PIOMBINO. La bonifica dell’area Città Futura continua a essere in ritardo. A sollevare nuovamente la questione sono Piombino Domani e Avs Sinistra Italiana, che nei mesi scorsi hanno presentato un’interpellanza in consiglio comunale per chiedere chiarimenti sullo stato di avanzamento dell’intervento. Al centro della contestazione ci sono le tempistiche del procedimento, che secondo i firmatari sono ormai lontane dagli impegni annunciati dall’amministrazione nel 2021.
All’epoca, ricostruiscono i due gruppi, l’allora assessora all’ambiente aveva annunciato l’approvazione di una nuova variante al progetto di bonifica e la conclusione dell’iter entro tre anni, quindi nei primi mesi del 2024. A distanza di cinque anni da quell’annuncio, il procedimento non è ancora arrivato a conclusione e l’ultimo aggiornamento indica un ulteriore slittamento dei tempi.
Dal Ministero la richiesta di modifiche, incarico affidato nel 2026
La risposta all’interpellanza è arrivata dall’assessora all’ambiente Rossana Bacci il 5 agosto ed è stata discussa in Consiglio comunale lunedì 28 settembre.
Secondo quanto riferito dall’assessora, nel dicembre 2024 il Ministero dell’Ambiente aveva comunicato che la variante approvata dal Comune non era approvabile, annunciando l’apertura di un tavolo tecnico di confronto.
L’incarico per adeguare e integrare il progetto è stato affidato dal Comune soltanto alla fine di giugno 2026, circa un anno e mezzo dopo la comunicazione ministeriale. L’intervento progettuale dovrà consentire di collegare la gestione delle acque di falda dell’area Città Futura all’impianto realizzato per la restante parte del Sito di interesse nazionale (Sin) di Piombino.
È proprio l’intervallo tra la richiesta del Ministero e l’affidamento dell’incarico a essere contestato da Piombino Domani e Avs Sinistra Italiana. Nella risposta scritta, spiegano i gruppi, si fa riferimento a generiche «interlocuzioni formali», senza chiarire quali attività siano state svolte concretamente in quei diciotto mesi e perché sia stato necessario tanto tempo per arrivare a un incarico operativo.
Nuovo rinvio: progetto atteso entro novembre
Un altro elemento critico riguarda le scadenze per la consegna delle integrazioni progettuali. Nella risposta dell’assessora era indicato che la documentazione sarebbe stata trasmessa al Ministero tra la fine di agosto e i primi giorni di settembre 2026. Questa tempistica, secondo quanto riferito nell’interpellanza, non sarà rispettata. La ditta incaricata della progettazione avrebbe infatti comunicato di non essere in grado di completare il lavoro prima della fine di novembre.
Si tratta di un ulteriore slittamento che, secondo i firmatari, si aggiunge a una vicenda già caratterizzata da anni di rinvii. Piombino Domani e Avs Sinistra Italiana sottolineano inoltre che il nuovo aggiornamento sui tempi non sarebbe stato comunicato al Consiglio comunale prima delle richieste avanzate attraverso l’interpellanza.
«I ritardi non dipendono soltanto dal Ministero»
Nel corso della discussione in aula, Piombino Domani ha contestato anche l’affermazione contenuta nella risposta dell’assessora, secondo cui le cause dei ritardi «prescindono dalla volontà e dalle competenze di questa Amministrazione comunale».
Per i firmatari dell’interpellanza, infatti, se da una parte esistono i tempi legati alle procedure ministeriali, dall’altra c’è il periodo compreso tra la fine del 2024 e la metà del 2026, durante il quale il Comune avrebbe dovuto tradurre le richieste di modifica in un incarico concreto.
La questione, sottolineano i gruppi, riguarda un’area a ridosso del centro abitato, il cui recupero è importante per restituire alla città uno spazio oggi ancora inutilizzabile e per fare chiarezza sui tempi del risanamento ambientale.
«Le risorse ci sono, servono tempi certi»
Nella loro ricostruzione, Piombino Domani e Avs Sinistra Italiana evidenziano anche un altro elemento: secondo quanto dichiarato dalla stessa amministrazione, le risorse economiche destinate all’intervento sarebbero «pienamente disponibili e assolutamente capienti».
Una disponibilità finanziaria che, secondo i firmatari, rende necessario accelerare i prossimi passaggi e garantire maggiore trasparenza sullo stato della procedura. Per questo, attraverso l’interpellanza, è stato chiesto al Comune di riferire tempestivamente su ogni scostamento rispetto alle scadenze annunciate e di aggiornare il Consiglio comunale almeno ogni tre mesi sull’avanzamento della bonifica, fino alla conclusione dell’iter.
La richiesta, concludono Piombino Domani e Avs Sinistra Italiana, è quella di superare le rassicurazioni generiche e indicare tempi verificabili per il completamento dell’intervento. A cinque anni dall’impegno assunto nel 2021 e con la nuova scadenza fissata a fine novembre per le integrazioni progettuali, il futuro dell’area Città Futura resta legato ai prossimi passaggi tecnici e amministrativi.