PIOMBINO. Una presa di posizione forte, pubblica e destinata a far discutere.
La segreteria regionale toscana dell’Usic, il sindacato dei carabinieri, ha deciso di non partecipare alla cerimonia ufficiale per il 212° anniversario della fondazione dell’Arma, scegliendo invece di concentrare l’attenzione sulle difficoltà quotidiane vissute dai militari nelle caserme della Toscana.
Al centro della lettera aperta inviata al comando della Legione carabinieri Toscana c’è soprattutto il caso della caserma di Piombino, indicata dal sindacato come una delle situazioni più critiche sul fronte infrastrutturale e della sicurezza dei luoghi di lavoro.
«Difficoltà strutturali prolungate nella sede di Piombino»
Nella comunicazione ufficiale l’Usic parla apertamente di «oggettive e prolungate difficoltà strutturali della sede» di Piombino.
Il sindacato sottolinea come i carabinieri continuino a garantire il servizio «con abnegazione», nonostante le criticità della struttura.
«Sono necessari urgenti e indispensabili interventi di adeguamento per garantire pienamente gli standard di salubrità, benessere e sicurezza sui luoghi di lavoro previsti dal decreto legislativo 81/08», scrive l’Usic nella lettera.
Parole molto nette, accompagnate anche da una campagna social con immagini e slogan dedicati proprio alla situazione della caserma piombinese.
«La grandezza dell’Arma non è solo nelle cerimonie»
La decisione di non partecipare all’evento ufficiale viene spiegata dal sindacato come una scelta simbolica ma anche politica e sindacale.
«Riteniamo che la grandezza dell’Arma risieda non solo nella solennità delle sue cerimonie, ma soprattutto nella costante tutela della dignità lavorativa e del benessere di ogni singolo carabiniere», scrive la segreteria regionale Usic Toscana.
Secondo il sindacato, il 5 giugno rappresenta certamente un momento di orgoglio e memoria storica per tutti i militari dell’Arma, ma proprio per questo sarebbe necessario accendere i riflettori anche sulle difficoltà meno visibili vissute quotidianamente nelle caserme.
Il caso Piombino e le criticità delle strutture
L’Usic Toscana spiega che la situazione di Piombino non sarebbe isolata.
Nella lettera vengono infatti citate anche altre realtà della regione che convivrebbero con problemi logistici; criticità infrastrutturali e questioni legate alla vivibilità degli ambienti di lavoro.
Il sindacato sostiene di aver già segnalato più volte queste problematiche agli organi competenti, chiedendo soluzioni concrete e rapide.
Ma il riferimento più forte resta quello alla sede di Piombino, che nella nota viene descritta come una struttura che necessita di interventi urgenti per garantire standard adeguati di sicurezza e salubrità.
La vicenda del nucleo Banca d’Italia di Livorno
Nella presa di posizione dell’Usic trova spazio anche la situazione del nucleo Banca d’Italia di Livorno, interessato dalla prospettiva della chiusura della sede.
Il sindacato parla di «comprensibile apprensione» da parte dei militari e delle famiglie coinvolte e chiede l’attivazione di tutele sociali e di un confronto per salvaguardare la serenità del personale interessato.
«Vicini a chi lavora ogni giorno nell’ombra»
Nella parte finale della lettera aperta, il sindacato spiega il senso della propria scelta.
«Scegliamo di stringerci idealmente attorno a tutti quei colleghi che operano quotidianamente nell’ombra affrontando disagi e criticità legate alle condizioni di lavoro», scrive l’Usic Toscana.
Un messaggio che arriva alla vigilia delle celebrazioni ufficiali dell’Arma e che riporta al centro il tema delle condizioni delle caserme e del benessere lavorativo dei carabinieri in Toscana.