«Federacciai debole e miope»: l’affondo di Cinci sul progetto Piombino | MaremmaOggi Skip to content

«Federacciai debole e miope»: l’affondo di Cinci sul progetto Piombino

Pablo Cinci, presidente di Appello per lo Sviluppo e il Lavoro, risponde duramente a Federacciai dopo le critiche al progetto Metinvest-Danieli per Piombino. «Ostacolano il rilancio siderurgico», dice. Dati alla mano, contesta le accuse sul rottame e ribadisce il valore strategico della produzione di coils
Il progetto Metinvest a Piombino (rendering): interviene il Pd di Follonica
Il rendering del progetto Metinvest Danieli

PIOMBINO. La critica mossa dal presidente di Federacciai, nel corso dell’assemblea annuale, contro il progetto Metinvest-Danieli per il rilancio del polo siderurgico piombinese, ha scatenato la dura reazione di Pablo Cinci, presidente di Appello per lo Sviluppo e il Lavoro. In un comunicato ufficiale, Vinci ha definito la posizione di Federacciai come espressione di estrema debolezza e una visione miope del sistema imprenditoriale nazionale dell’acciaio.

L’accusa

L’accusa principale è rivolta a un gruppo chiuso di famiglie che, pur vantando una storia importante, starebbe cercando di “condizionare il campo da gioco in una logica chiusa a chi non fa parte del club”, anteponendo l’interesse particolare a quello nazionale e territoriale.

«Non vi è alcun sentire comune verso la Nazione – afferma Vinci in una nota – e soprattutto verso un territorio, il nostro, che da oltre dieci anni sta pagando pesantemente l’emarginazione dal sistema produttivo di migliaia di lavoratori».

Metinvest-Danieli: risposta strategica al deficit di Coils

Il progetto contestato, che prevede la produzione di 2,5 milioni di tonnellate di coils grezzi, viene difeso da Cinci come un elemento di valore strategico fondamentale per l’Italia. Il presidente ricorda infatti che il Paese sconta un deficit commerciale noto, stimato in ben 6 milioni di tonnellate di coils grezzi.

«Questo dato dovrebbe essere sufficiente a sostenere il progetto – sottolinea Vinci -. La nuova produzione risolverebbe inoltre le gravi criticità per l’approvvigionamento della materia prima di Liberty Magona, contribuendo a un quadro di maggiore sostenibilità imprenditoriale per l’intero sito piombinese».

Critica sul rottame infondata: i dati smentiscono Federacciai 

Riguardo l’obiezione sollevata da Federacciai sulla presunta carenza di rottame, la materia prima dell’elettrosiderurgia, che sarebbe causata dall’impianto di Piombino, Pablo Vinci ritiene che i dati di Federacciai stessi dissolvano ogni dubbio.

«La quantità di rottame esportato dall’Europa ogni anno è stimata in 19 milioni di tonnellate – dichiara Cinci, precisando che ben il 56% di tale volume è destinato alla Turchia, un noto concorrente, certamente non a parità di condizioni ambientali e sociali.

L’Appello per lo Sviluppo e il Lavoro conclude che la posizione di Federacciai: «non nasce da un reale timore circa il reperimento e il futuro costo del rottame, bensì è semplicemente mirata a ostacolare la possibilità che a Piombino si possa tornare a colare acciaio, condannando di fatto la nostra comunità ad un inesorabile declino».

L’appello alle istituzioni: «Sostenere l’interesse generale» 

La frase secondo cui “Su Piombino saremo inflessibili”, attribuita al Presidente di Federacciai, viene vista da Cinci come una “sfida aperta” verso le Istituzioni e il Governo.

Il presidente di Appello per lo Sviluppo e il Lavoro non esclude che il fallimento dei precedenti progetti industriali di rilancio sul territorio possa trovare le sue ragioni in azioni di questa natura.

«Non possiamo non rilevare che, molto probabilmente, il fallimento di tutti i progetti industriali di rilancio del nostro territorio trovi le sue ragioni in azioni di questa natura più o meno esplicite. La politica è chiaramente sfidata e messa alla prova nella sua capacità di sostenere l’interesse generale e non quello particolare».

«In questa direzione, sono di conforto le reazioni del sindaco, Francesco Ferrari e delle organizzazioni sindacali, oltre all’impegno del Governo e della Regione Toscana. Oggi più che mai è necessario che tutte le forze politiche, a livello locale e nazionale, e le Istituzioni, sostengano le ragioni di un territorio che chiede lavoro e sviluppo e che non vuole essere considerato figlio di un Dio minore».

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