Piombino, rette per oltre 287mila euro: il Comune si oppone | MaremmaOggi Skip to content

Conto da oltre 287mila euro per l’accoglienza di una minore: il Comune si oppone

La richiesta arriva dalla cooperativa Levante, già Serinper, per l’ospitalità di una minore tra il 2014 e il 2019. Dopo la mediazione senza accordo, la giunta autorizza l’opposizione al decreto ingiuntivo del Tribunale di Massa
Il municipio di Piombino
Il municipio di Piombino

PIOMBINO. Il Comune di Piombino si prepara a dare battaglia in tribunale contro una richiesta di pagamento da oltre 287mila euro avanzata dalla Levante scarl, cooperativa che in passato si chiamava Serinper e che nel 2020 era finita al centro di una vasta inchiesta giudiziaria in Lunigiana.

La giunta comunale ha autorizzato il sindaco Francesco Ferrari a promuovere opposizione al decreto ingiuntivo emesso dal Tribunale di Massa, affidando l’incarico legale all’avvocata Cecilia Bertolini, con studio a Pisa.

La richiesta per le rette di accoglienza

La controversia riguarda le rette di mantenimento e accoglienza di una minore ospitata dal 15 luglio 2014 al 4 gennaio 2019 in una delle strutture della società. Per questo periodo, la Levante ha richiesto al Comune il pagamento di oltre 223mila euro, oltre agli interessi e alla rivalutazione monetaria.

Nel novembre 2025 l’amministrazione aveva autorizzato il sindaco a partecipare a un procedimento di mediazione, affidando la difesa all’avvocata Bertolini. Il tentativo si è concluso senza un accordo lo scorso 17 giugno. Successivamente, il 14 settembre, il Comune ha ricevuto la notifica del decreto ingiuntivo, emesso il 4 settembre dal Tribunale di Massa su istanza della Levante scarl. Il provvedimento ingiunge all’ente di pagare 287 mila euro entro 40 giorni dalla notifica. La giunta ha ritenuto necessario presentare opposizione per contestare la fondatezza della richiesta economica.

Dalla Serinper alla Levante: l’inchiesta del 2020

Il nome della società richiama una vicenda giudiziaria che nel dicembre 2020 aveva avuto grande risonanza in Lunigiana. All’epoca la cooperativa si chiamava Serinper e operava nella gestione di strutture di accoglienza per minori e famiglie in condizioni di fragilità.

Il 7 dicembre 2020, nell’ambito dell’operazione denominata «Accoglienza», la Procura di Massa aveva disposto otto misure cautelari degli arresti domiciliari. Tra i destinatari figuravano i tre dirigenti della cooperativa, il sindaco di Villafranca in Lunigiana, la direttrice della Società della Salute, dipendenti pubblici e un’ex giudice onoraria del Tribunale per i minorenni di Firenze.

Secondo le ipotesi investigative riportate all’epoca dal Corriere Apuano, il sistema avrebbe previsto presunti vantaggi alla cooperativa in cambio dell’assunzione di persone segnalate da amministratori e funzionari pubblici. Le contestazioni riguardavano, tra gli altri reati, la corruzione e il traffico di influenze illecite. L’inchiesta comprendeva anche ipotesi di irregolarità nella gestione delle strutture e di maltrattamenti.

Il cambio di nome nel 2021

Nell’agosto 2021 la cooperativa cambiò denominazione, diventando Levante scarl. Il passaggio fu raccontato anche da Il Tirreno, che presentò il cambio di nome e il nuovo slogan della società: «Ci prendiamo cura dei bambini». È quindi con la denominazione Levante scarl che la cooperativa ha successivamente avanzato la richiesta di pagamento nei confronti del Comune di Piombino per le rette relative al periodo compreso tra il 2014 e il 2019.

L’incarico legale per contestare il decreto

Per affrontare la causa, il Comune ha scelto di confermare l’avvocata Cecilia Bertolini, che aveva già seguito la precedente fase di mediazione e aveva approfondito gli aspetti giuridici della vicenda. La controversia dovrà ora proseguire nelle sedi giudiziarie: l’amministrazione intende contestare la richiesta della società, mentre resta da stabilire in tribunale la fondatezza delle somme richieste.

Autore

Riproduzione riservata ©

pubblicità

Condividi su