Cattivi odori, cambia l'ordinanza. Limiti solo a digestato e fanghi di depurazione | MaremmaOggi Skip to content

Cattivi odori, cambia l’ordinanza. Limiti solo a digestato e fanghi di depurazione

La sindaca firma una nuova ordinanza che restringe i divieti alle sole sostanze odorigene. Carlotti (Terre dell’Etruria): «Riconosciute le richieste delle aziende»
I campi di via delle Caldanelle con i fertilizzanti ammassati, nel riquadro Massimo Carlotti, presidente della Cooperativa Terre dell'Etruria
I campi di via delle Caldanelle con i fertilizzanti ammassati, nel riquadro Massimo Carlotti, presidente della cooperativa Terre dell’Etruria

CAMPIGLIA MARITTIMA. Cambia l’ordinanza della sindaca Alberta Ticciati sulle concimazioni.

Proprio questa mattina, mercoledì 20, infatti, la sindaca Ticciati ha firmato una nuova ordinanza che limita lo spargimento solo fino al 15 settembre 2025 ed esclusivamente per gli ammendanti compostati misti e agli ammendanti compostati misti con fango, riconosciuti come i principali responsabili delle emissioni odorigene.

Tornano quindi ad essere consentiti lo spargimento di letami e materiali assimilati, concimi azotati e altri ammendanti organici.

La prima ordinanza, firmata l’11 agosto, era più generica ed era stata firmata per limitare l’uso del fertilizzante da biomasse, che comportava significati disagi odorigeni percepiti da tutti i cittadini residenti nella zona di Venturina Terme, costretti, con il caldo dovuto alle alte temperature estive, a tenere persino le finestre chiuse per non avvertire all’interno delle proprie abitazioni l’odore nauseabondo emanato dai campi situati nella zona di via delle Caldanelle. 

Alcune aziende radicate sul territorio, che da anni lavorano correttamente, che sono un vanto della zona e che, soprattutto, danno lavoro a centinaia di persone, avevano però fatto sentire la loro voce in Comune, sentendosi penalizzate. E rischiando di avere seri problemi con le proprie coltivazioni.

Carlotti: «Bene la nuova ordinanza, grazie alla sindaca»

Fra queste c’è Terre dell’Etruria, la cooperativa con sede a Donoratico, ma con ramificazioni in tutta la Toscana e, in particolare, nella provincia di Livorno e in Maremma.

La nuova ordinanza, quindi, è accolta con favore. Lo spiega il presidente, Massimo Carlotti.

«Accogliamo con favore questa revisione che riconosce le esigenze delle aziende agricole, senza trascurare le necessarie cautele ambientali, e ringraziamo la sindaca per la disponibilità all’ascolto e al confronto».

In effetti, sottolinea Carlotti: «Comprendiamo le ragioni di limitare, in certi periodi dell’anno, l’impiego di sostanze che generano miasmi importanti, anche se, dobbiamo tenere conto che l’area in questione è sempre stata interessata da coltivazioni agricole e che, quindi, chiunque si insedia successivamente dovrebbe avere il buon senso di valutare le attività presenti e le condizioni operative. È, infatti, non ammissibile che si debba continuamente limitare l’attività agricola in virtù di nuove tendenze turistiche e/o nuove forme di gestione del territorio, senza prima concertarle con chi da anni è presente, lavora per garantire qualità e occupazione ed investe in un settore sempre più in crisi e sempre meno considerato».

Del resto i concimi sono una cosa, il digestato un’altra, e ben altro ancora sono i fanghi di depurazione e, quindi, nella prima ordinanza si faceva, per dirlo in parole povere, di tutta l’erba un fascio.

«Bene ha fatto la sindaca a restringere il cerchio su quei prodotti quali i fanghi di depurazione o i digestati solidi derivanti dai biodigestori che, con le alte temperature possono originare, con maggiore probabilità, miasmi intollerabili».

Quindi Terre dell’Etruria può proseguire nella propria attività agricola, con l’obiettivo della sostenibilità economica e dell’agricoltura integrata e biologica, limitando al massimo l’utilizzo di sostanze chimiche e fitofarmaci, cercando di implementare l’impiego di frazioni organiche ed in particolar modo quelle di recupero. 

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