PIOMBINO. Dopo la denuncia dei genitori, arriva la replica della Union Volley 2021 Piombino Riotorto, che interviene per chiarire la propria posizione e ricostruire i fatti.
«Nostra figlia è stata estromessa dalla squadra, ci è stato detto che la sua presenza avrebbe destabilizzato il gruppo»: con queste parole Andrea Agnelli e Mariana Polignano avevano denunciato una situazione ritenuta molto spiacevole.
La ricostruzione della società
La società spiega che a inizio stagione l’atleta era stata inserita in un gruppo su Piombino che però non è mai partito. «Per non lasciare indietro le poche ragazze rimaste – fanno sapere – è stato deciso, in via straordinaria, di inserirle immediatamente in un altro gruppo già avviato, ovvero la prima squadra».
Un contesto, sottolinea la Union Volley, impegnato in un campionato di vertice, attualmente al primo posto e con obiettivi concreti di promozione. «Un ambiente che richiede equilibrio, continuità, livello tecnico adeguato e coesione anche sotto il profilo dello spogliatoio».
Le criticità emerse
Secondo la società, l’inserimento avrebbe comportato alcune difficoltà. «Sono emerse criticità organizzative legate sia al numero elevato di atlete sia al diverso livello tecnico richiesto dalla categoria. Alcune valutazioni iniziali si sono rivelate più complesse del previsto».
Da qui la necessità di prendere decisioni «nell’interesse generale», con l’obiettivo di tutelare il percorso della prima squadra «sotto il profilo tecnico, organizzativo e umano», senza perdere di vista la crescita individuale.
«Nessun allontanamento»
Union Volley respinge però l’accusa di un’esclusione. «Non c’è mai stata alcuna estromissione dall’attività sportiva – precisano – È stata invece proposta la prosecuzione del percorso in un gruppo ritenuto più adeguato, per garantire continuità di allenamento e crescita».
La società chiarisce anche un altro punto sollevato dalla famiglia: «L’atleta fa parte del nostro ambiente da due stagioni, non da 13, e ha maturato esperienze anche in altre società». Inoltre evidenzia che si tratta di una atleta maggiorenne, per la quale «è importante un dialogo diretto e responsabile con la società».
La posizione finale
Infine la società ribadisce la propria linea: «Tutte le decisioni sono state assunte con l’unico obiettivo di tutelare il percorso sportivo di tutte le atlete e l’equilibrio complessivo dei gruppi di lavoro».