Cadavere ritrovato in mare: resta il mistero sull'identità dell'uomo | MaremmaOggi Skip to content

Cadavere ritrovato in mare: resta il mistero sull’identità dell’uomo

Stato di decomposizione avanzato e nessuna impronta: tra le ipotesi resta il malore, mentre gli investigatori verificano la pista di un allontanamento da Bibbona
L’elicottero davanti a Baratti durante il recupero del cadavere

PIOMBINO. Proseguono le indagini sul cadavere recuperato lo scorso 19 settembre nelle acque al largo della costa compresa tra San Vincenzo e Baratti. Il corpo, avvistato in mare e recuperato dai vigili del fuoco del distaccamento di Piombino, si presentava fin da subito in un avanzato stato di decomposizione, elemento che sta rendendo particolarmente complesse tutte le operazioni volte all’identificazione della salma.

Le condizioni del corpo non hanno infatti consentito finora di eseguire i rilievi dattiloscopici né il prelievo delle impronte digitali, e sul cadavere non sono stati riscontrati segni particolari immediatamente riconoscibili.

Accertamenti medico-legali e cause del decesso

Per fare piena luce sulle cause del decesso di un uomo dall’età apparente compresa tra i 55 e i 70 anni, la Procura ha disposto l’esame autoptico, che deve ancora essere eseguito.
A rendere ancora più complessa l’identificazione contribuisce l’assenza di effetti personali: addosso la vittima indossava infatti soltanto un costume da bagno, elemento che non offre alcun indizio utile agli investigatori per risalire alla sua identità.
Dalle prime analisi esterne effettuate sul corpo, tuttavia, non sono emersi segni di violenza o lesioni riconducibili all’azione di terzi. Per questo motivo gli inquirenti escludono, allo stato attuale, l’ipotesi di un reato o di un’aggressione, mantenendo come pista principale quella del malore improvviso.
Risposte definitive arrivano attese dall’esame autoptico, che permetterà di stabilire con esattezza il momento e la dinamica del decesso. Al momento si ipotizza che il corpo potesse trovarsi in balia della corrente già dai 4 ai 7 giorni prima del ritrovamento. 

Il nodo delle persone scomparse e la pista di Bibbona

Sul fronte dell’identificazione, la polizia locale sta lavorando alacremente incrociando i dati con le banche dati delle persone scomparse. Nell’immediato circondario della Val di Cornia non risultano segnalazioni recenti che possano combaciare direttamente con il profilo della vittima, motivo per cui gli investigatori non escludono che si possa trattare di una persona sola, un turista o di un visitatore di passaggio lungo il litorale.

Tra le varie ipotesi al vaglio c’è quella legata a una segnalazione di allontanamento registrata recentemente nella zona di Bibbona. Si tratta tuttavia di un elemento preliminare, una strada plausibile ma ancora interamente da verificare attraverso riscontri formali ed eventuali comparazioni del DNA.
Le indagini restano aperte in attesa dei prossimi sviluppi medico-legali.

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