PIOMBINO. La storia di Aisha è una storia di riscatto, di lotta, di forza, energia e determinazione. Ndeye Aissatau Gaye, il suo nome completo, Aisha per gli amici. Un viaggio dal Senegal all’Italia, una vita fatta di sacrifici e di coraggio quella della giovane 25enne che, non senza fatica, è arrivata alla conquista del suo primo importante traguardo: la laurea in Giurisprudenza ottenuta con uno splendido 110, conseguito alla Lumsa.
Ed è una storia che si intreccia con il quartiere del Cotone, il più operaio della Piombino operaia, case e palazzi con vista sulla (ex) fabbrica, dove la spolverina respirata per anni ha cementato il senso di solidarietà dei suoi abitanti.
La vita di Aisha
Tutto è iniziato con un viaggio. Prima quello del padre, arrivato in Italia in cerca di un lavoro che gli permettesse di garantire un futuro e una speranza alla sua famiglia. Dopo un iniziale periodo di criticità, riesce ad ottenere un’assunzione e uno stipendio in grado di trasferire anche sua moglie, la piccola Aisha e il fratellino.
Aveva solo otto anni quando arrivò in Italia, per poi stabilirsi a Piombino nel quartiere del Cotone. Aisha è entrata a scuola, inserendosi in terza elementare in una classe in cui fin da subito si è integrata. Qualche problema con la lingua non è mancato, l’italiano era ancora da imparare, ma la volontà e la testardaggine di quella bambina sono emerse presto, ed Aisha ha iniziato a fare pratica. Con la grinta che la contraddistingue, ha imparato ogni parola, ogni costruzione grammaticale, collezionando un 9 dietro l’altro.
Il doposcuola al Cotone

Un sostegno importante, per lei, è stato quello offerto dal tavolo di quartiere Cotone Poggetto, dove Aisha ha frequentato il doposcuola, trovando il supporto necessario per completare il suo ciclo di studi, dalle elementari fino al diploma di liceo linguistico. È grazie proprio agli insegnanti e ai volontari che l’hanno sostenuta e guidata che Aisha è riuscita a credere in se stessa e nei suoi sogni, portando avanti i suoi studi.
«Aisha è cresciuta qui, tra questi banchi – racconta Roberto Vannini, del Tavolo di quartiere – è arrivata che era solo una bambina. Adesso è una splendida donna che, grazie al suo impegno, può oggi realizzare e intraprendere un’importante carriera, perché Aisha ha tutte le capacità per percorrere una strada di successo».
Aisha si è distinta fin da subito. Una forza interiore che traspare in ogni sua parola e una volontà che non si piega contro le difficoltà della vita.
La laurea in giurisprudenza
Una volta terminati gli studi superiori Aisha si è trovata di fronte a un bivio, mollare tutto e iniziare a lavorare o inseguire i suoi sogni. Un bivio, che però non ha lasciato spazio ad alcun dubbio. Aisha ha sempre saputo quale fosse la sua strada e l’ha intrapresa, con coraggio, trovando le risorse necessarie anche quando non c’erano.
Non è sempre stato semplice. Ci sono stati momenti in cui ha pensato anche di mollare, perché trovare un alloggio nella capitale era quasi impossibile.
«È stato grazie al tavolo di quartiere e il dialogo con le altre associazioni del territorio romano – continua Vannini – che si è riusciti a trovare una sistemazione adeguata ad Aisha».
«Sono andata ad abitare dalle suore, l’alloggio sarebbe dovuto essere solo per il primo anno, facevo qualche lavoretto, lavavo i piatti, qualche pulizia. Niente di complesso o troppo impegnativo, ma che per le suore valeva tanto».
Toglieva loro un po’ di fatica e nel frattempo il suo impegno era la testimonianza di quanto alla laurea ci tenesse davvero. Così, dalle suore ancelle di Maria Immacolata, ci è rimasta per tutti gli anni accademici.
Una scelta controcorrente

Il passato famigliare complesso non è riuscito a bloccare Aisha nel suo percorso verso l’indipendenza. Trovare un lavoro a 18 anni sarebbe stato certamente una via facile, lei, però, ha scelto di mettersi in discussione e provare a non mollare.
«L’idea di andare all’università è sempre stata una mia volontà. L’esempio e il supporto necessario li ho avuti soprattutto da mio zio che ha studiato e adesso vive in Francia e di professione svolge l’architetto».
«Personalmente la scelta di continuare a studiare dopo le superiori l’ho sempre vista come naturale. Non capisco come la gente, quando la incontro, si stupisca quando dico di essere laureata in giurisprudenza».
Per Aisha il suo percorso non è stato altro che una successione consequenziale di passi. Uno dietro l’altro. Il viaggio in Italia, l’imparare una nuova lingua, le scuole elementari, medie e superiori ed, infine, l’università. Quello che ha fatto, però, non è da tutti.
Tanti ragazzi oggi si arrendono, cercano la via più semplice. Interrompono gli studi, anche quando sarebbero in grado di continuare, talvolta perché vogliono iniziare a guadagnare fin da subito, talvolta perché si abbattono se non ci sono le possibilità economiche.
«Per tutti e cinque gli anni ho ricevuto le borse di studio, per l’Isee e per il merito. Un consiglio che sento di dare ai ragazzi che escono dalle superiori è di seguire la loro passione e mettersi alla prova. Ci sono i mezzi per poter frequentare l’università, ci sono le borse di studio che aiutano tanto, se qualcuno poi vuole anche lavorare è possibile farlo, perché l’università è diversa dal liceo e anche l’età in cui la si frequenta».
Una normalità da interiorizzare
Aisha parla con scioltezza dei suoi esami, della sua media, della sua esperienza dalle suore. Si sofferma anche su qualche riflessione sul sistema giuridico italiano, per cui crede ci siano diversi aspetti che potrebbero essere migliorati con qualche accortezza in più, qualche pensiero va ai ragazzi che hanno vissuto esperienze simili alla sua e agli episodi di razzismo.
«Quando sento qualche ragazzo soffrire per il razzismo mi rammarico molto. In questo sono stata fortunata. Ho sempre avuto intorno a me persone che mi hanno voluto bene e che in me hanno creduto. Non ho sofferto di razzismo, quello che vedo, però, è questo stupore nei miei confronti per i risultati ottenuti».
«Ci sarebbe bisogno di normalizzare l’idea che una persona che nasce o che vive fin da piccola in Italia, che frequenta scuole italiane, che pratica sport ed è integrato nella società è a tutti gli effetti italiano».
Su questo aspetto il percorso è ancora lungo e tortuoso, se da una parte non si è del tutto estinto il patriarcato nell’immaginario collettivo, l’idea del diverso è ancora oggi troppo viva. Ormai nelle classi delle scuole italiane la percentuale di ragazzi provenienti da altre culture è sempre maggiore. Non è più un caso a sé, è la norma e, come tale, andrebbe interiorizzata all’interno della comunità.
Aisha si apre, si racconta, confessa quanto la sua empatia l’abbia aiutata nelle sue scelte, in chi avere vicino, dall’amicizia alla decisione del percorso di vita migliore per lei, e, nel mentre che parla, sua madre si commuove. Una figlia che per lei è un vero orgoglio, ripensa al suo passato, alle fatiche e ai sacrifici che solo una madre ed un padre possono fare per i loro figli e la felicità di Aisha oggi è anche la sua. Aisha parla con affetto dei suoi due fratelli e, ora che ha conquistato il suo piccolo grande sogno, pensa al prossimo. Perché quando un sogno finisce bisogna essere in grado di costruirne un altro.
«Adesso che sono laureata potrò scegliere in cosa specializzarmi».
E anche stavolta Aisha non ha dubbi:
«Giudice penale».
La tesi su tortura e diritti umani
Aisha si è laureata il 18 settembre alla Lumsa a Roma, con una tesi di laurea dal titolo La tortura tra potere punitivo e tutela dei diritti umani: un divieto assoluto o un’illusione giuridica nell’attività normativa con il relatore Roberto Zannotti e la correlatrice Sabrina Tirabassi conquistando un ambitissimo 110.
La storia di Aisha è una storia di coraggio, forza, determinazione. È la prova vivente che se c’è la volontà si può arrivare ovunque si voglia, senza farsi bloccare da chissà quali paure, andando oltre. Aisha è un esempio per tutti i ragazzi che non sanno se un giorno potranno farcela o meno. Aisha studia ora per il concorso di magistratura, con la certezza che la sua bravura e la sua grinta la porteranno molto lontano.

Vuoi restare aggiornato sulla Val di Cornia?