Emergenza acqua in Val di Cornia, la denuncia: «Ne perdiamo enormi quantità da mesi» | MaremmaOggi Skip to content

Emergenza acqua in Val di Cornia, la denuncia: «Ne perdiamo enormi quantità da mesi»

Legambiente torna sulle criticità della rete e chiede interventi immediati. Per l’associazione la strada per garantire l’approvvigionamento è già stata tracciata: no al grande dissalatore, nuovi pozzi e utilizzo delle acque del subalveo del Cornia
A sinistra una perdita a Colmata, a destra in XX Settembre a Piombino

VAL DI CORNIA. Per affrontare le criticità legate all’approvvigionamento idrico in Val di Cornia, la strada da seguire è già stata tracciata da anni di analisi e decisioni condivise.

A ricordarlo è Legambiente Val di Cornia attraverso una nota stampa, in cui viene fatto il punto sul percorso partecipato che ha coinvolto tutti i Comuni della zona, le aziende interessate, tra cui Asa, le associazioni, le categorie economiche e gli ordini professionali, avvalendosi del supporto scientifico della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.

Il no al dissalatore e la scelta degli interventi integrati

Questo percorso condiviso ha portato, nel 2023, alla firma del Contratto di fiume, uno strumento vincolante ideato per la riqualificazione ambientale e la rigenerazione socio-economica del territorio.

Tra le decisioni centrali prese dal comitato scientifico e sottoscritte da tutti gli enti c’era lo scarto definitivo dell’ipotesi di realizzare un grande dissalatore, ritenuto un’opera troppo costosa, energivora e ad alto impatto ambientale.

La pianificazione si è invece orientata verso una serie di “interventi integrati” volti sia a ridurre il rischio idrogeologico che a migliorare la qualità degli ecosistemi.

Tra le azioni previste rientrano la creazione di aree di esondazione diffusa, la ricarica della falda, lo scavo di nuovi pozzi a monte dove l’acqua risulta più pura e la realizzazione di pozzi di subalveo di grande diametro in località Forni, nel comune di Suvereto.

L’opportunità delle acque di subalveo a Forni

Le acque che scorrono nel subalveo del fiume Cornia presso la località Forni presentano standard di qualità notevolmente superiori rispetto alle acque di falda profonda della valle: sono più leggere, gradevoli e garantiscono un potenziale beneficio stimato in circa 3 milioni di metri cubi all’anno.

Come evidenziato nel programma d’azione, l’eventuale impiego di queste risorse per uso potabile consentirebbe di ridurre drasticamente i consumi energetici per la potabilizzazione, diminuendo contemporaneamente i prelievi di acqua nelle aree del territorio caratterizzate da maggiore fragilità ambientale.

La denuncia: «Notevoli quantità d’acqua perse nella rete»

Accanto alle strategie a lungo termine, Legambiente solleva un’amara nota di attualità legata alla gestione quotidiana della rete idrica.

L’associazione segnala la presenza di abbondanti perdite nell’acquedotto locale, perdite di ingente entità che persistono da diversi mesi e che rimangono ancora in attesa di essere riparate.

Accompagnando la denuncia con documentazione fotografica, il circolo ambientalista lancia una semplice e critica domanda: per quale motivo non si interviene subito per eliminare questi sprechi?

L’acqua è, infatti, una risorsa fondamentale e va salvaguardata, soprattutto in un periodo di forti criticità idriche per la valle.

 

 

 

 

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