PIOMBINO. C’è un altro tassello, finora rimasto quasi sotto traccia, che racconta come potrebbe cambiare il futuro industriale di Piombino. Dopo il progetto della nuova acciaieria elettrica di Metinvest Adria, emerge ora quello della SOL Gas Primari, l’azienda che per decenni ha prodotto l’ossigeno utilizzato dagli impianti siderurgici cittadini.
La società ha infatti avviato il procedimento di verifica di assoggettabilità a Valutazione di impatto ambientale (VIA) per il nuovo assetto dello stabilimento di via Unità d’Italia. L’obiettivo non è costruire una nuova fabbrica, ma riattivare e ammodernare quella storica, rimasta in funzione con un’attività minima dopo la crisi dell’ex Lucchini.
Una scelta che conferma come il progetto Metinvest non riguardi soltanto la futura acciaieria, ma coinvolga progressivamente tutta la filiera industriale che per decenni ha gravitato intorno alla produzione dell’acciaio.
La fabbrica che produceva l’ossigeno per Piombino
Per comprendere la portata del progetto bisogna fare un passo indietro. Lo stabilimento SOL è stato costruito proprio per servire il polo siderurgico piombinese. Per anni ha prodotto ossigeno, azoto e argon, inviandoli direttamente alle acciaierie attraverso un sistema di gasdotti dedicati.
Gas apparentemente invisibili, ma fondamentali per la produzione dell’acciaio.
L’ossigeno viene infatti utilizzato nei processi metallurgici per aumentare l’efficienza della fusione e della raffinazione dell’acciaio, mentre azoto e argon trovano impiego nelle varie fasi della lavorazione e nelle operazioni di protezione delle colate.
Non è un caso che nella relazione tecnica la stessa SOL ricordi come la propria storia sia sempre stata inscindibilmente legata a quella delle acciaierie.
«Lo stabilimento SOL di Piombino è da sempre stato il produttore e fornitore di gas tecnici (ossigeno, azoto e argon) via gasdotto alle Acciaierie di Piombino e la sua marcia è sempre stata intrinsecamente legata alla marcia delle medesime Acciaierie».
Il crollo dopo lo spegnimento dell’altoforno
La crisi della siderurgia ha avuto conseguenze immediate anche sulla SOL. Quando nel 2014 venne spento l’altoforno dell’allora Lucchini, i consumi di ossigeno crollarono improvvisamente.
La relazione ripercorre quei mesi con estrema chiarezza.
Dal 2013, spiegano i tecnici, lo stabilimento ha progressivamente ridotto la produzione, fermato gli impianti principali e abbassato gli stoccaggi di sostanze pericolose sotto le soglie previste dalla normativa Seveso.
Una fotografia che racconta meglio di molte parole quanto la crisi dell’acciaieria abbia trascinato con sé anche una delle aziende storicamente più importanti del polo industriale.
Lo stabilimento non è mai stato chiuso
Ed è forse questa la novità più significativa emersa dalla documentazione. Contrariamente a quanto molti potrebbero pensare, la SOL non ha mai cessato completamente l’attività.
La relazione depositata in Regione specifica infatti che lo stabilimento è già esistente ed è attualmente in produzione con un assetto di marcia ridotto.
Con il nuovo progetto tornerà invece a produrre ossigeno, azoto e argon attraverso il processo di distillazione frazionata dell’aria e saranno nuovamente attivati anche gli stoccaggi di idrogeno.
Metinvest riaccende la speranza
L’intero progetto ruota attorno alla nuova acciaieria elettrica prevista dall’accordo di programma sottoscritto il 10 luglio 2025.
La stessa SOL lo scrive senza mezzi termini. L’iniziativa Metinvest rappresenta «una concreta opportunità di rilancio industriale» e rende conveniente riutilizzare gli impianti esistenti anziché costruirne di nuovi.
L’azienda annuncia quindi investimenti per la riqualificazione dello stabilimento e il mantenimento sul territorio delle professionalità già presenti.
Investimenti per riportare l’impianto a pieno regime
Il piano non consiste in una semplice riaccensione degli impianti.
La documentazione parla di un profondo intervento di ammodernamento che comprenderà: il rifacimento dei sistemi di controllo; nuovi impianti antincendio; nuova strumentazione di sicurezza e manutenzione straordinaria di macchine e apparecchiature.
Secondo la società, il nuovo assetto sarà addirittura più sicuro rispetto a quello storico.
Torna anche la normativa Seveso
La riattivazione comporterà però anche un cambiamento normativo.
Con il ritorno alla piena produzione e all’aumento degli stoccaggi di ossigeno, lo stabilimento rientrerà nuovamente tra quelli a rischio di incidente rilevante, classificati come stabilimenti di soglia superiore ai sensi del decreto Seveso. Per questo sono stati predisposti il nuovo Rapporto preliminare di sicurezza e tutta la documentazione tecnica allegata al procedimento ambientale.
I nuovi gasdotti verso Metinvest
Il collegamento con il progetto della nuova acciaieria non è soltanto teorico.
Nell’avviso pubblicato dalla Regione Toscana viene spiegato che il Comune di Piombino ha già avviato una Conferenza dei servizi per autorizzare i gasdotti che collegheranno lo stabilimento SOL alla futura acciaieria elettrica Metinvest.
Le nuove condotte trasporteranno ossigeno, azoto e argon e saranno realizzate in due stralci: il primo attraverserà aree demaniali e terreni di JSW Steel Italy, mentre il secondo raggiungerà l’area destinata al nuovo impianto Metinvest.
Un tassello decisivo del nuovo polo siderurgico
Se il progetto Metinvest rappresenta il cuore della rinascita industriale di Piombino, quello della SOL ne costituisce una delle infrastrutture più strategiche.
L’acciaieria elettrica avrà infatti bisogno di enormi quantità di gas tecnici e la scelta di riutilizzare uno stabilimento già esistente, ammodernandolo e collegandolo direttamente ai nuovi impianti, consentirà di evitare la realizzazione di una nuova fabbrica.
È un progetto che racconta anche un altro aspetto della rinascita del polo siderurgico: non soltanto la costruzione di nuovi impianti, ma il recupero e la valorizzazione di infrastrutture storiche che per anni hanno rappresentato uno dei motori dell’industria piombinese e che ora potrebbero tornare ad avere un ruolo centrale nel futuro dell’acciaio italiano.