L'inferno di via di Montioncello: «Doveva cadere il Conte della Daunia per installare i cartelli?» | MaremmaOggi Skip to content

L’inferno di via di Montioncello: «Doveva cadere il Conte della Daunia per installare i cartelli?»

Le proteste dopo il montaggio della segnaletica: la tratta dissestata è coperta al 40% dal Comune di Campiglia Marittima, ma le denunce per la sicurezza erano rimaste inascoltate per anni
L’installazione dei cartelli in via di Montioncello

CAMPIGLIA MARITTIMA. «Trovo abbastanza vergognoso che solo dopo la mia caduta, che ha mosso l’opinione pubblica, siano stati installati i cartelli di pericolo».

Inizia così lo sfogo di Don Carlo Mammarella, Conte della Daunia, vittima di un incidente in via di Montioncello, che avrebbe potuto avere conseguenze ancor più gravi, se il cestino posizionato sul manubrio della bicicletta non avesse attutito il colpo.

La denuncia dopo l’incidente: la rabbia del Conte

La ferita del conte e il cestino della bicicletta

La strada, giudicata estremamente insidiosa a causa delle buche profonde e aggravata da insidie occulte quando piove o per i coni d’ombra creati dalle fronde degli alberi, era già stata oggetto di segnalazioni in passato.
«Già uno o due anni fa avevo segnalato l’incidente di un bambino, finito all’ospedale con tanto di intervento dei carabinieri. All’epoca mandai una mail durissima, ma non si mosse nulla» racconta Don Carlo Mammarella.
Per vedere posizionati ben quattro cartelli di avviso, insomma, è stato necessario che a farsi male fosse un personaggio pubblico.

Il rimpallo delle competenze e il silenzio del Comune

Uno dei molti tratti dissestati in via di Montioncello

Il posizionamento dei cartelli, per ora provvisori in attesa del fissaggio definitivo con il cemento, ha aperto un complesso capitolo burocratico sulla gestione della via.
Via di Montioncello è infatti divisa in due distinte tratte con differenti regimi di gestione. La tratta numero 13 è di competenza del Consorzio Permanente delle Vie Vicinali e non presenta criticità ordinarie, mentre la tratta numero 23, dove si è verificato il sinistro e dove insistono i dissesti più gravi, risulta essere una strada pubblica compartecipata al 40% dal Comune di Campiglia Marittima.

«Il Consorzio delle Vie Vicinali mi ha risposto subito con una lettera ufficiale ringraziandomi per il senso civico, i carabinieri e i vigili urbani si sono dimostrati disponibilissimi a livello personale, chiedendomi più volte come stessi. L’unico a tacere è il Comune di Campiglia Marittima», attacca il Conte.

L’amministrazione comunale non ha ancora fornito il verbale richiesto sullo stato dei luoghi né la certificazione che l’arteria fosse priva di segnaletica prima del fatto.

Una mail inviata a prefettura e questura

La battaglia per la sicurezza della strada non si ferma qui. La segnalazione ufficiale, inviata per conoscenza anche al prefetto e alla questura, punta a fare definitiva chiarezza sulle responsabilità della manutenzione.

«È una questione di bene pubblico. Trovo scandaloso che debba sempre scapparci l’incidente a qualcuno per smuovere l’opinione pubblica e far attivare l’amministrazione su una strada dove il Comune è garante della sicurezza al 40%», conclude l’uomo, intenzionato a portare la vicenda fino in fondo.

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