Pd e Piombino Domani chiedono le dimissioni dell’assessore Ceccarelli | MaremmaOggi Skip to content

Pd e Piombino Domani chiedono le dimissioni dell’assessore Ceccarelli

Dopo la rissa di Capodanno in piazza Verdi la richiesta approda in consiglio comunale: «La città non è più sicura». Il sindaco: «I responsabili sono sempre i soliti: figli di un’immigrazione incontrollata»
La rissa di Capodanno e l’assessore Vincenzo Ceccarelli

PIOMBINO. Dimissioni immediate dell’assessore alla sicurezza Vittorio Ceccarelli: è quanto chiedono ufficialmente i gruppi consiliari del Partito Democratico e di Piombino Domani dopo l’ennesimo episodio di violenza avvenuto la notte di Capodanno in piazza Verdi a Piombino. La mozione sarà presentata e portata al voto nel prossimo consiglio comunale di gennaio.

Una richiesta che non nasce oggi. Già lo scorso aprile, di fronte al ripetersi di risse e aggressioni, le forze di opposizione avevano sollecitato le dimissioni dell’assessore Ceccarelli, parlando apertamente di una gestione fallimentare della sicurezza pubblica.

«Piombino non è più una città sicura»

«Una situazione così grave non si era mai verificata nella nostra città – affermano Pd e Piombino Domani – Ormai ad ogni festa o evento pubblico si registrano risse tra bande. L’ultima a Capodanno, in un centro storico lasciato senza presidi di sicurezza a causa della scelta di concentrare i festeggiamenti in piazza Bovio».

Secondo le opposizioni, l’assessore continuerebbe a minimizzare parlando di episodi isolati, ma «negare l’evidenza è l’unica strategia rimasta a chi dovrebbe fare una cosa sola: dimettersi».

Telecamere, ordinanze e locali lasciati soli

Nel mirino anche le politiche adottate negli ultimi anni: «La città è stata riempita di telecamere, sono state annunciate operazioni come “Strade sicure” e dopo ogni rissa sono arrivati nuovi divieti e ordinanze, come quello sulla vendita di alcolici, ritenuto inutile e dannoso per le attività economiche».

Secondo le forze di opposizione, alcuni locali sarebbero ormai costretti a dotarsi autonomamente di sicurezza privata, sostenendone direttamente i costi: «Un paradosso che dimostra il fallimento dell’azione amministrativa».

Gli episodi di violenza

Tra i casi ricordati: la rissa durante il mercato dello street food in viale del Popolo, il pestaggio di un 15enne a Calamoresca la scorsa estate e l’aggressione a una ragazza nel centro storico avvenuta pochi giorni fa. Episodi che, secondo Pd e Piombino Domani, avrebbero generato un clima di crescente paura tra famiglie e residenti.

Il tavolo sulla sicurezza mai partito

L’unica iniziativa ritenuta utile – il tavolo permanente sulla sicurezza, votato all’unanimità dal consiglio comunale lo scorso giugno – non è ancora stato attivato. Un tavolo che dovrebbe coinvolgere anche associazioni e operatori sociali per affrontare un problema legato a disagio sociale, marginalità, povertà e criminalità organizzata, in particolare spaccio e riciclaggio.

«Serve un cambio di rotta»

«Serve una strategia diversa – concludono le opposizioni – che intervenga sulle cause profonde della violenza. Dopo sei anni è evidente che quella attuale non funziona. Per questo ribadiamo la richiesta di dimissioni dell’assessore Ceccarelli. In alternativa, il sindaco cambi davvero rotta scegliendo un assessore capace di produrre risultati concreti per il bene della città».

Il sindaco Ferrari: «Quello che succede a Piombino è nulla rispetto a quanto avviene in altra città» 

«Mi domando sinceramente se chi oggi chiede dimissioni a Piombino guardi i telegiornali, legga i giornali nazionali o abbia contezza di ciò che accade quotidianamente nel resto d’Italia. Perché se lo facesse, scoprirebbe che gli episodi successi a Piombino non sono nulla rispetto a quanto avviene, con drammatica regolarità, in moltissime città italiane, grandi e piccole, amministrate spesso proprio da quella stessa area politica che oggi punta il dito». È con queste parole che il sindaco Francesco Ferarri, si domanda se oltre a invocare le dimissioni dell’assessore Ceccarelli – che naturalmente resterà al suo posto a proseguire il lavoro serio e costante che sta portando avanti – il Pd piombinese intenda chiedere lo stesso ai propri colleghi in tutta Italia. «A Firenze chiederanno le dimissioni della sindaca Funaro? – domanda – A Livorno faranno altrettanto? E, restando più vicini a noi, a Cecina e Rosignano, comuni con meno abitanti di Piombino ma con un numero di reati sensibilmente maggiore, quale sarebbe la linea?».
 

I responsabili? «Figli di un’immigrazione incontrollata»

 
I protagonisti di questi episodi, del resto, sono quasi sempre gli stessi. «Dirlo non è razzismo, ma semplice constatazione della realtà – sostiene il primo cittadino di Piombino – Si tratta nella maggior parte dei casi di extracomunitari o di italiani di seconda generazione, frutto di un’immigrazione che per anni è stata totalmente incontrollata e raccontata dalla sinistra come una favolosa novella di solidarietà.
Quelle politiche migratorie hanno prodotto questo risultato: città meno sicure e cittadini che oggi non si sentono più liberi negli spazi pubblici».
L’amministrazione, dice ancora il sindaco, «ha messo in campo tutto ciò che rientra nelle competenze di un Comune – e forse anche di più – per contrastare una piaga che non nasce certo oggi né a Piombino. Abbiamo modificato il regolamento di polizia locale introducendo i DASPO urbani, adottato ordinanze per la chiusura dei locali notturni in situazioni critiche, stimolato e sostenuto operazioni interforze ad alto impatto. Vorremmo concedere le case popolari in via prioritaria agli italiani, ma una legge regionale, che il Pd potrebbe modificare domani stesso, ce lo impedisce».
Anche le forze dell’ordine a Piombino sono aumentate in organico. «Tuttavia, il loro lavoro straordinario rischia di essere vanificato dalla totale assenza di certezza della pena: si arresta mettendo a rischio la propria incolumità e dopo poche ore si rivedono le stesse persone libere per strada – aggiunge Ferrari –Il problema, dunque, non è l’assessore Ceccarelli».

 

Nessuna paura dei processi

Per Ferrari, il problema sta a monte, nelle scelte politiche e soprattutto nelle conseguenze processuali che oggi non fanno più paura a chi non ha nulla da perdere.
«Su questo servirebbe una riflessione seria e onesta – dice ancora – Tutto il resto è solo propaganda, anche perché, parafrasando Einstein, non si può risolvere un problema con lo stesso pensiero che l’ha generato. Noi continueremo a impegnarci con il massimo della determinazione, facendo fino in fondo tutto ciò che è nelle nostre competenze. Ma è arrivato anche il momento che il centrosinistra, a livello locale e nazionale, faccia finalmente chiarezza con sé stesso e tenga conto di questi problemi quando si oppone alle politiche sull’immigrazione, alla riforma della giustizia o quando è chiamato a sostenere, senza ambiguità, il lavoro e il sacrificio delle forze dell’ordine».

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