SAN VINCENZO. È ricoverato all’ospedale Cisanello di Pisa in gravi condizioni, anche se durante tutti i soccorsi è rimasto cosciente. Il clochard spagnolo di 42 anni, ferito domenica 26 luglio da un colpo d’arma da fuoco esploso da un agente della polizia locale, non sarebbe comunque in pericolo di vita.
Fino a poche ore prima di trasformare una tranquilla domenica estiva in una scena da cronaca nazionale, quell’uomo era conosciuto soprattutto come una presenza silenziosa. Dormiva all’aperto per scelta, rifiutando il dormitorio, ed era seguito dai servizi sociali della Società della Salute.
Non aveva mai dato problemi.
«Da anni gira sul territorio, non soltanto qui a San Vincenzo – spiega il sindaco Paolo Riccucci – Non aveva mai dato fastidio e non aveva mai manifestato atteggiamenti aggressivi. Quello che è successo domenica ha sorpreso tutti. Nessuno poteva aspettarselo».
Una vita ai margini
La storia del quarantaduenne racconta soprattutto la sua fragilità.
Arrivato dalla Spagna, da tempo viveva tra San Vincenzo e i comuni vicini. Era conosciuto dagli operatori dell’equipe inclusione della Società della Salute, che più volte avevano cercato di inserirlo nei servizi dedicati alle persone senza fissa dimora.
L’uomo, però, aveva sempre scelto di continuare a vivere all’aperto.
Era stato controllato in passato dalla polizia locale dopo alcune segnalazioni in esercizi pubblici, ma non aveva mai mostrato comportamenti violenti. Qualche volta frequentava anche la biblioteca comunale di Castagneto Carducci.
L’aggressione davanti alla Coop
Domenica sera la situazione è precipitata. La polizia locale è intervenuta davanti alla Coop dopo alcune segnalazioni di clienti infastiditi dalla presenza del clochard.
Gli agenti hanno cercato inizialmente di calmarlo e di accompagnarlo fuori dall’area. In quel momento il quarantaduenne avrebbe estratto un grosso coltello, tentando una prima aggressione.
Gli agenti sarebbero riusciti a contenerlo, ma poco dopo l’uomo avrebbe tentato una seconda volta di colpire uno dei due poliziotti.
È a quel punto che l’agente ha estratto la pistola d’ordinanza ed esploso un colpo che ha raggiunto il quarantaduenne all’addome.
L’agente e un trauma che resterà
Il 42enne è rimasto ferito all’addome. l’agente che ha sparato si è trovato invece precipitato in un incubo che lascerà un segno.
L’amministrazione comunale ha espresso piena vicinanza all’agente, improvvisamente catapultato in una situazione difficile e dolorosa che, fino a quel momento, aveva probabilmente visto soltanto nei servizi dei telegiornali.
Le indagini della polizia, coordinate dalla Procura di Livorno, dovranno ora ricostruire nel dettaglio ogni fase dell’intervento.
Lo scudo previsto dal decreto Sicurezza
La vicenda potrebbe essere una delle prime in Toscana nella quale la Procura valuterà l’applicazione delle nuove norme introdotte con il decreto Sicurezza.
La riforma ha infatti modificato la fase iniziale delle indagini quando un appartenente alle forze dell’ordine usa l’arma di servizio in circostanze che appaiono, almeno in via preliminare, riconducibili a una causa di giustificazione, come il legittimo uso delle armi o la legittima difesa.
La novità non elimina gli accertamenti né impedisce alla magistratura di indagare. Cambia però la procedura iniziale: il pubblico ministero, se ritiene che vi siano evidenti elementi a favore della causa di giustificazione, può iscrivere il fatto nel nuovo registro 45-bis, evitando l’automatica iscrizione dell’operatore nel registro degli indagati. Se dagli approfondimenti dovessero emergere elementi diversi, la Procura potrà comunque aprire una normale indagine penale.
Sarà quindi la Procura di Livorno, sulla base delle testimonianze, dei rilievi e degli accertamenti tecnici, a stabilire se nel caso di San Vincenzo ricorrano o meno i presupposti previsti dalla nuova normativa.