iscrizioni e cessazioni delle imprese classificate nel settore commercio e non coincide automaticamente con il numero delle aperture e chiusure dei singoli esercizi fisici.

Ma la tendenza è evidente.

Anche Campiglia Marittima chiude con un saldo commerciale negativo: 4 iscrizioni contro 15 cessazioni, -11. A San Vincenzo il saldo è quasi in equilibrio, -1; a Suvereto -2. Castagneto Carducci registra quattro iscrizioni e otto cessazioni, -4. Sassetta, su numeri naturalmente molto piccoli, chiude invece a +1.

Val di Cornia, l’agricoltura va controcorrente

C’è però un altro settore nel quale la Val di Cornia si distingue, e questa volta positivamente: l’agricoltura. Nel 2025 le imprese del settore primario diminuiscono dello 0,4% nell’intero territorio della Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno.

La Val di Cornia cresce invece dello 0,8%, passando da 983 a 991 imprese registrate. È uno degli incrementi migliori fra i sistemi economici locali analizzati nel rapporto.

Nel dettaglio, Piombino conta 368 imprese del primario, +1,7% rispetto all’anno precedente, con 14 iscrizioni e 12 cessazioni.

Suvereto, territorio nel quale agricoltura e vitivinicoltura rappresentano una componente fondamentale dell’economia, conta 203 imprese e cresce dell’1,5%, con un saldo tra iscrizioni e cessazioni di +4.

A Sassetta le imprese sono 23 e aumentano del 4,5%, anche se naturalmente si tratta di numeri assoluti molto ridotti.

Campiglia conta 321 imprese agricole, -0,3%, mentre San Vincenzo ne ha 76, -1,3%.

Anche Castagneto Carducci, con le sue 336 imprese del primario, registra una crescita dello 0,6%.

Il rapporto camerale sottolinea più in generale come proprio il settore agricolo stia mostrando una forte propensione agli investimenti legati alla transizione verde e digitale. 

Un territorio che cresce, ma non dappertutto allo stesso modo

È questa probabilmente la fotografia più interessante che esce dal rapporto per la Val di Cornia. Da una parte c’è un turismo che nel 2025 ha corso.

San Vincenzo mette a segno un incremento superiore al 20%, Piombino supera il milione di presenze, Campiglia cresce a doppia cifra. Suvereto e Sassetta mantengono il segno positivo. Castagneto supera anch’essa il milione.

Dall’altra parte emergono segnali di maggiore fragilità nella struttura economica quotidiana.

A Piombino e Campiglia il saldo complessivo tra iscrizioni e cessazioni d’impresa è negativo. Il commercio soffre, soprattutto nella città di Piombino. L’agricoltura, invece, mostra una capacità di tenuta e perfino di crescita superiore a quella di molte altre aree.

Sono due facce dello stesso territorio.

Ed è anche una delle ragioni per cui i dati turistici, per quanto molto positivi, non possono essere considerati da soli un indicatore sufficiente dello stato di salute dell’economia.

“Navigare l’incertezza”, del resto, è proprio il titolo scelto per il rapporto presentato dalla Camera di Commercio.

Una definizione che sembra adattarsi particolarmente bene alla Val di Cornia: un territorio che nel 2025 ha dimostrato di saper attirare milioni di turisti e far crescere alcuni dei suoi settori più identitari, ma che continua a fare i conti con la fragilità del commercio e con un tessuto imprenditoriale che nei centri maggiori fatica a espandersi.

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