Cantiere Terna, parcheggi spariti e negozi in ginocchio: «Non sappiamo come fare, così rischiamo di chiudere» | MaremmaOggi Skip to content

Cantiere Terna, parcheggi spariti e negozi in ginocchio: «Non sappiamo come fare, così rischiamo di chiudere»

I lavori dovevano liberare il tratto entro settembre, ma potrebbero proseguire fino a febbraio. Officina in difficoltà, Usatomania a rischio chiusura e residenti esasperati: «Non prendiamo più la macchina per paura di non trovare posto»
I disagi che il cantiere Terna causa alle attività commerciali del quartiere

PIOMBINO. Dovevano essere disagi temporanei, ma per chi vive e lavora nella zona del Vallone, a Salivoli, il cantiere Terna si sta trasformando in un problema quotidiano sempre più difficile da affrontare. I lavori per la realizzazione del Sacoi 3 continuano a occupare una parte fondamentale del parcheggi della zona, utilizzati da residenti, commercianti, genitori dei bambini che frequentano l’asilo e famiglie che accompagnano i figli alla scuola calcio.

E mentre i posti auto continuano a mancare, cresce la preoccupazione per i tempi di conclusione dell’intervento. Secondo quanto riferito da chi opera nella zona, il tratto interessato avrebbe già dovuto essere liberato, ma il cantiere è ancora presente e, stando alle indicazioni che sarebbero state fornite dal capocantiere, le lavorazioni proseguiranno fino all’anno nuovo.

Una prospettiva che pesa soprattutto su chi, ogni giorno, deve fare i conti con una situazione diventata insostenibile.

Un parcheggio fondamentale per tutto il quartiere

Intero parcheggio interessato dal cantiere

Il problema non riguarda soltanto qualche posto auto sottratto alla sosta. Quel piazzale rappresentava un punto di riferimento per un’intera zona di Salivoli, dove convivono abitazioni, attività commerciali, un’officina, una scuola dell’infanzia e gli impianti sportivi frequentati ogni pomeriggio da tanti bambini e ragazzi.

Uno spazio che consentiva di distribuire le auto e alleggerire la pressione sulle strade circostanti, già particolarmente frequentate in determinati orari della giornata.

Con l’occupazione dell’area da parte del cantiere, gli automobilisti sono costretti a cercare sistemazioni alternative, spesso lontane dalla propria destinazione. E quando al traffico dei residenti si sommano quello dei clienti delle attività, dei genitori dell’asilo e delle famiglie della scuola calcio, trovare un parcheggio diventa un’impresa.

L’officina in difficoltà: «Non sappiamo dove mettere le auto, così diventa impossibile lavorare»

Parcheggio dell’officina al completo

Tra le attività maggiormente penalizzate dal cantiere Terna c’è anche l’officina Tamauto di Mandolese S. & Taddei F. Snc che si trova nelle immediate vicinanze, dove la mancanza di parcheggi non rappresenta soltanto un disagio per i clienti, ma un ostacolo concreto all’organizzazione del lavoro quotidiano. Gli spazi interni sono limitati, le automobili da riparare devono trovare una sistemazione e anche le operazioni di carico e scarico delle merci sono diventate sempre più complicate.

«Non sappiamo più dove mettere le macchine – racconta la segretaria –. Dentro ne possiamo tenere soltanto un certo numero, ma abbiamo bisogno anche di spazio per le consegne e per i mezzi che vengono a ritirare i materiali. Con tutta la strada chiusa, anche i camion fanno fatica ad arrivare e i clienti continuano a lamentarsi perché non sanno dove lasciare l’auto o come raggiungerci».

Una situazione che va avanti ormai da oltre due mesi. «Siamo rientrati dalle ferie all’inizio di settembre e abbiamo trovato tutto già chiuso. Ci avevano detto che i lavori sarebbero finiti entro la fine del mese e, sinceramente, per qualche settimana avremmo anche potuto sopportare i disagi. Ma adesso siamo a novembre, è ancora tutto chiuso e ci dicono addirittura che si potrebbe arrivare a febbraio del prossimo anno. Un conto è affrontare qualche settimana di difficoltà, un altro è lavorare in queste condizioni per mesi».

C’è poi un altro problema, quello delle automobili lasciate all’interno dell’officina. Quando gli automobilisti arrivano davanti alla strada chiusa, spesso cercano uno spazio per fare inversione e finiscono per entrare proprio nel piazzale dell’attività.

«Dobbiamo stare continuamente attenti e tenere il cancello chiuso, perché le persone entrano per girare la macchina. Ma lì dentro abbiamo le auto dei clienti e rischiamo che qualcuno le urti e le danneggi. Non possiamo permetterci di correre anche questo rischio, oltre a tutte le difficoltà che abbiamo già».

Difficoltà per le auto nel fare manovra
 

A rendere ancora più complicata la situazione è il passaggio dei mezzi pesanti. Nella stessa zona operano altre aziende, tra cui la ditta Coccomazzi, e non è raro che più camion debbano effettuare contemporaneamente operazioni di carico e scarico.

«A noi vengono anche a ritirare gli pneumatici da smaltire. Se in quel momento arriva il nostro camion e contemporaneamente c’è quello della Coccomazzi che deve scaricare, dove passa la gente? Dove si fermano i clienti? Non è soltanto un problema di parcheggio, è diventato difficile persino organizzare il lavoro».

Dall’officina non arriva una richiesta di interrompere i lavori, ma quella di individuare una soluzione che permetta almeno di recuperare una parte degli spazi occupati.

«Basterebbe lasciarci a disposizione almeno una piccola parte del parcheggio, uno spazio dove possano fermarsi i clienti e arrivare i mezzi per le consegne. Non chiediamo tutto, ma almeno la possibilità di continuare a lavorare. Se devono andare avanti ancora per mesi, bisogna trovare una soluzione quanto prima».

Una richiesta che si aggiunge a quelle degli altri commercianti e dei residenti della zona, dove un cantiere inizialmente considerato temporaneo sta incidendo sempre più pesantemente sulle attività economiche e sulla vita quotidiana del quartiere.

La protesta dei residenti: «Non prendo più la macchina altrimenti non ritrovo posto»

A raccontare quanto sia cambiata la vita quotidiana nel quartiere è Marina Lombardi, residente nella zona, che descrive una situazione sempre più pesante.

«Io praticamente non prendo mai la macchina, perché altrimenti non trovo più parcheggio – racconta –. Prima parcheggiavo nel piazzale, anche se dovevo fare due passi in più non mi pesava. Adesso non c’è nemmeno più quello e veramente non so come fare».

Una testimonianza che racconta bene il paradosso vissuto dagli abitanti: rinunciare a utilizzare la propria automobile per paura di non trovare più un posto dove lasciarla al ritorno a casa.

La scuola dell’Asd Salivoli Calcio

A complicare ulteriormente la situazione, per un periodo sono stati interessati da lavori anche alcuni spazi di sosta davanti agli impianti di calcio, con una riduzione temporanea delle possibilità di parcheggio proprio mentre il cantiere principale occupava già gran parte dell’area del Vallone.

«Anche se qualcuno vuole venire a trovarci, non c’è più parcheggio, nemmeno lasciando la macchina lontano», emerge dalle testimonianze raccolte.

L’asilo e la scuola calcio: ogni giorno una corsa al parcheggio

La scuola dell’infanzia di Calamoresca

Il problema diventa particolarmente evidente negli orari di ingresso e uscita dalla scuola dell’infanzia.

Le mamme e i papà che accompagnano i bambini all’asilo sono costretti a cercare parcheggio dove capita, spesso con poco tempo a disposizione e con la necessità di accompagnare i piccoli fino all’ingresso della scuola.

Un disagio che era stato già segnalato prima dell’inizio dell’anno scolastico e che adesso, con le lezioni in pieno svolgimento, si è trasformato in una difficoltà concreta per le famiglie.

«C’è anche l’asilo vicino – sottolineano le persone del quartiere –. Anche le maestre parcheggiavano nel piazzale accanto e adesso non possono più farlo».

Ma non è soltanto la mattina a essere complicata. Nel pomeriggio la situazione si aggrava ulteriormente con l’attività della scuola calcio, che richiama ogni giorno genitori e accompagnatori. I pochi posti disponibili vengono rapidamente occupati, lasciando residenti e lavoratori senza alternative.

Il risultato è una continua ricerca di spazi liberi, in una zona dove la domanda di parcheggi era già elevata prima dell’apertura del cantiere.

Usatomania rischia la chiusura: «Da tre mesi chiedo aiuto al Comune, ma nessuno ha fatto niente»

 

A pagare un prezzo particolarmente alto è Usatomania, l’attività di Patrizia Iroide, che già a settembre aveva denunciato le difficoltà provocate dal cantiere Terna. Il negozio, specializzato nella vendita di mobili e oggetti usati, ha bisogno di parcheggi nelle immediate vicinanze per consentire ai clienti di caricare e scaricare gli acquisti. Senza la possibilità di arrivare in automobile, la clientela è diminuita drasticamente e il rischio di chiusura è sempre più concreto.

Patrizia denuncia soprattutto la mancanza di risposte da parte dell’amministrazione comunale, alla quale sostiene di aver chiesto più volte un accesso temporaneo per permettere alle auto di raggiungere il negozio.

Alcuni mobili di Usatomania

«Da settembre chiedo al Comune un aiuto concreto, anche soltanto un piccolo passaggio per far arrivare i clienti in macchina, ma non è stata trovata nessuna soluzione. Sono quasi tre mesi che lavoro in queste condizioni. Non chiedo privilegi, soltanto la possibilità di continuare a lavorare. Come può una persona acquistare un mobile se poi non riesce a portarlo via?».

Da qui l’appello al Comune affinché venga individuata almeno una soluzione provvisoria per il carico e scarico dei mobili.

I tempi si allungano: il cantiere proseguirà nel 2027

A rendere ancora più pesante la situazione è l’incertezza sui tempi necessari per restituire il parcheggio alla cittadinanza.

Secondo quanto riferito nella zona, alcune lavorazioni avrebbero già dovuto essere concluse, ma il cantiere continua a occupare gli spazi e le indicazioni ricevute sul posto parlano di interventi destinati a proseguire oltre la fine del 2026.

Non si tratta, al momento, di una nuova scadenza ufficialmente comunicata da Terna. Già nel settembre scorso, del resto, per il complesso delle lavorazioni nella zona del Vallone si prospettava una conclusione non prima dell’inizio del 2027.

Il progetto Sacoi 3 è un intervento strategico per la rete elettrica nazionale ed europea, destinato a rinnovare il collegamento tra Sardegna, Corsica e Toscana. Ma l’importanza dell’opera non cancella le conseguenze che la sua realizzazione sta producendo sulla vita quotidiana del quartiere.

Le compensazioni annunciate dal Comune e la richiesta di soluzioni immediate

La vicenda era già stata al centro di un confronto tra Comune di Piombino e Terna. A maggio, in occasione della proroga del cantiere allo Sgarallino, l’amministrazione aveva annunciato una serie di misure per attenuare i disagi: nuovi posti auto nell’area del Marina di Salivoli, un servizio di collegamento, interventi a sostegno delle attività e la realizzazione di una pista ciclabile al Vallone, oltre al contributo compensativo di 280mila euro previsto per il Comune.

Misure pensate per contenere l’impatto complessivo dei lavori, ma che non risolvono necessariamente le difficoltà di chi ha bisogno di fermarsi proprio accanto a un negozio, a un’officina o all’asilo.

La questione, oggi, è capire se sia possibile recuperare almeno una parte dei posti auto oppure individuare parcheggi alternativi davvero vicini e utilizzabili, soprattutto negli orari di maggiore afflusso.

Perché il rischio non è soltanto quello di prolungare i disagi per qualche altro mese, ma di mettere in seria difficoltà attività economiche che hanno bisogno di continuare a lavorare e di rendere sempre più complicata la quotidianità di chi abita nel quartiere.

E mentre il cantiere procede, la domanda che arriva da Salivoli è sempre la stessa: quanto ancora dovranno aspettare residenti, commercianti e famiglie prima di poter tornare a utilizzare un parcheggio che, per questa parte della città, rappresenta un servizio essenziale?

 

La risposta dell’Amministrazione

 

Dall’amministrazione comunale arriva intanto la conferma che la richiesta di Patrizia è stata presa in considerazione. La segnalazione è già stata trasmessa agli uffici tecnici, ai quali spetta valutare la possibilità di realizzare un accesso provvisorio per i clienti. La questione, spiegano dall’amministrazione, presenta aspetti tecnici che richiedono una verifica prima di poter intervenire.

Gli uffici sono stati quindi interessati del problema e stanno valutando una possibile soluzione, anche se al momento non ci sono ancora risposte definitive né tempi certi per un eventuale intervento.

Per Patrizia, però, il tempo stringe: «Io voglio continuare a lavorare, ma senza la possibilità di far arrivare i clienti rischio davvero di essere costretta a chiudere».

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