Pd Elba-Val di Cornia, De Rosas lascia: «Serve una nuova fase» | MaremmaOggi Skip to content

Pd Elba-Val di Cornia, De Rosas lascia: «Serve una nuova fase»

po le elezioni regionali e l’amarezza per il mancato seggio, Simone De Rosas si dimette da segretario della federazione Pd di Elba e Val di Cornia: «Serve una nuova fase». Il dirigente Dem ammette che da alcune zone non è arrivato il sostegno sperato e invita a ritrovare unità per affrontare i temi di lavoro, sanità e trasporti
Simone De Rosas si è dimesso da segretario della Federazione Pd Elba-Piombino-Val di Cornia
Simone De Rosas si è dimesso da segretario della Federazione Pd Elba-Piombino-Val di Cornia

PIOMBINO. Una mossa per rasserenare gli animi e riaprire una discussione sui grandi temi che riguardano l‘Elba, Piombino e la Val di Cornia, che sono ancora tutti sul tavolo: reindustrializzazione, lavoro, turismo, agricoltura, trasporti, sanità.

Temi caldi che Piombino dovrà affrontare, nei prossimi 5 anni, senza nessuno in consiglio regionale. Per questo Simone De Rosas, terzo per un poche centinaia di voti nel collegio di Livorno alle elezioni regionali, ha deciso di rimettere nelle mani del segretario regionale, Emiliano Fossi, il mandato da segretario della federazione Pd di Piombino e dell’Elba.

Del resto il suo mandato scadeva a novembre, la scelta di dimettersi con un mese e mezzo di anticipo è un modo per anticipare la riflessione sul voto e riaprire la discussione sui temi caldi.

De Rosas: «Da alcune zone non c’è stato il sostegno sperato»

Certo il risultato non è stato quello sperato: «Sono soddisfatto fino a un certo punto – dice Simone De Rosas a MaremmaOggi -, 3270 preferenze equivalgono ad altrettanti “grazie” a chi ha creduto in me. Ma certo aver mancato per poche centinaia di voti il secondo posto (Cristina Grieco ha preso 3618 voti, ndr) lascia amarezza».

Colpa dell’affluenza?

«L’affluenza ci ha penalizzato, siamo stati la provincia con quella più bassa (42,2%, ndr) dopo Lucca (40,4) e Massa Carrara (40,7). E poi con il listino bloccato e il campo largo sapevamo che sarebbe passato solo un consigliere. Ma non è stato solo questo».

Cos’altro è successo?

«È successo che da alcuni territori della Val di Cornia non è arrivato il sostegno sperato. A Piombino è andata bene, all’Elba anche. Ma nel resto della Val di Cornia non è stato così, a parte San Vincenzo dove, pur essendoci una candidata del paese, ho preso 251 preferenze. Insomma, rimane l’amarezza perché, vista la poca distanza dalla seconda, avremmo potuto conquistare il secondo posto. È presto per parlare di assessorati, sia chiaro, ma Livorno, che non aveva un posto in giunta nei 5 anni passati, potrebbe averlo questa volta. Con tutto quello che consegue».

La tabella qui sotto chiarisce, con i numeri, cosa intenda De Rosas.

È chiaro che, se Livorno avesse l’assessore, e fosse il più votato nel collegio, cioè l’ex sindaco di Rosignano Alessandro Franchi, in consiglio regionale entrerebbe il secondo. Sono discorsi ipotetici, ma fino a un certo punto. Va anche detto che Franchi, con un collegio da oltre 250mila votanti, e una città come Livorno, un gran risultato non l’ha fatto con 6605 preferenze. Se si pensa che Biffoni (Prato) ne ha prese 22 mila, ma negli altri collegi ci sono 8 candidati sopra le 10mila.

Preferenze per Simone De Rosas
Comune Preferenze
Piombino 1076
San Vincenzo 251
Campiglia Marittima 179
Suvereto 103
Sassetta 3
Totale Val di Cornia 1612
Portoferraio 514
Campo nell’Elba 264
Rio 240
Porto Azzurro 138
Marciana Marina 107
Marciana 76
Capoliveri 63
Totale Elba 1402
Totale Elba-Vdc 3014
Altri Comuni 256
Totale 3270

 

De Rosas: «Le mie dimissioni gesto di responsabilità».

Ecco che Simone De Rosas ha deciso di rimettere il mandato da segretario della federazione Pd di Piombino e dell’Elba.

«Un gesto di responsabilità il mio, nella speranza che si riapra la discussione. Del resto i temi caldi per Piombino sono ancora tutti sul tavolo e vanno affrontati: penso alla reindustrializzazione, al lavoro, al turismo che deve andare oltre le barriere della stagione, sia in Val di Cornia che all’Elba, penso all’agricoltura, penso ai trasporti, in testa quelli di collegamento marittimo, ma non solo. E poi c’è il tema della sanità. Serve una federazione forte per affrontarli».

«Servirebbe più unità, ma non ho molte speranze»

Servirebbe anche un clima diverso nei rapporti fra i territori.

«Purtroppo ad ogni scadenza, in Val di Cornia, qualcuno approfitta per rivendicare qualcosa e si creano situazioni di tensione. Io rimango convinto che per ottenere qualcosa, per pesare, dovremmo essere più uniti, già siamo piccoli anche tutti insieme. Magari queste mie dimissioni serviranno anche a questo. Non ho molte speranze, ma sarei felicissimo di ricredermi».

 

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