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L’Ispra sceglie il parco di San Silvestro per la scuola ambientale

Il parco archeominerario di San Silvestro è stato scelto come sede dal’Ispra per le lezioni pratiche e teoriche dei 25 laureati, dottorandi e ricercatori. Ticciati: «Grande soddisfazione»
Studenti e ricercatori al parco archeominerario di San Silvestro
Studenti e ricercatori al Parco Archeominerario di San Silvestro

CAMPIGLIA MARITTIMA. Il parco archeominerario di San Silvestro è stato scelto come sede dalla scuola di specializzazione in Discipline ambientali dell’Ispra per le lezioni pratiche e teoriche dei 25 studenti, laureati, dottorandi e ricercatori.

La scuola estiva  Giacimenti minerari

È in corso presso il centro di documentazione di Villa Lanzi, nel Parco archeominerario San Silvestro a Campiglia Marittima, la scuola estiva “Giacimenti minerari” organizzata dalla Scuola di specializzazione in discipline ambientali dell’Ispra, dalla Società geologica italiana con le sezioni GGM e GIGS e dalla Società italiana di mineralogia e petrologia.

Rivolta a 25 laureandi, laureati, dottorandi, dottorati e giovani ricercatori di diversa estrazione scientifica, la scuola si propone di fornire solide basi teoriche e soprattutto pratiche per l’esplorazione di un giacimento minerario, dalla sua pianificazione fino alla realizzazione sul campo.

Il programma

Un momento di una lezione
Un momento di una lezione

Il programma si articola in cinque giornate, durante le quali si alternano lezioni teoriche e attività pratiche sul campo, comprese visite e rilievi nelle gallerie minerarie del Parco.

Le attività sono guidate da esperti del settore provenienti sia dal mondo accademico e della ricerca, sia dall’industria, con l’obiettivo di offrire ai partecipanti un quadro conoscitivo completo dei diversi ruoli che un geologo può svolgere nell’ambito dell’esplorazione dei giacimenti minerari.

Il parco archeominerario di San Silvestro: un punto di riferimento scientifico

Ispra ha scelto il Parco archeominerario di San Silvestro come sede della scuola perché Campiglia Marittima è da sempre un punto di riferimento scientifico per le sue peculiarità geologiche e minerarie e offre l’opportunità particolare di osservare in sicurezza i giacimenti anche nel sottosuolo, permettendo esperienze formative dirette per nuove generazioni di geologi.

La consapevolezza dell’importanza di tutelare e valorizzare il patrimonio minerario storico, insieme alle azioni portate avanti nel tempo, hanno reso il Parco archeominerario un laboratorio a cielo aperto, inserito nella Rete Nazionale dei Parchi e Musei Minerari Italiani – REMI, coordinata da ISPRA, che promuove e mette in rete le esperienze di salvaguardia e valorizzazione dei patrimoni minerari storici italiani.

Sviluppo tecnologico e sostenibilità delle risorse minerarie

Lo sviluppo tecnologico e i nuovi scenari globali hanno riportato in primo piano la necessità di garantire un approvvigionamento sicuro e sostenibile delle risorse minerarie, in particolare di quelle classificate come materie prime critiche dal Regolamento 2024/1252 della Comunità Europea, tra cui rientrano molti metalli strategici per la transizione verso la green economy. In questo contesto è importante formare nuove competenze e rinnovare l’interesse verso lo studio e la gestione consapevole dei giacimenti, favorendo la trasmissione di conoscenze teoriche e pratiche che in passato si stavano progressivamente perdendo. Investire nella formazione significa infatti creare le basi per un dialogo costruttivo con i territori e promuovere un uso sostenibile delle risorse minerarie, in grado di coniugare le esigenze della società con la tutela del patrimonio naturale e culturale.

Un momento dell'osservazione al Parco archeominerario
Un momento dell’osservazione al Parco archeominerario

L’attività della Scuola si coniuga anche con i percorsi formativi specifici sulla gestione delle risorse minerarie sviluppati nell’ambito del Pnrr GeosciencesIR e che saranno disponibili a breve sull’apposita piattaforma.

La collaborazione tra ISPRA, SGI e SIMP, con il conseguente coinvolgimento di diverse Università italiane e del CNR così come dei Parchi minerari è un segnale importante dell’unitarietà di intenti della comunità geologica nell’affrontare un problema complesso, dal punto di vista scientifico, sociale, ambientale e politico come quello della ripresa della ricerca mineraria.

Ticciati: «La crescita del nostro parco: una grande soddisfazione per l’amministrazione»

«Un’occasione importante, queste, per condividere il prezioso lavoro fatto in tutti questi anni al fine di preservare la memoria mineraria, ma anche economica e sociale dei nostri territori e valorizzarla, mettendola a disposizione di studenti e ricercatori che possono approfondire la conoscenza delle nostre terre per ricostruire le nostre radici e comprendere meglio il nostro presente e il nostro futuro. Una soddisfazione per l’Amministrazione che da sempre ha creduto ed ha investito in questo senso, dando vita al Parco Archeominerario di San Silvestro che prima di essere ciò che oggi vediamo, altro non era che un cumulo di terra che ha nascosto per centinaia di anni i resti e le testimonianze della nostra antica civiltà. Un ringraziamento al personale della Parchi Val di Cornia, all’Ispra e all’Università, oltre che a tutti i professionisti intervenuti, per l’occasione di crescita e per aver scelto il nostro Parco».

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