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Il gigante dei mari a punta Falcone: la “Giulio Verne” al lavoro sul progetto SACOI 3

Il gigante dei mari di Prysmian è ormeggiato a punta Falcone per i lavori del collegamento elettrico Hvdc tra Sardegna, Corsica e Italia
La nave posacavi Giulio Verne

PIOMBINO. Giulio Verne“, la nave posacavi più grande del mondo, è approdata al largo di punta Falcone.

Un vero e proprio gioiello di ingegneria navale che sta catturando l’attenzione di molte persone si trova attualmente impegnata nelle delicate operazioni di realizzazione, posa e interro del collegamento HVDC Sardegna-Corsica-Italia, l’ambizioso progetto Sacoi 3 di Terna.

Un’eccellenza da record

La “Giulio Verne” non è solo una nave dalle dimensioni imponenti, ma rappresenta una delle pochissime unità eversive al mondo, definita tecnicamente special purpose ship (ovvero navi per scopi speciali), capace di effettuare la posa di qualsiasi tipo di cavo in qualunque situazione ambientale, sfidando gli abissi fino a una profondità massima di 1600 metri.

Nata nei cantieri sudcoreani Hyundai Mipo Ulsan nel gennaio del 1983, varata il 16 ottobre e consegnata il 1° dicembre dello stesso anno con il nome di Northen Venturer, la nave vanta una lunghezza massima di 133,18 metri, oltre ad una larghezza di 30,48 metri ed un peso di  ben 10.674 tonnellate. La Giulio Verne è spinta da cinque motori Daihatsu per una potenza complessiva di 8,9 kW.

Tra le sue dotazioni hi-tech spicca la piattaforma rotante da 7mila tonnellate installata nel 1990 per la posa NYPA e un imponente volano, installato nel 1995 a 50 tonnellate e recentemente potenziato a 55 tonnellate per ottimizzare le operazioni di srotolamento.

Una curiosità: la sigla Nypa

La sigla NYPA sta per New York Power Authority (l’Autorità per l’energia elettrica dello Stato di New York), che è la più grande azienda elettrica pubblica statale degli Stati Uniti.

Nel gergo della storia della nave “Giulio Verne”, la dicitura “la posa Nypa” si riferisce a una commessa famosissima e molto complessa che la nave dovette affrontare nei primi anni ’90: l’installazione del supercavo sottomarino Y-49 (noto anche come Long Island Sound Cable).

Questo collegamento ad alta tensione (345 kV) serve tuttora a trasportare l’energia elettrica da Westchester fino a Long Island, passando proprio sotto il braccio di mare del Long Island Sound.

Per riuscire a gestire e calare in mare quel tipo di cavo, che all’epoca era un’opera colossale e pesantissima, la Pirelli dovette modificare la Giulio Verne nell’estate del 1990, dotandola proprio di quella gigantesca piattaforma rotante da 7.000 tonnellate (chiamata in gergo tecnico carousel o carosello) che serve a stoccare e srotolare il cavo a bordo senza farlo attorcigliare o spezzare.

Una storia che unisce Pirelli e Prysmian

La nave posacavi Giulio Verne a Punta Falcone (foto di Sandro Leonelli)

La svolta per questa super-nave arriva nel 1988, anno in cui viene acquistata dal Gruppo Pirelli. Da allora, la “Giulio Verne” ha completato oltre 60 viaggi intorno al mondo, calando sui fondali marini più di 5.800 chilometri di cavi per telecomunicazioni e 1.800 chilometri di cavi elettrici. Tra le sue imprese più celebri si ricorda lo storico collegamento energetico sottomarino tra le centrali elettriche della Grecia e la Puglia, avvenuto alla profondità record di 1.000 metri.

Oggi la nave appartiene a Prysmian Cables & Systems. Il Gruppo Prysmian, con quartier generale a Milano, è il leader mondiale assoluto nel settore dei cavi per l’energia e le telecomunicazioni. L’azienda è nata nel 2005, quando il Gruppo Pirelli ha deciso di cedere la sua storica divisione “Cavi e Sistemi”. Dal 2007, Prysmian è diventata una public company indipendente e quotata alla Borsa di Milano.

La missione a Punta Falcone è l’ennesima conferma di come l’ingegno, la tecnologia e la storia industriale italiana continuino a tracciare le rotte del futuro energetico globale, direttamente dal fondo dei nostri mari.

Foto di Sandro Leonelli

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