Mozione sulla violenza sulle donne, Rosy di Falco abbandona il consiglio comunale | MaremmaOggi Skip to content

Mozione sulla violenza sulle donne, Rosy di Falco abbandona il consiglio comunale

Le opposizioni ritirano una mozione sul consenso e la violenza sessuale pur di anticipare il dibattito sulla Flotilla. Esplode la protesta della presidente della commissione Pari opportunità: «Temi troppo importanti per diventare di serie B»
Sala consiliare di Piombino, nel riquadro Rosy di Falco
Sala consiliare di Piombino, nel riquadro Rosy di Falco

PIOMBINO. Non sono mancati momenti di tensione, ieri, lunedì 25 maggio, durante la seduta in consiglio comunale, culminata in un gesto di forte impatto emotivo e istituzionale. Rosy di Falco, presidente della commissione Pari opportunità, ha preso la parola per annunciare l’abbandono dell’aula.

Una scelta drastica, definita dalla stessa esponente della maggioranza non come un mero atto polemico, bensì come un segnale di profondo dissenso rispetto alla gestione dell’ordine del giorno.

La vicenda ha preso il via nella mattinata, quando i gruppi di minoranza hanno presentato in extremis un ordine del giorno volto a esprimere sostegno alla Global Sumud Flotilla, richiedendone l’immediata discussione. Una richiesta che ha trovato il freno della maggioranza, decisa a seguire rigorosamente il regolamento interno, posizionando il nuovo documento in coda ai punti già ufficialmente iscritti all’ordine del giorno.

Il sacrificio della mozione

La frattura definitiva si è consumata intorno alle 17:30 durante la sessione pomeridiana. In quel momento, l’aula avrebbe dovuto affrontare diversi temi prima di giungere alla mozione sulla Flotilla. Tra questi, spiccava un atto di fondamentale rilevanza sociale depositato da Rifondazione Comunista, incentrato sul tema del reato di violenza sessuale e sulla centralità del consenso. Un argomento delicato e di stretta attualità, sul quale la stessa Di Falco si stava preparando a intervenire proprio in virtù del proprio ruolo istituzionale all’interno della commissione Pari opportunità.

Tuttavia, nel tentativo di anticipare i tempi e stringere la discussione sul dossier internazionale della Flotilla, le forze di opposizione hanno optato per una mossa strategica drastica: ritirare in blocco tutte le interrogazioni e le mozioni precedenti ancora in discussione. Una tabula rasa che ha finito per travolgere e cancellare dal dibattito anche il testo sulla violenza e sul consenso.

«Non posso accettare che un tema come la violenza sulle donne venga trattato come un argomento sacrificabile, da mettere da parte per accelerare i tempi su altro».

La protesta: «I diritti delle donne non sono di serie B»

È stato a questo punto che la presidente Di Falco ha deciso di intervenire pubblicamente, annunciando la scelta di abbandonare l’aula in segno di protesta contro quello che ha percepito come un declassamento dei diritti delle donne nell’agenda politica locale.

«Ognuno può avere le proprie priorità politiche, tutte legittime – ha dichiarato Rosy di Falco a margine della seduta – Ma da presidente della commissione Pari opportunità, e prima ancora da donna, considero questi temi troppo importanti per essere relegati a questioni di “serie B”. Non è ammissibile che una tematica così cruciale venga considerata merce di scambio o un ingombro da liquidare per fare spazio ad altre battaglie».

Quello di di Falco è stato un richiamo forte alla centralità e al rispetto che determinati valori dovrebbero conservare, soprattutto in sede d’aula.

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