Corso Italia, ristori ai commercianti per 22 mesi di lavori: «La Tari va pagata» | MaremmaOggi Skip to content

Corso Italia, ristori ai commercianti per 22 mesi di lavori: «La Tari va pagata»

Comune e associazioni di categoria al lavoro per stabilire risorse e criteri degli aiuti alle attività. La maggioranza chiarisce il nodo della tassa sui rifiuti
Una parte dei lavori in corso Italia a Piombino

PIOMBINO. I ristori per i commercianti di Corso Italia si faranno, ma resta ancora da stabilire quanto denaro sarà messo a disposizione e con quali criteri verrà distribuito. Una cosa, invece, viene chiarita fin da subito: la Tari non potrà essere azzerata e dovrà essere regolarmente pagata.

Prosegue il confronto tra l’amministrazione comunale di Piombino e le associazioni di categoria sulle misure destinate alle attività economiche che dovranno convivere con i disagi provocati dal grande cantiere di riqualificazione di Corso Italia, destinato a protrarsi complessivamente per 22 mesi.

A fare il punto sono le forze politiche che sostengono l’amministrazione Ferrari – Lista Ferrari Sindaco, Fratelli d’Italia, Lega Salvini Premier, Forza Italia e Piombino Civica – intervenute dopo le recenti prese di posizione di Partito Democratico e Piombino Domani.

La maggioranza ringrazia le opposizioni per l’attenzione dedicata al problema, ma sottolinea che il confronto sui possibili aiuti agli esercenti è già stato avviato insieme alle associazioni di categoria.

Quanto saranno i ristori e come verranno distribuiti

È questo il nodo principale sul quale si sta lavorando. Da una parte bisognerà stabilire l’ammontare complessivo delle risorse che il Comune potrà destinare alle attività; dall’altra sarà necessario individuare criteri che permettano di distribuire gli aiuti tenendo conto dei disagi effettivamente subiti.

Un passaggio tutt’altro che secondario considerando la durata del cantiere e le differenti condizioni nelle quali potranno trovarsi negozi, pubblici esercizi e altre attività presenti lungo Corso Italia.

In questa fase un ruolo centrale viene affidato proprio alle associazioni di categoria, che mantengono il rapporto diretto con gli operatori economici e possono mettere a disposizione competenze tecniche per valutare le diverse soluzioni.

Il confronto dovrà quindi portare alla definizione di un meccanismo che sia allo stesso tempo sostenibile per il Comune ed equo per i commercianti.

La Tari non sarà cancellata

Uno dei punti sui quali la maggioranza interviene per fare chiarezza riguarda la Tari, finita al centro del dibattito politico sui possibili ristori.

La tassa sui rifiuti non potrà essere cancellata né sostituita da un contributo comunale: gli esercenti dovranno quindi continuare a pagarla regolarmente.

Il riferimento alla Tari contenuto nelle prime ipotesi di intervento aveva un significato diverso. L’importo della tassa era stato preso in considerazione come possibile parametro per calcolare l’entità del contributo economico da riconoscere alle singole attività, e non come una forma di esenzione dal tributo.

Sul tavolo anche altre forme di sostegno

Il meccanismo legato alla Tari non rappresenta comunque l’unica strada allo studio.

Nel confronto tra Comune e associazioni vengono valutate anche forme di indennizzo alternative o complementari, con l’obiettivo di costruire un sistema capace di adattarsi alle diverse situazioni delle imprese coinvolte.

Il punto di partenza resta la durata dell’intervento: 22 mesi di lavori durante i quali accessibilità, passaggio dei clienti e normale svolgimento delle attività commerciali potrebbero risentire delle diverse fasi del cantiere.

L’Amministrazione conferma quindi l’intenzione di proseguire il tavolo con le categorie fino alla definizione di un provvedimento che stabilisca risorse, requisiti e modalità di assegnazione dei ristori.

Saranno proprio questi elementi a determinare, una volta definito il quadro economico, quanto potrà ricevere ciascuna attività di Corso Italia interessata dai lavori.

Autore

Riproduzione riservata ©

pubblicità

Condividi su