Cardiologia Piombino, Ferrari chiede tempi per l'Angio-TC | MaremmaOggi Skip to content

Cardiologia a Piombino, l’Angio-TC promessa non ha ancora una data. Ferrari scrive alla Regione

L’Angio-TC coronarica era stata annunciata dall’Asl nel 2025. Il sindaco scrive all’assessora regionale Monni e alla direttrice Casani per conoscere i tempi di attivazione a Villamarina
L’ospedale Villamarina di Piombino

PIOMBINO. L’Angio-TC coronarica era stata annunciata oltre un anno fa, nell’ambito degli investimenti destinati all’ospedale Villamarina. Un potenziamento diagnostico considerato importante per il futuro della Cardiologia di Piombino, sul quale l’Asl Toscana nord ovest era tornata anche nei mesi successivi, confermando l’intenzione di dotare il presidio di una tecnologia capace di migliorare la valutazione delle patologie coronariche.

Ma quando sarà effettivamente disponibile per i pazienti della Val di Cornia?

È la domanda che il Comune di Piombino ha deciso di rivolgere direttamente alla Regione Toscana, attraverso una lettera indirizzata all’assessora alla sanità Monia Monni e, per conoscenza, alla direttrice generale dell’Asl Toscana nord ovest Maria Letizia Casani.

Una richiesta di tempi certi che riporta al centro dell’attenzione la situazione della Cardiologia di Villamarina, già oggetto negli ultimi due anni di un confronto serrato tra amministrazione comunale, azienda sanitaria e territorio, soprattutto per le difficoltà nel reperimento dei cardiologi e per le prospettive organizzative del servizio.

L’Angio-TC annunciata nel 2025: ora si chiede una data

La vicenda parte dall’agosto 2025, quando l’Asl Toscana nord ovest aveva comunicato un programma di investimenti per Piombino che comprendeva anche il rinnovamento della diagnostica cardiologica.

Tra gli interventi previsti figurava la sostituzione dell’attuale TAC con una strumentazione idonea all’esecuzione di Angio-TC coronariche, una metodica che consente di studiare le arterie coronarie attraverso immagini ottenute mediante tomografia computerizzata.

Nel settembre dello stesso anno l’azienda sanitaria aveva ribadito l’impegno, precisando che la nuova apparecchiatura sarebbe stata collegata attraverso un sistema di teleconsulto con la Fondazione Monasterio e l’Azienda ospedaliero-universitaria pisana.

Un modello pensato per integrare le possibilità diagnostiche del presidio piombinese con competenze specialistiche di riferimento.

Il progetto era stato nuovamente richiamato il 18 marzo 2026, quando l’Asl aveva comunicato che era in fase di attivazione il percorso per l’acquisizione dell’Angio-TC, indicandolo tra gli interventi destinati a rafforzare i servizi cardiologici delle Valli Etrusche.

Adesso, però, il Comune chiede un passaggio ulteriore: non soltanto la conferma dell’investimento, ma un calendario per la sua effettiva entrata in funzione.

Ferrari: «Un passo importante, ma non basta»

La richiesta non arriva senza precedenti.

Il sindaco Francesco Ferrari aveva già sollevato la questione durante l’incontro dell’8 luglio con i sindaci della Società della Salute Valli Etrusche e la direttrice generale Casani, nel quale era stato affrontato il futuro della Cardiologia a Piombino.

In quell’occasione aveva chiesto conferma della realizzazione dell’intervento.

Con la nuova lettera, l’amministrazione comunale vuole conoscere i tempi previsti per rendere operativa l’apparecchiatura. «Chiediamo alla Regione e all’Azienda USL di indicare tempi certi per rendere operativa questa dotazione», dichiara Ferrari.

Il sindaco sottolinea però che l’acquisizione della tecnologia non può rappresentare, da sola, la risposta a tutte le esigenze del territorio.

«È un passo importante, ma non esaurisce le necessità della cardiologia a Piombino. Servono ulteriori investimenti per dare risposte adeguate ai bisogni del territorio e garantire ai cittadini della Val di Cornia pari opportunità di accesso alle cure. È su questo obiettivo che continueremo a chiedere impegni concreti».

Che cosa cambierebbe con l’Angio-TC coronarica

L’Angio-TC coronarica è un esame diagnostico che permette di visualizzare le arterie coronarie senza ricorrere a un cateterismo arterioso, utilizzando una tomografia computerizzata e, generalmente, un mezzo di contrasto.

Può essere utile, in pazienti selezionati sulla base della valutazione clinica, per approfondire il sospetto di malattia coronarica e individuare eventuali restringimenti dei vasi che portano sangue al cuore.

Non sostituisce però tutte le procedure cardiologiche e, in particolare, non equivale a una sala di emodinamica, dove vengono eseguite procedure invasive come la coronarografia e l’angioplastica.

Si tratta quindi di un potenziamento della diagnostica, non della possibilità di trattare localmente ogni emergenza cardiologica.

Per Villamarina rappresenterebbe comunque una risorsa ulteriore, capace di ampliare le prestazioni disponibili e di rafforzare il collegamento con i centri specialistici della rete sanitaria.

Ed è proprio su questo aspetto che insiste anche il Comune, che considera la disponibilità della nuova tecnologia un elemento potenzialmente importante per rendere il presidio più attrattivo agli occhi dei professionisti.

Il problema dei cardiologi e le difficoltà delle assunzioni

La richiesta sull’Angio-TC si inserisce in una vicenda più ampia, che riguarda il personale e l’organizzazione della Cardiologia di Piombino.

All’inizio del 2026 l’Asl aveva avviato un concorso specifico, nell’ambito del progetto Start Smart, per favorire il reclutamento di nuovi cardiologi destinati anche a Villamarina.

Il 3 febbraio l’azienda aveva comunicato che sei candidati avevano espresso una preferenza per Piombino.

Ma il 18 marzo era arrivata una precisazione importante: i primi due candidati utilmente collocati avevano rinunciato all’incarico, rendendo necessario lo scorrimento della graduatoria per individuare altri professionisti disponibili.

Una difficoltà che aveva riportato al centro del dibattito la capacità dell’ospedale piombinese di attrarre e trattenere personale medico.

Nello stesso comunicato di marzo, l’Asl aveva annunciato anche l’avvio delle procedure per due incarichi di direzione di unità semplice, uno a Cecina e uno a Piombino, nell’ambito del rafforzamento delle attività cardiologiche.

La disponibilità di apparecchiature moderne, la presenza di professionisti e la definizione delle funzioni del servizio sono quindi aspetti strettamente collegati, anche se non possono essere considerati automaticamente risolti attraverso un singolo investimento tecnologico.

La Cardiologia di Villamarina e il futuro della rete sanitaria

Da tempo la situazione della Cardiologia di Villamarina rappresenta uno dei temi più discussi della sanità della Val di Cornia.

L’Asl ha più volte sostenuto che l’organizzazione delle cure cardiologiche deve essere valutata all’interno della rete aziendale e regionale, attraverso percorsi condivisi tra ospedali e servizi dell’emergenza.

Un’organizzazione che, secondo l’azienda sanitaria, consente di indirizzare i pazienti verso le strutture più appropriate in relazione alla gravità e alle caratteristiche della patologia.

Dal territorio, invece, sono arrivate nel tempo preoccupazioni sulla disponibilità dei professionisti, sulla continuità delle attività e sul mantenimento di un’offerta specialistica adeguata a Piombino.

La questione è particolarmente importante per un’area che comprende non soltanto la città, ma anche i comuni della Val di Cornia, con una popolazione caratterizzata da una significativa presenza di anziani e da bisogni assistenziali che richiedono risposte accessibili.

Ed è in questo contesto che l’Angio-TC assume un significato che va oltre la singola apparecchiatura.

La domanda non riguarda soltanto l’acquisto di una macchina, ma quali prestazioni potranno essere effettivamente garantite a Villamarina e con quali professionisti.

Un investimento annunciato, ora servono tempi verificabili

La lettera del Comune riporta quindi la discussione su un terreno concreto. L’investimento è stato annunciato dall’Asl, confermato nel programma di potenziamento dell’ospedale e richiamato nuovamente nel marzo 2026.

Quello che ancora non emerge dalle comunicazioni pubbliche esaminate è una data certa per la piena operatività della nuova dotazione.

Non significa che l’intervento sia stato cancellato o che la procedura di acquisizione sia necessariamente ferma. Significa che, almeno sulla base delle informazioni rese note, non è ancora possibile individuare un calendario definitivo.

Per questo il Comune ha deciso di rivolgersi direttamente all’assessora regionale e alla direzione dell’Asl. La risposta sarà importante anche per comprendere se il potenziamento diagnostico verrà accompagnato da un rafforzamento del personale e da una definizione più precisa delle attività cardiologiche che Villamarina potrà assicurare.

Perché, dopo oltre un anno di annunci, la questione che interessa i cittadini della Val di Cornia è sapere quando potranno effettivamente usufruire del servizio promesso.

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