VENTURINA TERME. Ci sono segreti nascosti nel nostro cervello che la scienza sta cercando di svelare da decenni. Meccanismi invisibili, molecole capaci di proteggere i neuroni, processi che ci permettono di ricordare, imparare, provare emozioni e adattarci ai cambiamenti della vita. Un universo straordinario, ancora in gran parte inesplorato, che adesso conquista anche il grande schermo.
A raccontarlo è Barbara Bernardini, regista di Venturina Terme e divulgatrice scientifica, che con il documentario “The Brain Keepers” ha conquistato la menzione d’onore nella categoria Best Documentary al RAW Science Film Festival di New York. Il riconoscimento è stato assegnato venerdì 6 novembre, durante la cerimonia conclusiva ospitata in uno dei luoghi simbolo della cultura mondiale, la New York Public Library.
Un risultato prestigioso per un film che riesce a trasformare una materia complessa come le neuroscienze in un racconto coinvolgente, capace di incuriosire anche chi non ha mai aperto un libro di biologia.

I custodi invisibili del nostro cervello
Tutto comincia da una scoperta che ha cambiato la storia della medicina. Oltre settant’anni fa Rita Levi-Montalcini e Stanley Cohen individuarono il Nerve Growth Factor, conosciuto come NGF, una proteina fondamentale per la crescita e la sopravvivenza delle cellule nervose.
Fu l’inizio di una rivoluzione scientifica. Da quella scoperta sono emerse altre molecole, chiamate neurotrofine, che svolgono un ruolo essenziale nello sviluppo e nel funzionamento del sistema nervoso.
Sono proprio loro i protagonisti del documentario. Custodi silenziosi che accompagnano il cervello durante tutta la nostra esistenza, aiutandolo a formarsi, sopravvivere, modificarsi e rispondere alle esperienze.
Da qui nasce il titolo The Brain Keepers, letteralmente I custodi del cervello.
E da qui prende forma un viaggio che attraversa laboratori, ricerche e scoperte, mostrando quanto ancora ci sia da comprendere dell’organo più complesso e misterioso del corpo umano.
Dalla memoria alle malattie neurodegenerative: le nuove frontiere della ricerca
Il documentario, della durata di 50 minuti, accompagna lo spettatore tra Stati Uniti ed Europa, entrando nel mondo degli scienziati che studiano le straordinarie potenzialità delle neurotrofine.
Le domande alle quali cercano di rispondere riguardano tutti noi. Come funziona la memoria? Perché il cervello reagisce in modo diverso allo stress? Quali meccanismi entrano in gioco nell’ansia e nella depressione? E soprattutto, queste molecole potranno un giorno aiutarci a contrastare alcune delle malattie neurologiche più difficili da affrontare?
Le ricerche stanno esplorando possibili applicazioni nello studio dell’Alzheimer, del Parkinson, della sclerosi multipla, della sclerosi laterale amiotrofica (SLA) e della malattia di Huntington, oltre che dei traumi cerebrali.
Non si tratta di cure già disponibili, ma di un campo di ricerca che potrebbe aprire prospettive importanti per la diagnosi e il trattamento di queste patologie.
È proprio questa la forza del racconto: mostrare come una scoperta scientifica possa attraversare le generazioni, alimentare nuove intuizioni e avvicinare la medicina a risposte che oggi ancora non possiede.
Un film che conquista i festival internazionali
Il riconoscimento ottenuto a New York è soltanto uno dei successi raccolti da The Brain Keepers, realizzato da Oneframe Creative Science Communication, la società fondata dalla stessa Bernardini.
Il documentario ha infatti conquistato anche il premio Best of Show nella sezione Health al Documentaries Without Borders International Film Festival, oltre a essere stato selezionato da altri tre festival internazionali.
In Italia è stato presentato in anteprima a BergamoScienza, uno degli appuntamenti dedicati alla divulgazione scientifica, e adesso prosegue il proprio percorso di distribuzione in Italia e all’estero.
Un viaggio che dimostra come la ricerca possa diventare anche cinema, trasformando scoperte e interrogativi scientifici in storie capaci di emozionare e accendere la curiosità.
La proiezione l’11 novembre a Pisa
La proiezione del film in Italia è in programma all’Università di Pisa in esclusiva mercoledì 11 novembre 2026 alle ore 18 in aula magna Pontecorvo (Polo Fibonacci), Largo Bruno Pontecorvo 3, accesso libero senza prenotazione e fino ad esaurimento dei posti disponibili.
Il film dura 50′ ed è in inglese con sottotitoli in italiano.
Chi è Barbara Bernardini, dalla Toscana a Superquark e Noos
Dietro la macchina da presa c’è una professionista che alla divulgazione scientifica ha dedicato gran parte della propria vita.
Barbara Bernardini, di Venturina Terme, ha studiato all’Università di Pisa, dove ha conseguito il dottorato in Biologia, e da oltre 25 anni lavora nel mondo della televisione e del cinema.
Nel suo percorso professionale c’è anche una delle esperienze più importanti della divulgazione italiana: Superquark, la storica trasmissione di Piero Angela, della quale è stata autrice. Oggi collabora con Alberto Angela per Noos, il programma che continua a raccontare la scienza al grande pubblico.
Nel 2022 ha fondato Oneframe Creative Science Communication, una realtà specializzata nel raccontare la scienza attraverso i linguaggi contemporanei, dalla televisione alle piattaforme digitali.
L’obiettivo non è soltanto rendere accessibili argomenti complessi, ma trasmettere la passione per la conoscenza alle nuove generazioni, avvicinando ragazze e ragazzi alla ricerca e alle discipline scientifiche.
Con The Brain Keepers questa missione trova una nuova espressione. Perché il cervello, con i suoi miliardi di neuroni e i suoi meccanismi ancora misteriosi, continua a essere una delle più grandi sfide della scienza.
E forse il fascino di questo documentario sta proprio qui: raccontare quanto abbiamo scoperto, ma soprattutto quanto ancora ci resta da capire di ciò che ci rende umani.