PIOMBINO. Avevano già smontato e raccolto decine di metri di cavi di rame, pronti per essere caricati in auto e portati via. Quando però si sono accorti dell’arrivo della polizia hanno tentato un’ultima, disperata fuga, scegliendo un rifugio insolito: il sistema fognario che attraversa l’area dello stabilimento Jsw.
Lì, nascosti nell’acqua alta, sono stati raggiunti e bloccati dagli agenti del Commissariato di Piombino. Per tre uomini è così scattato l’arresto con l’accusa di tentato furto.
Il colpo nella notte
L’episodio risale a qualche giorno fa ed è avvenuto all’interno delle aree dismesse dello stabilimento siderurgico.
Secondo quanto ricostruito, i tre, cittadini di origine romena ma residenti in Belgio, sarebbero riusciti a entrare nello stabilimento dopo aver aperto un varco nella recinzione nella zona di Ischia di Crociano. Una volta all’interno avrebbero raggiunto un capannone non più utilizzato, iniziando a smontare le parti in rame degli impianti.
L’allarme della vigilanza
L’attività dei tre non è però passata inosservata.
Gli addetti alla sorveglianza dello stabilimento hanno notato movimenti sospetti e hanno immediatamente richiesto l’intervento della polizia.
Quando gli agenti sono arrivati sul posto hanno trovato gli attrezzi utilizzati per il furto e diverse matasse di rame già pronte per essere trasportate all’esterno. Dei responsabili, però, nessuna traccia.
La fuga finisce sottoterra
Le ricerche sono proseguite all’interno del capannone fino a individuare una botola che conduce al sistema fognario.
Gli agenti sono scesi nel collettore, affrontando oltre un metro d’acqua, e hanno trovato i tre uomini nascosti nel tentativo di sfuggire all’arresto.
Il tentativo è però durato pochi minuti: i tre sono stati bloccati senza opporre resistenza e accompagnati negli uffici del Commissariato. Tutto il rame recuperato è stato restituito, mentre gli strumenti utilizzati per il furto sono stati sequestrati.
La misura cautelare
L’arresto è stato successivamente convalidato dal giudice del Tribunale di Livorno, che ha disposto nei confronti dei tre il divieto di dimora nella provincia di Livorno.
Come previsto dalla legge, gli indagati sono da considerarsi presunti innocenti fino all’eventuale sentenza definitiva di condanna.
Furti di rame, un problema ricorrente
Quello dei furti di rame continua a essere un fenomeno con cui lo stabilimento deve fare i conti.
Negli ultimi anni si sono verificati altri episodi analoghi, soprattutto nelle aree dismesse, tanto che l’azienda ha progressivamente rafforzato il sistema di videosorveglianza e la collaborazione con le forze dell’ordine per contrastare il fenomeno.