SAN VINCENZO. L’esemplare di poiana trovato in difficoltà il 3 novembre dall’ex assessore Massimiliano Roventini a San Vincenzo è ancora in prognosi riservata. Il rapace è stato immediatamente affidato ai volontari della Lipu Cruma di Livorno, che lo hanno recuperato in condizioni critiche: debole, disidratato, magrissimo e in ipotermia.
Il corpo presentava numerose ferite puntiformi, già in parte invase da larve di mosca, segno di un trauma avvenuto poco tempo prima. Le mucose pallide facevano sospettare una grave perdita di sangue.
«Le sue condizioni erano davvero disperate», spiegano dal centro recupero.
La trasfusione urgente per salvarle la vita
Dopo le prime cure urgenti – rimozione delle larve, disinfezione delle ferite, riscaldamento e reidratazione – gli esami clinici hanno rivelato un quadro drammatico: l’ematocrito era al 9%, una percentuale di globuli rossi troppo bassa per sostenere la vita.
Per contrastare la grave anemia, sotto la supervisione del veterinario Federico Bassi, il team è intervenuto con una trasfusione di sangue proveniente da una Poiana donatrice sana. Il trattamento è stato supportato da terapie mirate e farmaci specifici.
I primi segnali di ripresa, ma la prognosi resta riservata
Ora l’animale è più reattivo e ha ricominciato a mangiare da sola. Anche la temperatura corporea è tornata stabile. Ma la battaglia non è ancora vinta.
La poiana è fortemente sottopeso e potrebbe avere una patologia alla base del trauma che l’ha portata alla caduta. Inoltre, l’effetto della trasfusione è solo temporaneo: i prossimi giorni saranno cruciali per verificare la capacità del rapace di rigenerare da solo i globuli rossi.
Cosa ha causato le ferite?
La radiografia ha escluso la presenza di pallini da caccia. Le ferite puntiformi potrebbero essere compatibili con l’impatto contro oggetti appuntiti, forse nelle vicinanze dell’autostrada dove è stata ritrovata.
Il tempo trascorso tra il trauma e il soccorso sembra breve: lo dimostrano le larve ancora appena schiuse.
Il ruolo fondamentale dei volontari
«Se ci possiamo prendere cura di questa Poiana nella speranza di restituirla alla natura il prima possibile – dice Nicola Maggi, responsabile del centro – è grazie alla rete di volontari della Val di Cornia che ogni anno soccorrono nel minor tempo possibile migliaia di animali, e anche grazie agli enti come il comune di San Vincenzo e la Regione Toscana che sostengono queste attività».