Sette nuovi cardiologi a Cecina, a Piombino zero. Rivolta contro l'Asl | MaremmaOggi Skip to content

Sette nuovi cardiologi a Cecina, a Piombino zero. Rivolta contro l’Asl

A Cecina arrivano 7 cardiologi, a Piombino zero. Il sindaco: «Non accettiamo in silenzio». Il comitato delle 900 firme: «C’è una regia precisa»
Il pronto soccorso dell'ospedale Villamarina di Piombino
Il pronto soccorso dell’ospedale Villamarina di Piombino

PIOMBINO. In arrivo all’ospedale di Cecina 5 nuovi cardiologi, due sono entrati da poco: sono sette professionisti in più che vanno a rinforzare l’ospedale di via Montanara a Cecina. Sette a Cecina ed a Piombino zero.

L’Asl ignora le 900 firme raccolte dal comitato per potenziare la cardiologia e i continui appelli della politica per dare al Villamarina una cardiologia in grado di reggere l’impatto del territorio, con numeri in crescita esponenziale in estate.

Un territorio che, peraltro, soffre di difficili collegamenti, un trasferimento d’urgenza a Cecina o a Livorno può diventare difficoltoso.

Una scelta che vede la risposta rabbiosa del sindaco Francesco Ferrari, che chiede un confronto urgente con i vertici dell’azienda sanitaria e anche del comitato che ha raccolto le 900 firme, che parla di un disegno preciso per proseguire il depotenziamento, già in atto in modo evidente, dell’ospedale Villamarina di Piombino.

Ferrari: «Piombino non accetta in silenzio»

Il sindaco Francesco Ferrari parla di profondo squilibrio nell’assegnazione delle risorse e di una città che non intende subire in silenzio.

«Il potenziamento dell’unità di cardiologia dell’ospedale di Cecina, annunciato oggi con l’ingresso di sette nuovi specialisti e l’incremento delle sedute di elettrofisiologia, rappresenta l’ennesimo segnale di un profondo squilibrio nell’allocazione delle risorse sanitarie nella nostra area vasta».

«Mentre si investe in modo significativo su un presidio, altrove – a pochi chilometri di distanza – si consuma un silenzioso ma inesorabile indebolimento dei servizi essenziali, accettato se non addirittura voluto dalla regione Toscana e dall’azienda sanitaria».

«Cardiologia ridotta ad attività ambulatoriale»

«A Piombino, infatti, il servizio di cardiologia rischia concretamente di essere ridotto a una mera attività ambulatoriale. Un ridimensionamento drammatico, ancor più inaccettabile perché mai ufficialmente comunicato dall’Asl Toscana Nord Ovest, e che avviene nel silenzio generale, senza confronto con le istituzioni locali e senza la minima considerazione per le ricadute sanitarie, sociali ed economiche sulla popolazione del nostro territorio».

«Piombino non intende accettare in silenzio un progressivo smantellamento dei servizi ospedalieri di Villamarina, struttura che ogni giorno rischia di perdere funzioni e competenze strategiche. Oggi è imprescindibile e non più rinviabile che l’azienda faccia chiarezza sull’organizzazione attuale e sulle prospettive future della cardiologia nei nostri ospedali, a cominciare da Piombino e Portoferraio».

«Processo di depotenziamento in corso»

«Il silenzio dell’Asl alimenta un timore diffuso: che la riduzione della cardiologia sia solo il primo passo verso un più ampio processo di ulteriore depotenziamento, destinato a coinvolgere anche reparti chiave come chirurgia e ortopedia, dove già si registrano segnali preoccupanti in termini di organici, volumi di attività e capacità operativa. L’operatività dell’ospedale di Piombino si regge oggi sull’impegno, la competenza e il senso di responsabilità del personale sanitario, la cui professionalità rappresenta un presidio essenziale per la tenuta del servizio pubblico».

«Con senso di responsabilità istituzionale ma con altrettanta fermezza, chiediamo all’Asl Toscana Nord Ovest, come ha fatto per Cecina, di essere trasparente e convocare urgentemente un tavolo di confronto pubblico risolutivo per restituire dignità alla programmazione sanitaria nel nostro territorio e per garantire un futuro concreto e sostenibile al nostro ospedale».

Il comitato: «C’è un disegno di depotenziare Piombino»

Anche il comitato che ha raccolto le firme per potenziare cardiologia commenta con amarezza.

«A Cecina arrivano sette nuovi cardiologi: cinque specialisti in arrivo, da aggiungere ai due già recentemente entrati in servizio. Un potenziamento importante per il reparto di cardiologia. Nel frattempo, a Piombino, ci è stato detto che non è stato possibile trovarne tre».

«A questo punto non ci sono più dubbi: è evidente l’esistenza di un disegno preciso, un progetto di riorganizzazione sanitaria che depotenzia l’ospedale di Piombino a vantaggio di quello di Cecina. E oggi, questa strategia si mostra in tutta la sua chiarezza».

«Il nostro appello, firmato da 900 cittadini e indirizzato al presidente della Regione Toscana, agli assessori regionali alla sanità e alle pari opportunità, ai consiglieri eletti in provincia di Livorno e a tutti i sindaci della Val di Cornia, è rimasto senza risposta. Nessuna parola. Nessun cenno. Neppure due righe di cortesia. Silenzio».

«Regia precisa, Piombino non è al centro delle politiche sanitarie regionali»

«Ora capiamo il perché. Dietro il silenzio si intravede una regia precisa. La conferma che Piombino non è più al centro delle politiche sanitarie regionali. Non si tratta più di ipotesi, ma di scelte ormai evidenti».

«A tutto questo si somma una comunità che fatica a riconoscersi come tale: troppo divisa, troppo individualista. Anche la nostra petizione è stata accolta, in molti casi, con diffidenza o con la solita rassegnazione. Nessuna reale volontà di fare fronte comune, di creare quella massa critica necessaria per ottenere ascolto».

«Commenti come “giocate al ribasso” o “siete stati mandati da qualcuno” ci dicono molto sul clima. Indifferenza. Disillusione. Disgregazione.
Intanto, però, il progetto va avanti. E non è certo a favore di Piombino. Che tristezza».

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