GROSSETO – VAL DI CORNIA. L’inverno deve ancora entrare nel vivo, ma per le famiglie della Maremma e della Val di Cornia è già arrivata una brutta notizia. Le bollette della luce tornano a correre e, secondo le ultime previsioni, negli ultimi due mesi del 2026 potrebbero aumentare di quasi il 51% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Un rincaro che rischia di farsi sentire proprio quando le giornate si accorciano, le temperature scendono e nelle case aumentano i consumi di energia.
A lanciare l’allarme è Facile.it, che il 6 novembre ha aggiornato le proprie simulazioni sulla base dell’andamento dei prezzi dell’elettricità. Il risultato, per una famiglia tipo con una tariffa indicizzata, è una spesa nazionale prevista di 175 euro tra novembre e dicembre, circa 59 euro in più rispetto allo stesso bimestre del 2025.
Ma quanto significa tutto questo per chi vive a Grosseto, a Follonica, sull’Amiata oppure a Piombino, Campiglia Marittima, San Vincenzo, Suvereto, Sassetta e Castagneto Carducci?
Incrociando le nuove previsioni nazionali con le spese elettriche provinciali rilevate nel 2025, è possibile elaborare una simulazione territoriale: circa 170 euro per una famiglia della provincia di Grosseto e 165 euro per una della provincia di Livorno, considerando i due mesi insieme.
Non sono importi uguali per tutti, né cifre già fatturate. Sono proiezioni basate sui consumi e sulla spesa media di riferimento, che servono però a comprendere la dimensione del nuovo rincaro.
Grosseto, quasi 60 euro in più in appena due mesi
In provincia di Grosseto la spesa elettrica media annua stimata nel 2025 era stata di 718 euro. Utilizzando questo dato come riferimento per adattare al territorio la nuova previsione nazionale, il conto per novembre e dicembre 2026 potrebbe arrivare a circa 170 euro.
Di questi, circa 82 euro riguarderebbero novembre e 89 euro dicembre. Rispetto allo stesso bimestre dell’anno precedente, l’aumento stimato sarebbe di circa 57 euro.
Per una famiglia significa ritrovarsi a spendere in due mesi una cifra sensibilmente superiore a quella dell’anno scorso, senza necessariamente aver cambiato le proprie abitudini.
Il dato riguarda l’intera provincia, ma è evidente che le situazioni possono essere molto diverse. Chi vive a Grosseto o lungo la costa non affronta necessariamente gli stessi consumi di chi abita a Castel del Piano, Santa Fiora, Arcidosso o negli altri centri dell’Amiata. E se per l’elettricità contano soprattutto il numero di persone, gli elettrodomestici e le abitudini domestiche, con l’arrivo del freddo diventa determinante anche il sistema utilizzato per riscaldare la casa.
Soprattutto quando il riscaldamento è affidato a pompe di calore o altri apparecchi elettrici, il peso dei consumi invernali può diventare importante.
Val di Cornia, il conto potrebbe arrivare a 165 euro
La situazione non è molto diversa nella provincia di Livorno, che comprende anche Piombino, Campiglia Marittima, San Vincenzo, Suvereto, Sassetta e Castagneto Carducci.
Qui la spesa media annua per l’elettricità rilevata nel 2025 era stata di 697 euro, leggermente inferiore a quella grossetana. Applicando lo stesso criterio di simulazione, il costo previsto per il bimestre novembre-dicembre 2026 arriva a circa 165 euro, dei quali 79 a novembre e 86 a dicembre.
L’incremento rispetto al 2025 sarebbe di circa 56 euro.
È importante precisare che questi dati rappresentano una proiezione costruita sulla media provinciale livornese e non una rilevazione specifica per i singoli Comuni. Le differenze nei consumi, nelle caratteristiche delle abitazioni e nei contratti sottoscritti possono modificare anche sensibilmente il risultato.
In una casa di Sassetta o Suvereto, ad esempio, le esigenze di riscaldamento possono essere differenti da quelle di un’abitazione sulla costa, mentre nelle famiglie che utilizzano stufe a pellet, impianti a gas o pompe di calore cambia anche il modo in cui la spesa energetica viene distribuita tra le diverse fonti.
Non soltanto la luce: anche il gas pesa sul bilancio familiare
Il problema, naturalmente, non si esaurisce con l’elettricità. Per moltissime famiglie il costo più impegnativo dell’inverno continua a essere quello del gas, soprattutto nelle abitazioni dove viene utilizzato per riscaldare gli ambienti e produrre acqua calda.
Già a settembre un’altra indagine di Facile.it aveva previsto rincari significativi per il periodo compreso tra settembre e dicembre 2026, considerando insieme luce e gas.
In provincia di Grosseto la spesa complessiva stimata era di 883 euro, con un aumento del 36,4% rispetto allo stesso quadrimestre del 2025. Nella provincia di Livorno, invece, la previsione era di 806 euro, il 35,6% in più.
Tradotto in denaro, significava circa 236 euro di spesa aggiuntiva per una famiglia grossetana e 212 euro per una livornese nel giro di quattro mesi.
Queste previsioni, elaborate utilizzando le quotazioni energetiche disponibili alla fine di agosto, non devono essere confuse con l’aggiornamento del 6 novembre, che riguarda soltanto la bolletta elettrica nel bimestre conclusivo dell’anno. I due aumenti, dunque, non possono essere sommati.
Resta però un elemento comune: il costo dell’energia continua a essere una delle spese più difficili da programmare per le famiglie.
Cinque anni sulle montagne russe: quanto abbiamo pagato dal 2022
Per capire perché ogni nuovo aumento susciti tanta preoccupazione, basta guardare a quanto è successo negli ultimi anni.
Il 2022, segnato dalla crisi energetica europea e dalle conseguenze della guerra in Ucraina, fu l’anno delle bollette record. Secondo le rilevazioni pubblicate allora da Facile.it, una famiglia della provincia di Grosseto arrivò a spendere in media 1.274 euro per l’elettricità e 1.014 euro per il gas, per un totale di 2.288 euro.
In provincia di Livorno il conto risultò persino più pesante: 1.329 euro per la luce e 1.160 euro per il gas, complessivamente 2.489 euro.
Nel 2023 arrivò una consistente discesa delle stime, calcolate però utilizzando le tariffe di tutela. Per Grosseto la spesa annua di riferimento fu di 1.456 euro tra luce e gas, mentre per Livorno si attestò a 1.374 euro.
Il 2024 segnò una nuova risalita: 1.991 euro in provincia di Grosseto e 1.888 euro in quella di Livorno. Nel 2025, invece, le rilevazioni sul mercato libero indicizzato mostrarono un parziale alleggerimento, con una spesa complessiva stimata di 1.891 euro per Grosseto e 1.738 euro per Livorno.
| Anno | Grosseto | Livorno |
|---|---|---|
| 2022 | 2.288 € | 2.489 € |
| 2023 | 1.456 € | 1.374 € |
| 2024 | 1.991 € | 1.888 € |
| 2025 | 1.891 € | 1.738 € |
Le cifre rappresentano la somma delle spese annue stimate per elettricità e gas. Le indagini utilizzano però metodologie e riferimenti tariffari differenti, per cui il confronto serve a ricostruire l’andamento generale della spesa, non a misurare esattamente la variazione delle tariffe nel corso degli anni.
Il quadro che emerge è comunque evidente: dopo l’impennata del 2022 le bollette sono diminuite, ma non hanno smesso di rappresentare una voce importante del bilancio familiare. E adesso le nuove previsioni per la fine del 2026 riportano in primo piano il rischio di altri rincari.
Chi rischia di pagare di più
L’aumento previsto del 51% non riguarda indistintamente tutte le famiglie. La simulazione nazionale prende come riferimento un’utenza con un consumo annuo di 2.000 kilowattora e una tariffa indicizzata del mercato libero.
Questo significa che chi ha sottoscritto un contratto a prezzo fisso non subirà automaticamente lo stesso aumento della componente energia, almeno finché resteranno valide le condizioni economiche concordate con il fornitore.
Per chi ha invece una tariffa indicizzata, il prezzo segue l’andamento dei mercati e può cambiare anche sensibilmente da un mese all’altro.
A incidere sulla spesa finale sono poi il numero di componenti della famiglia, la quantità di energia consumata, le caratteristiche dell’abitazione e la presenza di apparecchi particolarmente energivori.
Un nucleo che utilizza abitualmente il forno elettrico, l’asciugatrice, il climatizzatore per riscaldare gli ambienti o una pompa di calore potrebbe quindi ritrovarsi con un conto ben diverso da quello di una famiglia con consumi più contenuti.
Le imprese tra caro energia e costi di gestione
L’aumento dell’energia preoccupa anche il mondo delle imprese. Per negozi, ristoranti, alberghi, laboratori artigiani e attività commerciali, la bolletta rappresenta un costo che può incidere pesantemente sui margini, soprattutto nei mesi in cui i ricavi diminuiscono.
È un problema particolarmente sentito in territori come la Maremma e la Val di Cornia, dove alle attività turistiche e commerciali si affiancano aziende agricole, imprese di trasformazione e, nel Piombinese, un comparto industriale per il quale il prezzo dell’energia costituisce un fattore importante di competitività.
Le simulazioni elaborate per le famiglie non possono essere trasferite direttamente alle imprese, che hanno contratti, consumi e condizioni economiche differenti. Ma la pressione sui mercati energetici rappresenta comunque un elemento di incertezza per chi deve pianificare le spese dei prossimi mesi.
Come difendersi dai rincari
Di fronte a una situazione così instabile, la prima cosa da fare è verificare il proprio contratto. Molti consumatori non sanno con precisione se stanno pagando l’energia a prezzo fisso oppure indicizzato e quali siano le condizioni economiche applicate dal fornitore.
Confrontare le offerte disponibili, controllare i consumi effettivi e valutare la convenienza dei diversi sistemi di riscaldamento può aiutare a contenere la spesa.
Per chi ne possiede i requisiti economici, inoltre, resta importante verificare l’accesso ai bonus sociali per luce e gas.
Nessuna di queste soluzioni, da sola, può eliminare gli effetti delle oscillazioni dei mercati. Ma conoscere i propri consumi e le condizioni contrattuali permette almeno di affrontare gli aumenti con maggiore consapevolezza.
Perché dopo cinque anni di bollette sulle montagne russe, il problema per le famiglie della Maremma e della Val di Cornia non è soltanto quanto costerà l’energia questo inverno, ma quanto sarà possibile prevedere di spendere nei mesi successivi.