PIOMBINO. Allarme per il mare antistante il porto di Piombino, dove i pescatori di alcuni pescherecci hanno notato la comparsa di schiume oleose e dense dalla consistenza anomala.
L’inquietante fenomeno ha subito sollevato il timore di un possibile collegamento con le attività del rigassificatore, una presenza che continua a generare dibattito e attenzione sul territorio.
Le segnalazioni sono state prontamente inoltrate alla Guardia costiera, che è intervenuta per effettuare i controlli del caso.
Rigassificatore escluso
Le indagini sono ancora in corso ma a seguito degli accertamenti preliminari, le autorità hanno smentito con decisione l’ipotesi che le schiume anomale siano riconducibili al rigassificatore.
La Guardia Costiera ha fatto sapere che le indagini serviranno a definire con esattezza l’origine del problema, ma la causa più probabile è lo sversamento di una tubatura collegata a terra. Il rigassificatore è dunque da escludere come fonte dell’inquinamento.
La gestione delle acque del rigassificatore resta sotto la costante vigilanza di Arpat (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Toscana), che effettua periodicamente analisi specifiche per garantire la salubrità del mare in conformità con i limiti di legge.
Non ci sono stati, al momento, casi particolari di sforamento.
Snam: «Nostri controlli continui»
Snam ha ribadito il suo costante impegno per la salvaguardia dell’ambiente e della salute pubblica come parte integrante delle proprie attività.
Il progetto del rigassificatore a Piombino è «accompagnato da un rigoroso piano di controlli e monitoraggi preventivi e successivi, volti a minimizzare gli impatti e a rispettare la biodiversità locale».
L’azienda sottolinea che l’impatto ambientale dell’opera, in particolare per quanto riguarda le emissioni in atmosfera (ossidi di azoto e polveri), è significativamente inferiore ai limiti di legge, come dimostrato anche dalle centraline di controllo installate in collaborazione con l’Asl per il monitoraggio del territorio.
A sostegno di questa linea, le simulazioni effettuate dall’Università degli Studi di Genova hanno concluso che non sono emersi effetti significativi tali da incidere negativamente sull’ecosistema marino, sulle attività di allevamento e di pesca, né tantomeno sulla vocazione turistica della città.
La collaborazione con le istituzioni locali e il supporto di istituti scientifici e di ricerca, attuata sia prima che dopo la realizzazione dell’opera, è la garanzia di Snam per la sicurezza del territorio e della salute delle persone.