PORTOFERRAIO. Quella che doveva essere una piacevole uscita in barca si è trasformata in pochi secondi in un teatro di violenza che ha portato all’aggressione di un uomo da parte di un minorenne poi arrestato grazie all’intervento tempestivo dei carabinieri del nucleo navale di Portoferraio.
La dinamica del tentato omicidio
A dare l’allarme sarebbe stata una donna che si trovava a bordo insieme al proprietario della barca.
La richiesta di aiuto è arrivata al 112 poco dopo le 9,30. L’uomo, proprietario del natante, era ferito e perdeva sangue, mentre a bordo, secondo quanto ricostruito dai militari, era presente ancora il giovane sospettato autore dell’aggressione.
Decisiva è stata la presenza, in quel momento, di un equipaggio del Nucleo navale dei carabinieri di Portoferraio, impegnato in un servizio di pattugliamento delle acque elbane.
I carabinieri hanno ricevuto dalla centrale operativa le indicazioni sulla posizione dell’imbarcazione e si sono diretti immediatamente verso Magazzini. In pochi minuti hanno individuato la barca, a circa un centinaio di metri dall’approdo.
La scena che si è presentata davanti ai loro occhi era quella di un’aggressione appena consumata. Il proprietario dell’imbarcazione presentava diverse ferite. Accanto a lui c’era la donna che aveva dato l’allarme. Il presunto aggressore, invece, si trovava ancora a bordo, su un piccolo gommone utilizzato come tender e collegato all’imbarcazione principale.
La donna, nel frattempo, lo teneva a distanza utilizzando un mezzo marinaio visto che il giovane aggressore continuava a manifestare intenti violenti.
L’intervento dei carabinieri e i soccorsi
I militari sono quindi intervenuti direttamente, riuscendo a bloccarlo e ad allontanarlo dalla persona ferita. Il giovane è stato portato fino all’approdo di Magazzini, dove nel frattempo era arrivata una pattuglia della stazione carabinieri di Portoferraio.
Un intervento coordinato tra l’Arma di mare e di terra in cui è stata determinante la presenza capillare sul territorio ed anche in mare in particolare.
Mentre il giovane è stato preso in custodia, i soccorsi si sono concentrati sul ferito.
Il personale sanitario è stato accompagnato dai carabinieri direttamente fino all’imbarcazione. Dopo le prime cure, il ferito è stato condotto a terra e trasferito in ospedale con lesioni gravi ad un braccio e nella zona del volto e della testa. In seguito agli accertamenti sanitari è stato disposto il trasferimento presso l’ospedale di Livorno per una sospetta frattura.
Il recupero dell’arma e l’arresto del minorenne

Sul luogo dell’aggressione i militari hanno inoltre recuperato il coltello che sarebbe stato utilizzato per commettere il reato. L’arma è stata sequestrata e sarà sottoposta agli accertamenti tecnico scientifici. La vicenda non si è conclusa con il trasferimento del giovane a terra.
Una volta in caserma, il ragazzo in uno stato psicofisico alterato ha assunto atteggiamenti aggressivi anche nei confronti dei carabinieri. Per questo motivo dovrà rispondere anche di resistenza.
Nel frattempo i Carabinieri hanno continuato a ricostruire con precisione quanto accaduto a bordo della barca. Al termine degli accertamenti il giovane è stato arrestato per tentato omicidio e resistenza e, su disposizione della Procura della Repubblica di Livorno, tradotto presso la Casa circondariale di Livorno, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
Nella mattinata di ieri, lunedì 24 agosto, l’arresto è stato convalidato e confermata la custodia cautelare in carcere.
Il giovane arrestato era stato protagonista, nel 2024, di un’altra aggressione ai danni di una persona con arma impropria da taglio. Anche in quella circostanza fu l’intervento dei carabinieri del nucleo operativo e radiomobile e della stazione di Portoferraio ad intervenire ed arrestare in flagranza l’uomo per tentato omicidio; l’arresto fu poi convalidato dal Giudice.
Decisivo l’intervento dei Carabinieri di Portoferraio anche per la sicurezza di Piombino
Nelle ultime settimane i carabinieri della compagnia di Portoferraio sono stati chiamati a intervenire in numerose situazioni: da liti sfociate in violenza a controlli antidroga, dalle aggressioni agli interventi per persone armate o moleste, fino alle attività investigative che hanno portato all’identificazione di presunti autori di condotte penalmente censurabili.
Solo nei giorni scorsi, al termine di un’attività investigativa condotta anche attraverso le immagini della videosorveglianza, sei persone sono state denunciate per due episodi di rissa avvenuti a Procchio e Capoliveri.
Di pochi giorni prima, un controllo nell’area portuale aveva invece consentito ai militari di individuare e arrestare un uomo ritenuto coinvolto in una rapina commessa a Piombino.
Un intervento nato da una lite familiare si era trasformato in un’operazione antidroga con l’arresto di un uomo per spaccio ed il sequestro di circa due chilogrammi di hashish.