Ex Rimateria, serve concretezza. Gelichi: «Si parli chiaro» | MaremmaOggi Skip to content

Ex Rimateria, serve concretezza. Gelichi: «Si parli chiaro»

Continua il rimpallo di responsabilità sulla questione della discarica Ex Rimateria. Gelichi: «Oggi ci si accorge che gli spazi di discarica per la messa in sicurezza del Sin potrebbero non bastare»
La discarica di Rinascenza a Ischia di Crociano
Continua il rimpallo di responsabilità sulla questione della discarica Ex Rimateria. Gelichi: “Serve chiarezza”

PIOMBINO. In merito a quanto detto dall’assessora all’ambiente Rossana Bacci sulla questione del destino della discarica piombinese Ex Rimateria, le riflessioni dei comitati e delle associazioni del territorio non tardano ad arrivare.

«La politica parli con chiarezza», questo l’invito da parte di Ascolta Piombino, che di frasi fatte e rimpalli di responsabilità non ne vuole sapere. Serve concretezza e questo è ciò che i cittadini meritano su una questione tanto sentita e dibattuta all’interno del panorama politico piombinese.

Esternazioni tardive e singolari

L’analisi di Ascolta Piombino parte da lontano, da quando Rimateria non era ancora fallita e parte del controllo della discarica era del Comune:

«Le esternazioni dell’assessora all’ambiente del Comune di Piombino Rossana Bacci sulla Via “postuma” per la discarica ex Rimateria – dice in una nota, Riccardo Gelichi, portavoce di Ascolta Piombino -, arrivano in ritardo e sono piuttosto singolari. La delibera regionale è dei primi di agosto, la notizia al pubblico di pochi giorni dopo, mentre il cambio di tipologia di rifiuto da siderurgico a organico non pericoloso, risale al 2023 con un ricorso del Comune bocciato dal Tar. Insomma un tema mai spento, tanto meno con il fallimento di Rimateria, che almeno vedeva la partecipazione societaria del Comune di Piombino, un aspetto che avrebbe reso più cogente il controllo delle richieste autorizzative».

Sei anni di silenzi e riflessioni che si alternano vicendevolmente mentre nel frattempo i conferimenti non si sono mai interrotti.

«Ma all’epoca l’assessore era un altro, il sindaco, invece, lo stesso di oggi – continua Gelichi -. L’esternazione della Bacci è singolare perché stiamo parlando di un’autorizzazione tecnica, che non poteva subire dinieghi di natura politica. Se si voleva avere un peso sulle decisioni di quel sito non si doveva assolutamente permettere il fallimento di Rimateria, mantenendone il controllo, come noi di Ascolta Piombino abbiamo sempre sostenuto. Sono sei anni che sentiamo solo dichiarazioni sul destino della discarica, intervallati a lunghi silenzi, mentre si è sempre continuato a conferire e a farlo è un privato».

Spazi insufficienti rispetto al fabbisogno necessario

«Oggi ci si accorge che gli spazi di discarica per la messa in sicurezza del Sin potrebbero non bastare, lo sostiene il Comune attraverso la Bacci, senza però dare soluzioni, facendo soltanto l’ennesima dichiarazione di merito: “la discarica deve restare funzionale alle bonifiche del territorio”. Quindi ? Qual è la proposta o l’iniziativa amministrativa?  Non vorremmo che questa preoccupazione, di cui “quelli di ora” non si sentono responsabili, dovesse portare, per il bene del territorio, ad avallare domani, altri spazi di discarica?»

Il rimpallo delle responsabilità non funziona e non porta ad una soluzione, servono chiarezza, obiettivi e fatti concreti.

«Il giochino di spostare le responsabilità verso l’avversario politico e fare opposizione dagli scranni governativi, crediamo che abbia stancato. Rispetto al ciclo dei rifiuti e alle bonifiche del territorio, avremmo, invece, estremo bisogno di chiarezza di intenti da chi si è preso l’onere di governare la città ma anche dalle opposizioni, che non sono esenti da responsabilità politiche. Quale migliore occasione delle elezioni regionali, per cessare le sterili dichiarazioni e dire quello che si vuole fare concretamente per il sito di discarica di Piombino?»

 

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