Il "Circa Circo" riaccende lo scontro: crepe in giunta e l’ombra delle violazioni al Piano operativo | MaremmaOggi Skip to content

Il “Circa Circo” riaccende lo scontro: crepe in giunta e l’ombra delle violazioni al Piano operativo

L’assessore Nicola Bertini si smarca dalla maggioranza con un’obiezione di coscienza, mentre le analisi tecniche sollevano forti dubbi sulla conformità delle nuove strutture rispetto all’Articolo 51 del Piano operativo a tutela del parco
Il Circa Circo nel Parco di Rimigliano

SAN VINCENZO. Il tentativo del sindaco di San Vincenzo, Paolo Riccucci, di placare la polemica sul Circa Circo con una nota sui social non è bastato. Quella che era nata come una diatriba sul mero gusto estetico intorno alle nuove installazioni nel Parco di Rimigliano, in particolare sulla scelta dei colori delle vistose strutture rosa shocking, montate nella storica pineta si è trasformata, nel giro di pochi giorni, in un vero e proprio scontro politico e normativo che rischia di lasciare ferite profonde nella maggioranza.

La frattura

Da un lato, la frattura interna alla Giunta si fa palese con l’inattesa “obiezione di coscienza” dell’assessore Nicola Bertini; dall’altro, le durissime osservazioni tecniche sollevate da Massimiliano Roventini pongono un interrogativo pesante come un macigno: le nuove concessioni violano il Piano Operativo comunale a salvaguardia del parco?

L’obiezione di Bertini: «Rimigliano è un parco naturale, non un giardino pubblico»

A sparigliare le carte in tavola è un lungo e tormentato sfogo dell’assessore Nicola Bertini, che rompe il classico dogma della solidarietà di giunta. Bertini non usa giri di parole e dichiara la propria contrarietà agli indirizzi del bando di gara:

«Ho a lungo interrogato me stesso sull’opportunità di questo intervento. Quando si amministra, le scelte si difendono, anche quando non si condividono. Ma su Rimigliano mi concedo un’obiezione di coscienza».

L’assessore punta il dito contro l’impostazione stessa data all’area protetta, rea di riprodurre l’equivoco di fondo che da anni tormenta la zona: considerare Rimigliano alla stregua di un comune giardino pubblico anziché tutelarlo come parco naturale. Pur ringraziando il sindaco per avergli concesso la libertà di dissentire e di non votare la delibera a suo tempo, Bertini sposta il tiro della discussione. Secondo lui, il problema non sono tanto le strutture colorate provvisorie,”che mi angosciano molto poco”, ammette, quanto l’impatto reale sul suolo e la pressione antropica.

Allo stesso tempo, però, l’assessore attacca frontalmente l’opposizione e chi oggi si “straccia le vesti”: «Chi oggi si agita e fino a ieri sosteneva che a Rimigliano si dovessero costruire migliaia di metri quadri di cemento, non ha la sensibilità per capire il problema». Bertini sposta la vera battaglia altrove, denunciando l’assordante silenzio della Regione sulla richiesta di istituire il SIC (Sito di Importanza Comunitaria) per Rimigliano e chiedendo coerenza a tutte le forze politiche.

La sortita non è passata inosservata. L’ex sindaco Guido Cruschelli ha subito punzecchiato Bertini definendo “incredibile” il suo smarcamento tardivo, sollevando una provocazione diretta: «In Comune non si muove foglia che tu non voglia» e leggendo la presa di distanza come il segnale di chi «si appresta ad abbandonare la nave».
Accusa respinta da Bertini, che rivendica la scelta come un raro esempio di “sana dialettica” e sincerità politica.

La nota tecnica: quelle strutture violano l’Articolo 51?

Se la politica litiga, le carte cantano. E a cantare, in questo caso, è il Piano Operativo del Comune di San Vincenzo.. Una dettagliata nota tecnica firmata da Massimiliano Roventini solleva dubbi di legittimità estremamente circostanziati, mettendo a confronto il passato del parco con la sua contestata svolta commerciale.

Sotto la lente d’ingrandimento finisce l’Articolo 51, comma 3 del Piano Operativo, che impone il vincolo assoluto di minimizzare l’impatto turistico per evitare il deperimento della pineta, il danneggiamento delle sugherete e l’interrimento delle aree umide retrodunali.

Fino a ieri, l’antropizzazione di Rimigliano era concentrata e ridotta al minimo, limitandosi alla storica presenza di un solo bar e di un singolo ristorante. Le dune erano protette da passaggi controllati e l’accesso alla spiaggia era completamente libero, mentre la pineta conservava il suo aspetto naturale, privo di strutture impattanti. Oggi lo scenario è radicalmente stravolto: allestimenti complessi, giochi e persino dj set si diffondono direttamente nel sottobosco, moltiplicando a dismisura il calpestio e il disturbo alla fauna selvatica.

A questo si aggiunge un inedito servizio di noleggio ombrelloni che favorisce un passaggio continuo e incontrollato proprio sopra le fragili creste dunali. Persino l’aspetto visivo e strutturale della pineta è compromesso dalla comparsa delle ormai famigerate strutture “rosa shocking” posizionate proprio sotto la chioma dei pini, con il rischio concreto di compattare il suolo e soffocare i delicati apparati radicali degli alberi.

Secondo l’analisi di Roventini, il contrasto tra la norma urbanistica vigente e la realtà sul campo è stridente. Le nuove attività, l’organizzazione di eventi ricreativi musicali e il viavai legato al noleggio di attrezzature balneari agiscono come un potente moltiplicatore della pressione antropica proprio nelle zone più delicate dell’ecosistema costiero.

«Se il Piano Operativo richiede espressamente di minimizzare l’impatto per scongiurare il degrado – si chiede Roventini – come si concilia questo con l’autorizzazione di nuove attività commerciali che aumentano la permanenza fisica delle persone e il calpestio del suolo?»

Vigilanza o smantellamento? Il futuro del parco

La sensazione è che il chiarimento tentato dal sindaco non abbia affatto sopito gli animi, ma abbia anzi aperto un vaso di Pandora. Se i cittadini e gli ambientalisti ringraziano l’assessore Bertini per aver “squarciato il velo” di unanimità della giunta, dall’altro esigono risposte chiare sulla conformità urbanistica dei manufatti.

L’estate a Rimigliano è appena iniziata, ma l’attenzione del territorio è massima. Come concluso dallo stesso Bertini, d’ora in avanti sarà necessario «vigilare con insistenza e intransigenza» affinché quello che è un parco naturale non si trasformi, pezzo dopo pezzo, in uno stabilimento balneare qualsiasi.
I tendoni colorati dovranno essere effettivamente smontati a fine stagione, ma il dibattito su quale modello di tutela applicare a questo gioiello della Val di Cornia rimarrà aperto ben oltre la fine dell’estate.

 

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