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Sassetta perde lo status di Comune montano: Rifondazione attacca il Governo e difende la Val di Cornia

La Federazione PRC Piombino-Val di Cornia-Elba critica la riforma voluta dal ministro Calderoli: «Così si tolgono risorse ai paesi più fragili e si favoriscono grandi città che non hanno gli stessi problemi»
Una veduta di Sassetta

VAL DI CORNIA. La nuova classificazione dei Comuni montani accende lo scontro politico anche in Val di Cornia. Al centro delle polemiche c’è Sassetta, uno dei piccoli comuni del comprensorio che, con l’entrata in vigore della riforma nazionale, perde il riconoscimento di Comune montano.

A intervenire è la Federazione di Rifondazione Comunista Piombino-Val di Cornia-Elba, che parla di una scelta destinata a penalizzare le aree interne e i territori più fragili.

«Sassetta trattata come un comune di pianura»

Secondo Rifondazione Comunista, la riforma introdotta con il Dpcm 11 maggio 2026 e con l’attuazione della legge 131 del 2025 avrebbe effetti pesanti sulla Toscana, dove 36 Comuni perdono integralmente lo status di montani.

Tra questi c’è anche Sassetta, che il partito indica come uno degli esempi più evidenti delle contraddizioni della nuova normativa.

«Borghi come Sassetta, Volterra, Montecatini Val di Cecina e i Comuni dell’Elba vengono cancellati dalla mappa dei Comuni montani – sostiene Rifondazione – mentre grandi centri come Massa, Carrara, Arezzo o Pistoia mantengono il riconoscimento perché comprendono porzioni di territorio montano».

«Così si colpiscono i territori più fragili»

Per il partito, il problema non riguarda soltanto una definizione amministrativa.

La perdita dello status di Comune montano potrebbe avere conseguenze sulle politiche dedicate alle aree interne, con ricadute su servizi, scuole, trasporti e investimenti.

«È paradossale – scrive Rifondazione Comunista – che realtà economicamente molto forti possano beneficiare di questo riconoscimento mentre piccoli paesi della Val di Cornia, che combattono ogni giorno contro lo spopolamento e la carenza di servizi, vengano esclusi».

Nel mirino finisce anche il ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli, accusato di minimizzare gli effetti della riforma.

L’appello alla Regione Toscana

Nel comunicato, la Federazione PRC chiede una revisione dei criteri introdotti dalla legge nazionale e invita la Regione Toscana a intervenire con risorse proprie per evitare che i Comuni esclusi perdano servizi essenziali.

«La montanità – conclude Rifondazione Comunista – non può essere misurata soltanto con criteri altimetrici. È una condizione sociale ed economica che riguarda territori dove vivere significa affrontare ogni giorno maggiori difficoltà rispetto ai grandi centri».

La presa di posizione riporta al centro del dibattito il futuro dei piccoli Comuni della Val di Cornia, da anni impegnati nella sfida contro lo spopolamento e nella difesa dei servizi di prossimità.

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