PIOMBINO. Da due mesi vivono con la paura che il loro palazzo possa saltare in aria da un momento all’altro. Trentadue famiglie, tra cui bambini, anziani e persone con disabilità, sono ormai allo stremo nel condominio Casalp di via Togliatti 10, dove una residente di 64 anni continua, secondo le testimonianze dei vicini, a minacciare di far esplodere l’edificio con il gas.
Una situazione diventata insostenibile, tanto che alcuni condomini hanno scelto di dormire in macchina o di trasferire altrove i propri familiari.
E nel pomeriggio di oggi, martedì 13 ottobre, è stato necessario un nuovo intervento dei vigili del fuoco, che hanno rimosso due bombole di gas dall’appartamento della donna. Ma la paura, per chi abita nel palazzo, non è affatto finita.
Il dramma nel condominio: minacce con il gas e bombole sequestrate
Secondo le testimonianze di una persona a lei vicina e residente nello stesso condominio, i contorni della vicenda delineano un quadro di estrema gravità e profondo degrado. La donna, domiciliata in via Togliatti da oltre cinque anni, vivrebbe circondata da pacchetti di sigarette e bottiglie di alcool finite.
Qualche tempo addietro, sempre secondo i racconti dei vicini di appartamento, si sarebbe spostata al solo scopo di regolarizzare i propri documenti sul territorio nazionale. Solo un paio di mesi fa, il compagno è venuto a mancare a causa di un tumore, ma le condizioni in cui i sanitari hanno trovato l’uomo poco prima di morire erano disumane: senza cibo né assistenza, in stato d’agonia da giorni.
La condotta della 64enne ha continuato ad aggravarsi fino a un recente episodio: a seguito di una caduta con trauma cranico probabilmente dovuta allo stato di ebbrezza, la donna è stata ricoverata in ospedale circa una settimana fa. Durante il ricovero, dove era stata seguita dai sanitari di salute mentale per via delle sue intemperanze, la signora era riuscita a contattare di nascosto un residente del condominio per farsi portare delle forbici.
Gli atti deliranti sono poi continuati al ritorno dal Villamarina, da cui si sarebbe dimessa contro il parere medico, arrivando a minacciare i condomini di far saltare il palazzo con il gas.
Vigili del fuoco, ambulanze e forze dell’ordine: scatta l’allarme
I residenti, giustamente allarmati, hanno subito richiesto l’intervento urgente delle forze dell’ordine e dei soccorsi: sul posto sono giunti i vigili del fuoco con tre camionette, due ambulanze del 118 con automedica, le pattuglie della polizia e dei carabinieri.
Un imponente dispiegamento di forze che testimonia la gravità dell’allarme, ma che finora non ha portato a una soluzione definitiva o a una misura di contenimento duratura, se non quella di staccare le condutture del gas nell’abitazione e togliere, nella giornata odierna, due bombole, quella della cucina, e un’altra nascosta nello stanzino.
La paura principale riguarda le minacce ripetute di far esplodere la palazzina. Un rischio che spaventa enormemente l’intero quartiere anche perché nei fondi del palazzo si trova il deposito di carburante per il riscaldamento che alimenta ben cinque condomini della zona, tra cui le vicine strutture scolastiche.

«Dormiamo in macchina per paura»: la disperazione delle 32 famiglie
Nonostante le denunce formali presentate alla polizia di Stato, gli esposti e le segnalazioni dirette al Comune di Piombino, al sindaco, all’assessore alla sicurezza, le risposte ricevute, per i residenti, sono state del tutto inconcludenti. Anche il prete di una parrocchia locale, che inizialmente aveva tentato di prestarle soccorso e aiutarla, ha dovuto arrendersi ed alzare bandiera bianca di fronte alla situazione ingestibile.
I condomini sono allo stremo delle forze: c’è chi è costretto a dormire in macchina per la paura di una strage notturna, chi ha speso centinaia di euro per trasferire parenti anziani e invalidi altrove e chi deve proteggere bambini e giovani disabili dalle continue e violente molestie verbali e fisiche della donna.
«Siamo stati abbandonati da tutti – protestano i condomini –. Le forze dell’ordine intervengono con grande sollecitudine, ma senza un provvedimento definitivo la burocrazia ci lascia esposti a un pericolo mortale ogni giorno».
Esposti e richieste di intervento: i condomini si affidano a un’avvocata
Per uscire da questo incubo burocratico e di abbandono, i cittadini si sono rivolti all’avvocato Rosy Di Falco, che si è subito attivata per sollecitare i canali ufficiali e istituzionali competenti.
I cittadini si sono adoperati a presentare l’esposto al comando di polizia e a segnalare la necessità di un Tso, ovvero il trattamento sanitario obbligatorio. Ma la procedura è lunga: è un iter rigoroso che coinvolge due medici, il sindaco e la convalida del giudice entro 48 ore. Può esserci una difficoltà concreta nell’ottenere le valutazioni mediche necessarie. Tuttavia, questo non impedisce di attivare immediatamente i soccorsi e le forze dell’ordine quando ci sono minacce gravi, come la vita di 32 famiglie, tra cui bambini, in balia delle azioni sconsiderate di una donna affetta da disturbi psichiatrici gravissimi.
Il sindaco Ferrari: «La priorità assoluta è l’incolumità pubblica»
Sul delicato caso abbiamo chiesto direttamente al primo cittadino, che ribadisce la massima attenzione da parte delle istituzioni locali:
«C’è un impegno costante da parte dell’Amministrazione comunale – spiega il sindaco, Francesco Ferrari -. Anche se si tratta di una vicenda che esula dalle nostre competenze dirette e funzionali, garantiamo un’interlocuzione quotidiana con i servizi sociali e con il legale dei condomini. Da un lato occorre gestire la persona interessata, dall’altro è fondamentale garantire la tranquillità e la sicurezza del vicinato e dell’intera comunità. La priorità assoluta resta l’incolumità pubblica: per questo abbiamo sollecitato azioni concrete e preteso un’attenzione massima da parte degli organi competenti».