GROSSETO. Nuova polemica politica sulla ferrovia Tirrenica e sul progetto di potenziamento della linea ad Alta velocità e Alta capacità lungo la dorsale tirrenica tra Genova e Roma.
A innescare lo scontro è stato il respingimento, alla Camera dei deputati, di un ordine del giorno collegato al Decreto Infrastrutture, con cui il Partito democratico chiedeva al governo di accelerare sulla progettazione della linea ferroviaria tirrenica.
Per i deputati dem Marco Simiani, Paola De Micheli, Andrea Casu, Valentina Ghio e Alberto Pandolfo, si tratta di un clamoroso dietrofront dell’esecutivo Meloni rispetto agli impegni già assunti dal Parlamento solo pochi mesi fa.
«Il governo smentisce se stesso»
Nel mirino del Pd c’è soprattutto il voto del 20 dicembre 2024, quando Montecitorio aveva approvato un ordine del giorno che impegnava il governo a stanziare le risorse necessarie per progettare e realizzare l’alta capacità ferroviaria lungo la tratta Genova-Roma della dorsale tirrenica.
Secondo i parlamentari democratici, il nuovo stop rappresenta una vera inversione di rotta politica.
«La maggioranza fa marcia indietro sugli impegni assunti davanti al Paese», attaccano i deputati del Pd, ricordando come la Tirrenica ferroviaria fosse stata inserita tra gli interventi strategici nazionali già nei Documenti di economia e finanza del 2021 e del 2022.
La ferrovia tirrenica e il futuro della costa toscana
La questione riguarda direttamente anche la provincia di Grosseto e tutta la fascia costiera tirrenica, da anni in attesa di un potenziamento infrastrutturale capace di migliorare i collegamenti ferroviari.
La cosiddetta “Tirrenica Nord” viene infatti indicata nei documenti parlamentari come una direttrice strategica per rafforzare il collegamento tra i porti tirrenici, la pianura padana e Roma.
L’obiettivo, almeno sulla carta, è quello di velocizzare la linea ferroviaria esistente, aumentare la capacità per il traffico merci e migliorare i collegamenti passeggeri lungo la costa.
Secondo il dossier parlamentare, la direttrice comprende il potenziamento della linea Pontremolese, gli interventi sulla Pisa-Roma e il miglioramento dei collegamenti ferroviari con i porti di La Spezia, Livorno e Civitavecchia.
Un progetto ancora senza risorse certe
Nonostante gli annunci degli ultimi anni, la nuova dorsale ad Alta velocità sulla Tirrenica non esiste ancora come opera unica già approvata e finanziata.
Lo stesso documento parlamentare evidenzia infatti che, allo stato attuale, manca ancora un progetto complessivo definitivo e non esiste un quadro economico consolidato per la realizzazione della linea AV/AC Genova-Roma.
Gli interventi più concreti riguardano soprattutto la Pontremolese, considerata oggi la parte più avanzata dell’intero sistema infrastrutturale tirrenico.
Nel frattempo Rfi ha avviato lavori di potenziamento tecnologico lungo la linea Genova-Pisa-Roma, con interventi previsti anche tra Grosseto e Capalbio per l’installazione del sistema europeo Ertms. Un investimento complessivo da circa 140 milioni di euro che però, secondo il dossier, non equivale alla realizzazione di una vera linea ad Alta velocità.
Il Pd: «La costa tirrenica continua a essere penalizzata»
Per il Partito democratico, il nuovo voto della Camera dimostra l’assenza di una strategia infrastrutturale chiara per il versante tirrenico del Paese.
«Dopo mesi di propaganda sulle grandi opere, il governo dimostra di non avere alcuna visione concreta per il futuro dell’Italia», accusano i deputati dem.
Secondo il Pd, lo stop alla Tirrenica ferroviaria rischia di penalizzare non solo il trasporto passeggeri, ma anche il sistema logistico, i porti e la competitività delle imprese della costa toscana e dell’intero corridoio tirrenico.
«Anche su questa infrastruttura – conclude la nota – la destra ha illuso cittadini, imprese e amministrazioni locali».




