Biblioteca ancora chiusa, ma le bollette sono da 12.500 euro | MaremmaOggi Skip to content

Biblioteca ancora chiusa, ma le bollette sono da 12.500 euro

Piombino Domani ha ottenuto le fatture dell’Officina Falesiana: oltre 35mila kWh consumati tra luglio e agosto, contro poco più di mille nello stesso periodo del 2025. Martedì 27 ottobre le domande al Comune
L’Officina Falesiana

PIOMBINO. La biblioteca è ancora chiusa. Non è mai stata inaugurata, non ci sono lettori seduti ai tavoli, studenti che preparano gli esami o bambini che sfogliano libri. C’è soltanto un piccolo cantiere ancora in corso. Eppure, nei due mesi più caldi dell’estate, l’Officina Falesiana avrebbe consumato oltre 35mila kilowattora di energia elettrica, per una spesa complessiva di circa 12.500 euro.

Una cifra che ha fatto scattare le domande del gruppo consiliare Piombino Domani, pronto a portare il caso in Consiglio comunale con un’interpellanza nella seduta di martedì 27 ottobre.

La vicenda è cominciata dalle segnalazioni di alcuni residenti, che durante l’estate avevano notato una circostanza insolita: le luci dell’edificio rimanevano accese anche durante la notte.

Il gruppo consiliare ha quindi presentato una richiesta di accesso agli atti per ottenere le fatture dell’energia elettrica relative a luglio e agosto 2026.

E i numeri, secondo quanto riferisce Piombino Domani, hanno confermato consumi molto elevati per una struttura non ancora aperta al pubblico.

Oltre 35mila kWh in due mesi: i numeri delle bollette

Le fatture acquisite dal gruppo consiliare riportano 17.881 kWh consumati a luglio e 17.423 kWh ad agosto.

In totale sono 35.304 kWh in appena 62 giorni.

La spesa complessiva, Iva inclusa, è di circa 12.500 euro.

Per capire la dimensione del fenomeno basta confrontare questi dati con quelli dello stesso punto di fornitura nell’estate precedente.

Secondo Piombino Domani, tra luglio e agosto 2025 il consumo complessivo era stato di poco superiore a mille kWh.

Nel 2026, dunque, il prelievo di energia risulterebbe aumentato di oltre trenta volte.

Una differenza che il gruppo di opposizione considera meritevole di chiarimenti, soprattutto perché l’edificio non è ancora entrato in funzione come biblioteca e centro culturale.

Non è però possibile stabilire, sulla base dei soli dati comunicati, se si tratti di consumi ingiustificati: occorre conoscere quali impianti fossero attivi e per quali esigenze tecniche o di cantiere.

Il 41% dei consumi nelle fasce notturne e festive

C’è poi un altro dato che Piombino Domani mette al centro dell’interpellanza.

Circa il 41% dell’energia sarebbe stato consumato nelle fasce orarie che comprendono la sera, la notte, la domenica e i giorni festivi.

Un elemento che ha attirato l’attenzione dei consiglieri anche alla luce delle segnalazioni ricevute dai residenti.

Non soltanto.

Dalle fatture risulterebbe una potenza massima prelevata vicina ai 66 kW, un valore che il gruppo ritiene difficilmente spiegabile con la sola illuminazione.

Secondo Piombino Domani, i dati sarebbero compatibili con il funzionamento continuativo di impianti anche in assenza di personale o utenti.

Ma quali impianti?

Climatizzazione, ventilazione, deumidificazione, apparecchiature collegate al cantiere o altri sistemi tecnici?

È proprio questo uno dei punti che l’amministrazione sarà chiamata a chiarire.

Perché le fatture indicano quanta energia è stata utilizzata e quando, ma non permettono da sole di identificare le apparecchiature responsabili dei consumi.

L’Officina Falesiana aspetta di aprire, la biblioteca di piazza Appiani senza aria condizionata

Il caso assume un significato ancora più particolare se confrontato con la situazione dell’altra biblioteca cittadina.

Mentre l’Officina Falesiana, destinata a diventare una nuova biblioteca e un centro culturale, rimaneva chiusa al pubblico, la biblioteca di piazza Appiani continuava a ospitare lettori e studenti durante l’estate.

Secondo quanto denunciato da Piombino Domani, la struttura ha affrontato i mesi più caldi senza aria condizionata e con problemi legati alla presenza di zanzare, creando disagi sia agli utenti sia ai lavoratori.

È questo il contrasto sul quale il gruppo consiliare costruisce la propria critica politica.

Da una parte un edificio nuovo, ancora in attesa di essere inaugurato, con consumi elettrici molto elevati.

Dall’altra una biblioteca già operativa, nella quale vengono segnalate condizioni ambientali poco confortevoli.

«Questa vicenda dice qualcosa anche sul modo in cui l’amministrazione si prende cura del proprio patrimonio pubblico», sostiene Piombino Domani.

E aggiunge: «Da una parte un edificio nuovo e chiuso, tenuto in funzione senza spiegazione a costi altissimi; dall’altra strutture che aspettano da anni un intervento».

«Curare gli edifici pubblici non significa tenerli accesi»

La presa di posizione del gruppo consiliare non riguarda soltanto il costo delle bollette.

Al centro c’è la gestione degli immobili comunali, soprattutto quando si tratta di strutture destinate a servizi pubblici.

«Curare gli edifici pubblici non significa tenerli accesi o inaugurarli: significa programmarne l’uso, la manutenzione, la custodia e la riapertura, con un criterio che i cittadini possano capire. Oggi quel criterio non si vede», dichiarano i consiglieri di Piombino Domani.

L’Officina Falesiana, nelle intenzioni del progetto, dovrà diventare un nuovo punto di riferimento culturale per la città.

Ma proprio perché si tratta di un investimento pubblico, l’opposizione chiede di conoscere i costi della gestione nella fase precedente all’apertura.

E soprattutto di capire se il consumo di energia registrato durante l’estate fosse necessario per il funzionamento e la conservazione della struttura.

Le domande al Comune: chi ha acceso gli impianti e chi paga?

L’interpellanza che sarà discussa martedì 27 ottobre contiene una serie di richieste puntuali.

La prima riguarda le ragioni dei consumi elettrici registrati a luglio e agosto.

Il gruppo vuole sapere quali impianti fossero effettivamente in funzione, chi ne abbia disposto l’attivazione e con quali finalità.

Poi c’è il tema economico.

Chi sostiene la spesa di circa 12.500 euro? A quale capitolo di bilancio viene imputata?

Piombino Domani chiede inoltre quali misure siano state adottate per evitare che si ripetano consumi analoghi, qualora non necessari.

Un altro punto riguarda la custodia dell’immobile.

Per il gruppo consiliare è necessario chiarire come venga sorvegliata e mantenuta una struttura nuova, già realizzata ma non ancora disponibile per i cittadini.

E infine ci sono le due domande che interessano direttamente chi utilizza i servizi culturali della città: quando aprirà l’Officina Falesiana e quali interventi sono previsti per migliorare le condizioni della biblioteca di piazza Appiani?

La risposta arriverà in consiglio comunale

Per il momento, i dati e le contestazioni sono quelli resi pubblici da Piombino Domani sulla base delle fatture ottenute attraverso l’accesso agli atti.

Non sono ancora note le spiegazioni dell’amministrazione comunale sui consumi, sugli impianti eventualmente rimasti attivi e sulle necessità tecniche legate al cantiere.

Saranno questi gli elementi decisivi per stabilire se la spesa fosse giustificata oppure se vi siano state inefficienze nella gestione dell’edificio.

Il confronto politico è fissato per martedì 27 ottobre, quando l’interpellanza arriverà all’attenzione del consiglio comunale.

Resta intanto un dato che richiede una spiegazione: oltre 35mila kWh consumati in due mesi da una biblioteca che non ha ancora aperto le porte ai cittadini.

E una domanda alla quale il Comune dovrà rispondere: che cosa ha richiesto tutta quell’energia?

Autore

Riproduzione riservata ©

pubblicità

Condividi su