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Follonica guarda a Piombino: «Facciamo una nuova provincia insieme alla Val di Cornia»

La riorganizzazione della chirurgia a Massa Marittima riaccende il tema dello spopolamento e dei servizi nelle aree interne. Da Follonica l’idea di superare i confini di Grosseto e Livorno e costruire un nuovo asse intorno al Golfo
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Una veduta di Follonica

FOLLONICA. Una nuova provincia che tenga insieme Follonica, le Colline Metallifere, Piombino e la Val di Cornia. Un territorio costruito intorno al Golfo, capace di superare gli attuali confini amministrativi che dividono la costa fra Grosseto e Livorno.

Quella che fino a qualche tempo fa avrebbe potuto sembrare una provocazione viene rilanciata come una proposta sulla quale aprire una discussione politica. E a riaccendere il dibattito è ancora una volta la sanità, dopo la riorganizzazione della chirurgia che penalizza l’ospedale Sant’Andrea di Massa Marittima a favore del Misericordia di Grosseto.

La proposta arriva da Follonica: di fronte al progressivo impoverimento dei servizi nelle Colline Metallifere, è il ragionamento, potrebbe essere arrivato il momento di interrogarsi anche sulla collocazione amministrativa di questo pezzo di Maremma.

E guardare verso nord, oltre il confine della provincia di Grosseto. Il contrario, insomma, della proposta che fece ne febbraio 2025 il sindaco di Piombino Francesco Ferrari, che avrebbe voluto portare Piombino in provincia di Grosseto. 

La chirurgia di Massa Marittima riapre il problema delle aree interne

Il punto di partenza è quanto sta accadendo alla sanità territoriale.

La riorganizzazione prevista per l’attività chirurgica concentra maggiormente gli interventi sull’ospedale di Grosseto, ridimensionando il ruolo di Massa Marittima.

Ma secondo chi lancia la proposta, la questione va ben oltre il destino di un singolo reparto. A perdere servizi sarebbe progressivamente l’intero comprensorio delle Colline Metallifere, con conseguenze destinate a riflettersi anche sulla capacità di quei territori di trattenere residenti e famiglie.

È il meccanismo del «cane che si morde la coda»: le aree interne hanno pochi abitanti e questo viene utilizzato per giustificare la concentrazione dei servizi nei centri maggiori. Ma quando sanità e altri servizi si allontanano, vivere nelle zone meno popolate diventa ancora più difficile.

Il risultato, secondo questa lettura, è un’accelerazione dello spopolamento.

«Meno servizi significano ancora meno abitanti»

Il ragionamento mette così insieme sanità e demografia.

Da una parte ci sono i centri maggiori, dove vengono concentrate strutture e servizi. Dall’altra i territori periferici, che perdono progressivamente funzioni e, insieme a queste, popolazione.

La preoccupazione è che la scelta di risparmiare oggi sulla presenza territoriale possa produrre costi molto più pesanti domani.

Lo spopolamento delle campagne e delle aree interne non avrebbe infatti soltanto conseguenze sociali ed economiche. Un territorio meno abitato e meno presidiato diventa anche più difficile da mantenere e controllare, con maggiori problemi nella gestione dei boschi, del rischio incendi e del dissesto idrogeologico.

Ed è da qui che il ragionamento si sposta dai servizi ai confini amministrativi.

Lo sguardo verso Piombino e la Val di Cornia

A pochi chilometri da Follonica c’è infatti un altro territorio che da tempo discute del proprio rapporto con il capoluogo provinciale.

È la Val di Cornia.

Il sindaco di Piombino Francesco Ferrari ha rilanciato recentemente l’ipotesi di un distacco dalla provincia di Livorno. Ed è proprio quella discussione che viene presa come punto di partenza per avanzare una proposta speculare sul versante grossetano.

Se Piombino e la Val di Cornia si interrogano sulla loro appartenenza a Livorno, sostengono i promotori dell’idea, anche Follonica e le Colline Metallifere potrebbero cominciare a chiedersi quanto l’attuale assetto provinciale risponda ancora alle esigenze del territorio.

La risposta proposta è costruire un asse nuovo.

Follonica e Piombino unite intorno allo stesso Golfo

La geografia, del resto, racconta già una realtà che i confini amministrativi dividono.

Follonica e Piombino si affacciano sullo stesso Golfo. Fra le Colline Metallifere e la Val di Cornia esistono relazioni economiche, turistiche, ambientali e infrastrutturali che attraversano continuamente il confine fra le province di Grosseto e Livorno.

È proprio il Golfo di Follonica uno degli elementi indicati come possibile cuore di una strategia comune.

Dalla gestione della costa alle infrastrutture, dallo sviluppo turistico alle politiche ambientali, fino a sanità, industria e servizi, secondo la proposta i due comprensori avrebbero interessi che potrebbero essere affrontati con maggiore forza attraverso una visione unitaria.

Da qui la domanda: perché continuare a ragionare esclusivamente secondo una divisione amministrativa che guarda da una parte a Grosseto e dall’altra a Livorno?

«Una nuova provincia non è più un’utopia»

Ed è a questo punto che la proposta assume una dimensione decisamente più ambiziosa.

Non soltanto maggiore collaborazione fra Comuni o un patto fra territori confinanti, ma la possibilità di cominciare a ragionare sulla nascita di una nuova provincia, nella quale riunire Follonica, le Colline Metallifere, Piombino e la Val di Cornia.

Un’ipotesi tutta da costruire, che richiederebbe un percorso istituzionale complesso e che per il momento viene lanciata soprattutto come tema politico.

Ma il messaggio rivolto agli amministratori locali è netto: cominciare almeno a discuterne.

Perché se il progressivo accentramento di servizi e funzioni nei capoluoghi viene percepito come un impoverimento dei territori periferici, allora, secondo chi avanza la proposta, anche la geografia amministrativa può essere rimessa in discussione.

E così la battaglia nata intorno alla chirurgia dell’ospedale di Massa Marittima finisce per aprire una questione enormemente più grande: se Follonica e le Colline Metallifere debbano continuare a guardare verso Grosseto o se il loro futuro possa essere costruito insieme a Piombino e alla Val di Cornia, dall’altra parte del Golfo.

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