Educazione sessuale a scuola: a Piombino gli studenti riempiono via della Pace. Cillo: «Partecipazione oltre le aspettative» | MaremmaOggi Skip to content

Educazione sessuale a scuola: a Piombino gli studenti riempiono via della Pace. Cillo: «Partecipazione oltre le aspettative»

Presidio partecipato e sentito davanti ai licei e agli istituti cittadini contro le restrizioni del Ddl Valditara. Presenti anche docenti e rappresentanti centri antiviolenza. Usb Scuola rilancia: «È tempo di ribellione»
Sciopero studentesco in via della Pace

PIOMBINO. Una risposta massiccia, appassionata e andata ben oltre le aspettative degli stessi organizzatori.

Questa mattina, venerdì 9, il piazzale del parcheggio di via della Pace, davanti agli istituti scolastici di Piombino, si è trasformato nel cuore pulsante della protesta studentesca. Tantissimi gli studenti e le studentesse dei collettivi dell’istituto Carducci-Volta-Pacinotti e dell’Isis Val di Cornia che si sono riuniti in sciopero per ribadire un concetto chiaro: l’educazione sessuo-affettiva nelle scuole è un diritto fondamentale e un tassello imprescindibile di prevenzione e salute.

La voce degli studenti: «Non ci aspettavamo tanta adesione»

L’atmosfera durante la mattinata è stata di forte condivisione e riflessione. A confermare il successo della mobilitazione è Andrea Cillo, rappresentante di classe e della Consulta Provinciale: «È andata molto bene. Anzi, a dirla tutta non ci aspettavamo tutta questa partecipazione, quindi, siamo molto soddisfatti».

Durante il presidio si è parlato a lungo dell’importanza dell’educazione sessuo-affettiva, considerata cruciale in questo particolare momento storico. La giornata ha visto anche interventi dal mondo della scuola e della società civile: tra le presenze una professoressa del Liceo Carducci e, al microfono, Elisa Maggi, responsabile del Centro Antiviolenza locale, che ha spiegato agli studenti il funzionamento della rete di supporto e prevenzione sul territorio. Momenti di profonda commozione si sono vissuti durante la lettura di testimonianze dirette di storie di violenza.

L’impatto del DDL Valditara e la piaga dei femminicidi

Alcuni ragazzi durante la manifestazione

La protesta nasce per contestare duramente le norme introdotte dal Ddl Valditara approvato in Senato. La nuova normativa vieta l’educazione sessuo-affettiva nelle scuole dell’infanzia ed elementari, mentre negli istituti secondari subordina ogni attività all’obbligo del consenso scritto dei genitori, escludendo di fatto chi non ottiene l’approvazione familiare.

Un controsenso doloroso di fronte ai dati drammatici sulla violenza di genere: nel 2025 in Italia si sono registrati 97 femminicidi e il primo semestre del 2026 ne conta già 34. Gli studenti e le forze sociali sottolineano il legame diretto tra queste tragedie e la carenza di percorsi formativi sull’affettività e sul consenso. Per i manifestanti, nascondersi dietro l’articolo 30 della Costituzione (che tutela il diritto educativo dei genitori) dimenticando l’articolo 33 sulla libertà d’insegnamento significa applicare una visione repressiva e oscurantista.

Usb Scuola Piombino: «Dalla parte dei ragazzi contro la società del controllo»

A fianco delle ragazze e dei ragazzi è sceso in campo il sindacato Usb Scuola Piombino, esprimendo pieno ed entusiasta sostegno alla giornata di sciopero. In una nota ufficiale, il sindacato rivendica il valore della mobilitazione: «Ci schieriamo fermamente dalla parte degli studenti e delle studentesse che scelgono di manifestare contro le direttive autoritarie e oscurantiste di questo governo».

Usb ha ricordato come questa stessa generazione abbia già riempito le piazze per la pace e contro il genocidio a Gaza, dimostrando una forte coscienza civile. «Le manifestazioni in Spagna per la casa e i cortei studenteschi che paralizzano la Francia dimostrano un bisogno di ribellione collettiva che sta crescendo in una generazione segnata da devastazione climatica e impoverimento. Vogliono giovani soldati obbedienti? Avranno disertori e ribelli!».

Il sindacato ha infine confermato la propria disponibilità a costruire nuove iniziative condivise.

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