Niccolò, l’ultimo abbraccio a Donoratico: due comunità unite per salutare il giovane pizzaiolo | MaremmaOggi Skip to content

Niccolò, l’ultimo abbraccio a Donoratico: due comunità unite per salutare il giovane pizzaiolo

Sabato 7 novembre alle 10 i funerali del 31enne morto in Thailandia. Castagneto e San Vincenzo accanto alla famiglia Patruno, conosciuta per il ristorante-pizzeria Da Martino. La raccolta fondi ha superato i 21mila euro
Niccolò Patruno

DONORATICO. L’appuntamento per salutare Niccolò Patruno è sabato 7 novembre alle 10, nella chiesa di Donoratico. Qui potranno ritrovarsi i familiari, gli amici cresciuti con lui e le tante persone che lo avevano conosciuto lavorando, entrando nella pizzeria di famiglia o condividendo una parte dei suoi 31 anni.

La sua morte in Thailandia ha unito nel dolore Castagneto Carducci e San Vincenzo: il territorio nel quale abitava e quello dove la sua famiglia ha costruito, attraverso il ristorante-pizzeria Da Martino, una storia di lavoro e di rapporti quotidiani. Legami diventati, nei giorni successivi alla tragedia, una rete di aiuto per i genitori e la sorella Yasmine.

Ora ci sono un giorno e un luogo per stare loro accanto e ricordare Niccolò, morto lontano da casa quando aveva ancora progetti da realizzare.

Il viaggio e la notizia che ha sconvolto gli amici

Niccolò era partito per trascorrere alcuni mesi in Thailandia. Un’esperienza all’estero che si è interrotta tragicamente: domenica 25 ottobre è stato trovato senza vita nella camera d’albergo dove alloggiava, pochi giorni prima del compleanno. Il 30 ottobre avrebbe compiuto 32 anni.

Appena saputo della tragedia, i familiari hanno raggiunto Bangkok per affrontare le procedure necessarie e organizzare il ritorno in Italia. Ad accompagnarli in quei giorni sono stati anche Rad e Badr El Aroui, amici di una vita di Niccolò, che hanno offerto sostegno e aiuto nei contatti con le autorità locali.

Niccolò è stato ucciso da un infarto mentre dormiva. 

La sua vita tra Donoratico e la cucina di Da Martino

Il lavoro nella ristorazione faceva parte della sua storia fin dall’infanzia. Niccolò era cresciuto nell’attività dei genitori e, nel tempo, aveva contribuito a farla evolvere, imparando a muoversi tra il forno e la cucina.

Pizzaiolo e cuoco, aveva sviluppato le proprie capacità attraverso la pratica e le esperienze compiute anche fuori dall’Italia. Il locale di famiglia era il luogo nel quale il lavoro si intrecciava con le conoscenze, le amicizie e le abitudini di chi tornava a sedersi a quei tavoli.

Gli amici ricordano soprattutto la sua allegria, la facilità con cui riusciva a farli ridere e l’entusiasmo con il quale parlava del futuro. Tra le sue passioni c’era anche l’Inter, seguita insieme al padre, con il quale andava allo stadio quando ne aveva l’occasione.

Oltre 21mila euro raccolti per aiutare la famiglia

Alla notizia della morte, il desiderio di fare qualcosa si è tradotto rapidamente in un’iniziativa concreta. Giulia Filippi, amica di Niccolò fin dai tempi della scuola, ha promosso su GoFundMe la raccolta Riportiamo Niccolò a casa, destinata a sostenere la famiglia nelle spese per il rientro e per l’ultimo saluto. 

Ad oggi, mercoledì 4 novembre, sono stati raccolti 21.646 euro grazie a 511 donazioni, con un obiettivo di 24mila euro.

Centinaia di contributi che raccontano la vicinanza ai Patruno. Alla raccolta si sono aggiunti messaggi, telefonate e gesti di sostegno, arrivati dalle due comunità e da chi aveva conosciuto Niccolò nel corso degli anni.

La campagna resta consultabile sulla pagina GoFundMe dedicata a Niccolò.

Sabato il saluto nella chiesa di Donoratico

La cerimonia di sabato 7 novembre alle 10 darà a tutti coloro che gli volevano bene la possibilità di condividere il ricordo e accompagnare la famiglia.

Dopo i giorni dell’attesa e delle pratiche affrontate a migliaia di chilometri dall’Italia, sarà Donoratico ad accogliere questo momento di raccoglimento. Insieme ai familiari ci saranno le persone che hanno conosciuto Niccolò da bambino, gli amici della scuola, i compagni di tante serate e chi lo ricorda al lavoro a San Vincenzo.

Due comunità che hanno già fatto sentire la propria presenza e che adesso si preparano all’ultimo abbraccio.

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