Storni, la preside attacca: «I palloni non servono a niente». A scuola i bambini rischiano di perdere il giardino | MaremmaOggi Skip to content

Storni, la preside attacca: «I palloni non servono a niente». A scuola i bambini rischiano di perdere il giardino

La dirigente scolastica Letizia Braschi chiede al Comune interventi più efficaci contro gli storni nelle scuole di via 25 Aprile: «I palloni non hanno risolto niente». Il consiglio d’istituto approva una delibera per evitare l’ennesima emergenza
L’ingresso della scuola primaria Rodari preso di mira dagli storni lo scorso autunno

PIOMBINO. Il rischio è che, tra poche settimane, i bambini non possano più giocare nel giardino della scuola. È già successo lo scorso anno, quando gli storni avevano trasformato i cortili delle scuole dell’infanzia e primaria di via 25 Aprile in distese di escrementi, costringendo le insegnanti a transennare una parte degli spazi esterni.

E questa volta la dirigente scolastica Letizia Braschi ha deciso di non aspettare che la situazione precipiti.

«I palloni non hanno risolto niente. Sembrano quasi più un segnale per gli umani, per far vedere che qualcosa è stato fatto».

È una critica diretta ai sistemi utilizzati finora per allontanare gli uccelli. Ma soprattutto è la richiesta di cambiare metodo: basta interventi quando il problema è già diventato un’emergenza.

Il consiglio d’istituto ha approvato una delibera per chiedere al Comune di Piombino un piano di prevenzione, prima che l’accumulo di guano renda nuovamente impraticabili i giardini e i marciapiedi frequentati ogni giorno dai bambini.

 

«Non possiamo aspettare dicembre»: la scuola scrive al Comune

Questa volta, però, la scuola ha deciso di muoversi in anticipo. Il consiglio d’istituto ha approvato una delibera per chiedere al Comune di Piombino interventi più efficaci, prima che la situazione diventi nuovamente insostenibile.

«Abbiamo già preso una delibera in consiglio d’istituto per chiedere al Comune che venga attivata una strategia un po’ più efficace di contrasto alla presenza dei volatili», spiega Braschi.

L’obiettivo è evitare che si ripeta quanto accaduto negli anni precedenti, quando l’accumulo di guano aveva reso praticamente impossibile utilizzare una parte degli spazi all’aperto.

«Non possiamo aspettare dicembre, quando il giardino sarà impraticabile» continua la preside. 

La richiesta della dirigente parte da una considerazione molto semplice: il fenomeno è conosciuto, si ripresenta ogni anno e non può essere affrontato soltanto quando l’emergenza è ormai esplosa.

«Abbiamo già sollecitato il Comune, abbiamo preso la delibera la settimana scorsa al consiglio d’istituto, in modo da non trovarci a dicembre, quando ormai il giardino è quasi impraticabile, ad attivare soluzioni che sono tardive».

Il messaggio all’amministrazione comunale è chiaro: serve un piano di prevenzione, non l’ennesimo intervento quando i bambini non possono più giocare all’aperto. E la dirigente esprime forti perplessità sui sistemi utilizzati finora per allontanare gli uccelli.

«Mi sembra che la strategia sia quella dei palloni, che lasciano il tempo che trovano, perché mi sembra che non abbiano risolto niente».

Poi aggiunge una considerazione ancora più netta: «I palloni, insomma, sono stati un po’ una dimostrazione. Il pallone sembra quasi più un segnale per gli umani, che dicono: “Oh, hanno provato a fare qualcosa”».

Per Braschi occorre cambiare metodo: «Bisogna trovare dissuasori di altro tipo e modalità di intervento di altro tipo».

«Abbiamo comprato un’idropulitrice, ma non basta»

Nel frattempo, la scuola ha cercato di limitare i disagi anche con le proprie risorse. È stata acquistata un’idropulitrice per rimuovere gli escrementi dalle superfici, ma la quantità di guano e la frequenza con cui si accumula rendono difficile mantenere puliti gli spazi.

«Noi abbiamo comprato un’idropulitrice, ma anche quella non risolve», racconta Braschi.

Il problema non è soltanto economico. Le operazioni di pulizia richiedono tempo, personale e una continua riorganizzazione delle attività. La presenza degli escrementi finisce così per condizionare la quotidianità scolastica, soprattutto quando diventa necessario limitare l’accesso ai giardini.

«Da un punto di vista dell’organizzazione scolastica diventa un gran caos», sottolinea la dirigente.

E per una scuola dell’infanzia e una primaria il giardino non è uno spazio secondario: è parte integrante dell’attività educativa, del gioco e della socializzazione.

I bambini entravano con le scarpe sporche di guano

C’è poi un altro aspetto che preoccupa particolarmente la dirigente. Gli escrementi degli storni non si fermano ai cancelli, ma si accumulano anche sui marciapiedi che conducono agli ingressi.

«Non è solo il problema del giardino, perché lì dentro le custodi almeno un po’ puliscono. Poi c’è tutto l’esterno, sostanzialmente il marciapiede – sottolinea Braschi – I bambini avevano le scarpe sporchissime già prima di entrare. Il problema entrava così anche a scuola».

Ed è proprio dall’esterno che il guano rischia di essere trasportato negli edifici, sotto le scarpe degli alunni.

«Anche se il corridoio e il cortile venivano puliti, poi il marciapiede era sempre in condizioni veramente anche pericolose dal punto di vista sanitario per le patologie che può diffondere».

La dirigente richiama dunque anche una questione igienico-sanitaria, oltre al disagio e al cattivo odore. La presenza di guano richiede precauzioni e pulizie adeguate, senza che questo significhi automaticamente l’esistenza di un rischio sanitario accertato per gli alunni.

 

La richiesta al Comune coinvolge tre settori

La richiesta della scuola chiama in causa diversi settori dell’amministrazione comunale, ciascuno con competenze specifiche. Il principale riferimento istituzionale della dirigente scolastica è l’assessora all’istruzione Simona Cresci, attraverso la quale vengono portate avanti le interlocuzioni con il Comune. La questione, però, coinvolge anche l’assessora Bacci, competente per la pulizia e l’igiene ambientale, mentre gli interventi operativi spettano al settore dei lavori pubblici.

Un intreccio di competenze che rende indispensabile un coordinamento tra assessorati e uffici comunali, soprattutto per superare la logica degli interventi occasionali e mettere a punto una strategia di prevenzione capace di affrontare il problema prima che diventi un’emergenza.

È proprio questo il senso della delibera approvata dal consiglio d’istituto: sollecitare l’amministrazione a intervenire per tempo, senza aspettare che, come già accaduto negli anni precedenti, l’accumulo degli escrementi renda nuovamente impraticabili i giardini e gli spazi frequentati ogni giorno dai bambini.

Nel 2025 il giardino era stato transennato

Non è la prima volta che la scuola si trova a fare i conti con gli storni. Il 27 ottobre scorso gli alberi si erano ormai trasformati in dormitori per centinaia di uccelli e gli escrementi avevano ricoperto l’intera area giochi.

Le insegnanti erano state costrette a transennare una parte del cortile, impedendo ai bambini di utilizzare gli spazi sottostanti agli alberi maggiormente frequentati dagli storni. Gli alunni potevano giocare soltanto nelle zone meno colpite, mentre all’esterno della scuola marciapiedi e automobili erano ricoperti di guano.

Già allora il problema non era nuovo. I dispositivi di dissuasione utilizzati negli anni precedenti avevano prodotto risultati soltanto temporanei e i tentativi di allontanare gli uccelli non avevano impedito il ripetersi del fenomeno.

Nel novembre dello scorso anno, dopo il confronto tra la dirigente Braschi e l’assessora Cresci, era stata raggiunta un’intesa per affrontare l’emergenza. Una ditta specializzata aveva cominciato a intervenire due volte alla settimana, il lunedì e il giovedì, per pulire e sanificare gli ingressi e le aree esterne della scuola.

Era stata inoltre prevista l’installazione dei palloni dissuasori e, successivamente, la sostituzione della ghiaia del giardino contaminata dagli escrementi.

Interventi importanti per recuperare gli spazi, ma che non hanno eliminato il problema alla radice. Anche allora restava irrisolta la questione dei marciapiedi esterni, dove il guano continuava ad accumularsi.

 

La delibera: prevenire il problema, non rincorrerlo

È proprio alla luce di questi precedenti che la nuova presa di posizione della dirigente assume un significato diverso.

Non si tratta più soltanto di chiedere pulizie straordinarie o di intervenire quando il cortile diventa inutilizzabile. La scuola vuole una strategia capace di prevenire il problema, con sistemi di dissuasione realmente efficaci e un’attenzione costante alla pulizia degli spazi esterni.

La delibera approvata dal consiglio d’istituto mette adesso la questione sul tavolo dell’amministrazione comunale.

E la domanda, dopo anni di interventi e disagi, è inevitabile: si riuscirà questa volta a intervenire prima che gli storni costringano nuovamente i bambini a rinunciare ai loro giardini?

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