PIOMBINO. Ormai da giorni, dal 14 luglio scorso, vive, accampata in un androne di un palazzo in via Giusti, una famiglia con due figli minorenni.
Il Comune di Piombino sta monitorando la situazione e cerca una possibile soluzione per la giovane coppia straniera.
In nove in una casa
Avevano un contratto d’affitto, trecento euro al mese per una stanza, una sistemazione in cui la famiglia composta da due adulti e due figli si è adeguata, per cinque anni e sette mesi. Con loro, in quella casa abitavano altre nove persone.
Tutto procedeva con regolarità ormai da tempo, fino a che un giorno sono stati mandati via senza l’ordinaria procedura, senza una procedura esecutiva, senza sapere dove altro andare.
Un giorno, dopo essere usciti per andare a lavoro, sono tornati a casa e la serratura non era più quella di prima.
Si sono sistemati alla fine delle scale, altro posto dove andare non lo avevano. Che non si può fare la coppia lo sa bene, ma con due figli tutto si complica, anche trovare un’altra sistemazione di punto in bianco.
Un accampamento alla rinfusa, quello da loro ideato, un paio di lenzuoli messi a mo’ di tenda, un piccolo letto per dormire, un mobiletto per mettere quelle due o tre cose e un fornellino per cucinare un piatto di pasta.
I condomini si dividono tra coloro che provano ad aiutare la coppia e quelli che invece querelano, tra cui l’amministratrice del condominio, l’avvocatessa Monica Bartolini, preoccupata per i pericoli oggettivi di sicurezza e anche perché un accampamento del genere crea una situazione di degrado che può far insorgere ulteriori tensioni tra i condomini.
Ceccarelli: «Il massimo che potremmo fare è attivare i Pua»
Un degrado di cui il Comune è a conoscenza e di cui in questi giorni si sta preoccupando per poter risolvere.
«La coppia non è italiana e non è residente nel Comune di Piombino – spiega l’assessore Vittorio Ceccarelli -. Ciò costituisce già un problema anche per voler dare una mano a queste persone. Se fossero stati residenti in loco avremmo già potuto procedere, magari con una sistemazione in hotel a spese del Comune come in alcune situazioni facciamo, in questo specifico caso però non è possibile. Tuttavia la famiglia ha due figli minorenni e ed è in regola sul territorio italiano, per cui quello che possiamo fare al massimo è attivare il Pua, avvalendoci anche dei servizi sociali. Al momento stiamo attenzionando la situazione».
Cos’è il Pua
Il PUA, punto unico di accesso, è un servizio sociale che si rivolge ai cittadini che stanno affrontando una grave situazione di problematicità sociale e/o sanitaria e che per tale motivo necessitano di una presa in carico integrata.
Le funzioni principali del PUA sono quelle di accogliere i cittadini che hanno bisogno, valutare le loro necessità e i servizi disponibili sul territorio compatibili con le loro esigenze, monitorando periodicamente la situazione sociale e sanitaria dell’utente che ne ha fatto richiesta e gli esiti dei servizi offerti. Ciò comporta un eventuale rivalutazione del piano assistenziale nel corso del tempo.