Quattro milioni di famiglie collegate al Sahara: il piano che spacca la costa | MaremmaOggi Skip to content

Quattro milioni di famiglie collegate al Sahara: il piano che spacca la costa

Martedì 19 maggio la presentazione a Follonica del progetto T-Link: energia rinnovabile dalla Tunisia fino a Suvereto attraverso cavi sottomarini. Ma sugli approdi tra Pratoranieri e Torre Mozza scoppia già il dibattito
I due approdi a Pratoranieri e a Torre Mozza

FOLLONICA. Un collegamento tra Tunisia e Italia capace di trasportare energia rinnovabile prodotta nel deserto nordafricano fino alla rete elettrica nazionale del nostro Paese. È il progetto “Tunisia-Italy Link” (TI-Link), promosso dalla società Zhero, che sarà presentato pubblicamente oggi, martedì 19 maggio, a Follonica.

L’incontro si terrà nella sala Tirreno di via Bicocchi 53/A: dalle 9 alle 17 sarà allestito un open day informativo, mentre dalle 17 alle 20 è prevista la presentazione del progetto con spazio per domande e chiarimenti.

Energia dal Nord Africa per quattro milioni di famiglie

T-link prevede di produrre energia da impianti solari ed eolici presenti nel deserto in Tunisia, che sarà trasportata in l’Italia tramite cavi sottomarini ad alta tensione. L’energia prodotta verrebbe trasportata fino all’Italia attraverso quattro cavi sottomarini in corrente continua ad alta tensione (HVDC), con una capacità di trasporto fino a 2 gigawatt.

L’immissione nella rete nazionale avverrebbe alla stazione Terna di Suvereto, individuata come nodo strategico per la connessione. Secondo i promotori, il sistema permetterebbe di immettere in rete tra 10 e 12 terawattora di energia all’anno, pari al fabbisogno di circa 4 milioni di famiglie italiane (tra il 5 e 10% del fabbisogno nazionale), con una riduzione stimata di circa 3 milioni di tonnellate di CO2 ogni anno.

Progetto T-Link, l’approdo a Pratoranieri

L’ipotesi Follonica: approdo nella zona del Boschetto

Attualmente sono allo studio due possibili approdi dei cavi sottomarini: uno a Piombino, in località Torre Mozza, e uno a Follonica. Per Follonica l’ipotesi riguarda un’area vicina al parcheggio comunale nella zona di Pratoranieri-Boschetto, emersa durante gli incontri pubblici con il territorio e ora oggetto di approfondimenti tecnici da parte di Zhero.

La scelta definitiva sarà effettuata dopo la consultazione pubblica e gli studi ambientali, con particolare attenzione alle praterie di Posidonia e agli impatti sull’ecosistema marino.

Progetto T-Link, l’approdo a Torre Mozza

L’approdo dei cavi nelle aree turistiche: le perplessità del Partito Democratico

Le due alternative hanno però già sollevato delle critiche e proprio nei giorni scorsi il Partito Democratico di Follonica, che ritene questo intervento di grande utilità, ha chiesto di rivedere i due punti di approdo.

«Se il progetto accoglie il massimo sostegno, esprimiamo perplessità per le proposte di approdo dei cavi – sostiene il Pd – Riteniamo inopportuno collocare una struttura, che comunque ha connotati industriali, in una zona di alto valore paesaggistico, ambientale e a forte vocazione turistica». Per questo motivo il partito chiede di rivedere il progetto e far approdare il cavo sulla costa della vasta zona industriale di Piombino, o nei pressi dell’ex centrale di Torre del Sale o, ancora, a Scarlino, in corrispondenza dell’area industriale del Casone.

Cavi interrati e lavori fuori stagione

I promotori assicurano che l’approdo dei cavi sarà realizzato con tecniche a basso impatto ambientale, come la trivellazione orizzontale controllata (TOC), evitando scavi a cielo aperto sulla spiaggia e sulla duna.

I lavori dovrebbero durare circa otto mesi e saranno programmati evitando il periodo estivo, in accordo con le amministrazioni comunali. I cavi saranno interrati nel fondale marino fino a circa un chilometro dalla costa, utilizzando tecniche differenti a seconda del tipo di fondale: jetting nei tratti sabbiosi, trenching meccanico o rock dumping nelle zone rocciose.

Progetto T-Link, la stazione di conversione

La stazione di conversione, l’unica struttura visibile

Uno degli elementi centrali del progetto sarà la nuova stazione di conversione, necessaria per trasformare la corrente continua proveniente dai cavi in corrente alternata da immettere nella rete nazionale. La struttura sarà l’unica infrastruttura visibile dell’intero sistema e occuperà quasi sei ettari. Sono previsti due edifici alti circa 20 metri destinati alla conversione dell’energia, oltre ad aree tecniche, piazzali e viabilità interna.

Al momento sono tre le ipotesi per il posizionamento della stazione di conversione: nella zona di Casalappi a Campiglia Marittima, nella zona delle Banditelle, sempre a Campiglia Marittima, oppure a Suvereto. Anche se quest’ultima ipotesi è considerata non prioritaria proprio per la vicinanza con al cantina Petra

Per limitare l’impatto paesaggistico è prevista anche la piantumazione di alberature ad alto fusto. Il collegamento terminerà poi alla stazione elettrica Terna di Suvereto, scelta per la sua capacità di sostenere la nuova interconnessione e per evitare sovraccarichi nelle reti del centro-sud Italia.

Due mesi per osservazioni e contributi

Dal 21 maggio al 23 luglio 2026 sarà aperta la fase di consultazione pubblica, durante la quale cittadini, enti e associazioni potranno presentare osservazioni e richieste di chiarimento. Le osservazioni potranno riguardare il tracciato dei cavi marini e terrestri, la localizzazione degli approdi e quella della stazione di conversione, oltre agli aspetti ambientali e progettuali dell’opera.

Gli incontri proseguiranno il 20 maggio dalle 11 alle 13 a Cinema Ariston di Donoratico e il 21 maggio a  Piombino dalle 17 alle 20 al centro giovani di viale della Resistenza 4.

 
 
 

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