Sicurezza e stranieri, cosa dicono davvero i numeri: in Val di Cornia sono uno su dieci | MaremmaOggi Skip to content

Sicurezza e stranieri, cosa dicono davvero i numeri: in Val di Cornia sono uno su dieci

Mentre cresce la percezione di insicurezza e il tema dell’immigrazione infiamma il dibattito politico, i dati fotografano il territorio: 5.893 residenti stranieri nei cinque comuni, pari al 10,9% della popolazione
Una donna con il burka

PIOMBINO. Da mesi il tema della sicurezza è entrato con forza nel dibattito politico della Val di Cornia. Furti, episodi di violenza e degrado alimentano una percezione di insicurezza sempre più diffusa, mentre sui social e nelle discussioni pubbliche il fenomeno viene spesso collegato alla presenza degli stranieri sul territorio.

Ma prima degli slogan ci sono i numeri. E i dati raccontano una realtà più precisa: nei cinque comuni della Val di Cornia vivono complessivamente 5.893 cittadini stranieri, pari al 10,9% della popolazione. Poco più di un residente su dieci.

Non una presenza marginale, dunque, ma nemmeno quell’“invasione” evocata talvolta nel confronto politico. La maggior parte degli stranieri vive a Piombino, dove sono 3.922, mentre l’incidenza più elevata si registra a Sassetta, dove rappresentano quasi un quarto degli abitanti.

Numeri che, da soli, non dicono nulla sulla sicurezza e non possono essere usati per stabilire un legame automatico tra immigrazione e criminalità. Raccontano però come sta cambiando il territorio: lavoratori impiegati nell’industria, nell’agricoltura, nel turismo, nei servizi e nell’assistenza, famiglie presenti da anni e bambini che frequentano le scuole della Val di Cornia.

Stranieri che, soprattutto in alcuni settori, sono fondamentali per le imprese del territorio che, altrimenti, non troverebbero manodopera.

La sicurezza resta un problema reale e una richiesta legittima dei cittadini. Ma per affrontarla servono dati su reati, denunce, controlli e condizioni sociali, non generalizzazioni. La fotografia demografica della Val di Cornia parte da qui: quasi 5.900 stranieri su oltre 54mila residenti.

Piombino supera quota 3.900

A Piombino, stando ai dati Istat, vivono 3.922 stranieri, pari a poco più del 12% della popolazione comunale. La città raccoglie da sola circa due terzi di tutti gli stranieri residenti nel comprensorio.

Seguono Campiglia Marittima con 950 residenti stranieri, San Vincenzo con 560, Suvereto con 340 e Sassetta con 121.

Il dato di Sassetta è quello che colpisce maggiormente: in un comune di poco più di 500 abitanti, gli stranieri rappresentano circa il 23,5% della popolazione. Quasi un residente su quattro.

I dati comune per comune

Comune Stranieri residenti Popolazione totale Incidenza
Piombino 3.922 32.256 12,2%
Campiglia Marittima 950 12.244 7,8%
San Vincenzo 560 6.354 8,8%
Suvereto 340 2.900 11,7%
Sassetta 121 514 23,5%
Totale Val di Cornia 5.893 54.268 10,9%

I residenti stranieri sono quelli rilevati al 1° gennaio 2025. Le percentuali sono calcolate sui residenti complessivi disponibili alla fine del 2024 e sono arrotondate.

Sassetta davanti a tutti

La graduatoria cambia quando si passa dai numeri assoluti alle percentuali.

Piombino ospita nettamente il maggior numero di persone straniere, ma Sassetta è il comune con l’incidenza più alta, seguito da Piombino e Suvereto.

La presenza straniera è invece più contenuta a Campiglia Marittima, dove rappresenta poco meno dell’8% della popolazione, e a San Vincenzo, dove si avvicina al 9%.

Nel complesso, gli stranieri rappresentano circa il 10,9% degli abitanti della Val di Cornia, una quota superiore a quella media della provincia di Livorno, che si ferma all’8,7%.

A Piombino la comunità più numerosa arriva dal Marocco

Piombino presenta una composizione molto diversa da quella provinciale. Mentre nell’intera provincia di Livorno la comunità più numerosa è quella romena, nella città dell’acciaio il primo posto spetta al Marocco.

I marocchini residenti a Piombino sono 741, pari al 18,9% di tutti gli stranieri della città. Seguono gli ucraini con 647 persone e i romeni con 559.

Le comunità principali sono:

Cittadinanza Residenti a Piombino
Marocco 741
Ucraina 647
Romania 559
Senegal 532
Albania 179
Bangladesh 153
Pakistan 118
Tunisia 96
Nigeria 87
Cina 75

La componente africana è particolarmente significativa: sono 1.729 i cittadini provenienti dall’Africa, pari al 44,1% di tutta la popolazione straniera piombinese. Gli europei sono 1.618, gli asiatici 417 e i cittadini provenienti dalle Americhe 157.

Più uomini che donne a Piombino

A Piombino la popolazione straniera presenta anche una differenza significativa tra i sessi: gli uomini sono 2.154, mentre le donne sono 1.768.

Lo squilibrio è legato soprattutto alla forte presenza di comunità maschili provenienti dal Senegal, dal Bangladesh e dal Pakistan. Al contrario, tra gli ucraini e i romeni sono più numerose le donne.

È una composizione che riflette anche il mercato del lavoro locale: industria, attività portuali, agricoltura e turismo attirano spesso lavoratori uomini, mentre il settore dell’assistenza familiare e dei servizi alla persona registra una maggiore presenza femminile.

La crescita degli stranieri mentre calano i residenti

Alla fine del 2024, la Val di Cornia contava complessivamente 54.268 abitanti, 462 in meno rispetto all’anno precedente. Nello stesso periodo, la popolazione straniera del comprensorio era invece aumentata dell’1,9%, arrivando a rappresentare oltre il 10,6% dei residenti secondo i dati provvisori elaborati dalla Camera di commercio.

Il fenomeno è particolarmente evidente a Piombino. La città perde abitanti, ma continua ad attirare persone provenienti dall’estero: nel solo 2024 sono state registrate 473 iscrizioni anagrafiche dall’estero.

Anche per la Val di Cornia, dunque, la popolazione straniera rappresenta un elemento fondamentale per frenare il declino demografico. Senza questi nuovi residenti, la riduzione della popolazione sarebbe ancora più marcata.

La sfida non riguarda soltanto l’accoglienza. Riguarda la scuola, il lavoro, l’accesso ai servizi, la conoscenza della lingua e la possibilità di trasformare la convivenza quotidiana in una reale integrazione.

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