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Venturina Calcio, l’asd che insegna il rispetto: i ragazzi puliscono gli spogliatoi dopo le partite

Dalla Prima squadra agli Esordienti, il progetto «Spogliatoi puliti» del Venturina Calcio insegna ai ragazzi il rispetto, la responsabilità e il valore dello stare insieme
Gli spogliatoi puliti dopo la gara

VENTURINA TERME. La partita è finita, il risultato è ormai scritto e i giocatori sono pronti per tornare a casa. Ma prima di lasciare il campo c’è ancora qualcosa da fare: raccogliere quello che è rimasto negli spogliatoi, pulire e rimettere tutto in ordine, per rispetto di chi li ha ospitati e di chi arriverà dopo. Un gesto semplice, che può sembrare scontato, ma che racchiude una lezione importante, soprattutto quando a compierlo sono bambini e ragazzi.

È questo lo spirito di «Spogliatoi Puliti», l’iniziativa promossa dall’Asd Venturina Calcio che, dopo essere stata sperimentata nelle passate stagioni con la Prima Squadra, quest’anno coinvolge anche altri gruppi nell’ambito del progetto educativo «Oltre il risultato».

Lo scorso fine settimana, al termine delle rispettive partite in trasferta, i giocatori della Prima Squadra, degli Allievi B Regionali e degli Esordienti hanno pulito autonomamente gli spogliatoi, lasciandoli nelle stesse condizioni in cui li avevano trovati.

«È un piccolo gesto di civiltà, di educazione sportiva e di rispetto», sottolinea la società, che vuole trasformare questa buona abitudine in un insegnamento capace di accompagnare gli atleti anche nella vita quotidiana.

Non conta soltanto vincere: lo sport è una scuola di vita

Simone Poli, presidente Asd Venturina Calcio

Dietro l’iniziativa c’è una precisa idea di sport, sostenuta dal presidente dell’Asd Venturina Calcio, Simone Poli, che mette al centro del lavoro della società non soltanto la preparazione atletica e i risultati agonistici, ma soprattutto il percorso di crescita dei ragazzi.

Per Poli, infatti, il calcio deve essere prima di tutto un gioco e un’occasione per imparare a stare insieme, rispettare le regole, gli avversari, i compagni di squadra e gli ambienti che si frequentano. La disciplina non deve essere vissuta soltanto come un insieme di obblighi, ma come un valore da comprendere e condividere, che aiuta i giovani a diventare più responsabili e consapevoli.

In questa prospettiva, anche pulire uno spogliatoio diventa un momento educativo. Non è semplicemente una questione di ordine o di buona educazione, ma un modo per insegnare che far parte di una squadra significa assumersi delle responsabilità, anche quando l’arbitro ha fischiato la fine della partita e non c’è più un pallone da rincorrere.

Il progetto «Oltre il risultato» nasce proprio dalla volontà di dare valore a questi comportamenti, facendo capire ai ragazzi che una vittoria sportiva non si misura esclusivamente attraverso i gol segnati o i punti conquistati in classifica.

Il valore di una merenda insieme

Ma l’educazione sportiva passa anche attraverso il divertimento, l’amicizia e quei momenti di condivisione che spesso restano tra i ricordi più belli di chi cresce praticando uno sport.

È un altro aspetto sul quale insiste il presidente Poli: l’importanza di creare occasioni di aggregazione e socializzazione, nelle quali bambini e ragazzi possano stare insieme senza la pressione della competizione.

Anche una semplice merenda condivisa diventa così parte del percorso educativo della società. Un momento per conoscersi meglio, chiacchierare, ridere e rafforzare i rapporti che nascono durante gli allenamenti e le partite.

Perché una squadra non si costruisce soltanto sul terreno di gioco. Si costruisce anche attraverso le amicizie, il piacere di ritrovarsi, la partecipazione e il senso di appartenenza a un gruppo. E soprattutto attraverso la possibilità di vivere lo sport con leggerezza, senza dimenticare che per i più piccoli giocare deve significare anche divertirsi.

Un insegnamento che va oltre il campo

Con «Spogliatoi Puliti» l’Asd Venturina Calcio prova dunque a trasmettere un messaggio che riguarda non soltanto il calcio, ma il modo di vivere insieme agli altri.

«La società punta a far crescere giovani atleti capaci di rispettare le regole e gli impegni, ma anche di collaborare, aiutarsi e sentirsi parte di una comunità. L’obiettivo – sottolinea Poli – non è formare soltanto buoni calciatori, ma accompagnare bambini e ragazzi nella loro crescita personale, dando allo sport quella funzione educativa e sociale che rappresenta uno dei suoi valori più importanti».

E forse la lezione più bella di questo progetto sta proprio in quelle porte degli spogliatoi che si chiudono dopo una trasferta, lasciando tutto pulito e in ordine. Perché il risultato della partita, con il tempo, può anche essere dimenticato. Il rispetto per gli altri, invece, è qualcosa che vale la pena portarsi dietro per tutta la vita.

 

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