San Vincenzo, 382 litri di olio dagli olivi pubblici | MaremmaOggi Skip to content

Gli olivi dei giardini pubblici diventano olio: a San Vincenzo ne fanno 382 litri

Le olive raccolte da 350 piante nei giardini e nelle aree verdi comunali diventano l’Olio del Marinaio. E il Comune può ricevere una parte della produzione
Il frantoio e l’Olio del Marinaio

SAN VINCENZO. Sono lì, nei giardini e nelle aree verdi pubbliche, e probabilmente molti ci passano accanto ogni giorno senza immaginare che quelle piante possano nascondere una piccola ricchezza. E invece 350 olivi sparsi per San Vincenzo hanno prodotto quest’anno ben 382 litri di olio extravergine di oliva. Non un olio qualsiasi, ma un prodotto che porta anche nel nome l’identità della cittadina: si chiama Olio del Marinaio.

È una storia curiosa, perché dimostra che persino gli alberi che abbelliscono le strade e i giardini possono diventare una risorsa, senza perdere la loro funzione pubblica. E dietro quei 382 litri c’è un progetto che mette insieme la cura del verde, la produzione agricola e un beneficio per la collettività.

Un progetto avviato alla fine del 2024 dall’amministrazione comunale, con l’obiettivo di trasformare la manutenzione del patrimonio arboreo pubblico in un’opportunità ambientale, culturale e produttiva.

Un’iniziativa che consente di prendersi cura degli olivi presenti nelle aree comunali, recuperandone i frutti e ottenendo un prodotto del territorio, attraverso una collaborazione con un’azienda agricola locale.

Circa 350 olivi pubblici producono l’olio del Marinaio

Il progetto è stato formalizzato attraverso una procedura pubblica che ha portato a una concessione quinquennale all’azienda agricola Santissima Annunziata di Beatrice Massaza.

L’accordo prevede che l’azienda possa raccogliere le olive prodotte dalle piante presenti nelle aree pubbliche, occupandosi contemporaneamente della loro manutenzione agronomica secondo metodi rigorosamente biologici.

Un sistema che permette di valorizzare il patrimonio verde esistente e, allo stesso tempo, di garantirne la cura senza spese per le casse comunali relativamente agli interventi agronomici affidati all’azienda.

In cambio del diritto alla raccolta, infatti, l’azienda si occupa della potatura degli olivi, dei trattamenti fitosanitari, della pulizia delle aree interessate e della gestione dei residui delle lavorazioni.

Il Comune mantiene invece a proprio carico lo sfalcio dell’erba e mette a disposizione un’area in via Biserno destinata al deposito delle ramaglie.

La raccolta di quest’anno ha permesso di ottenere 382 litri di extravergine, dimostrando come anche le piante inserite nel verde urbano possano contribuire a una piccola produzione agricola locale.

Il sindaco Riccucci: «È l’olio di tutti i sanvincenzini»

L’Olio del Marinaio

Soddisfatto del risultato il sindaco Paolo Riccucci, che sottolinea il valore del progetto non soltanto dal punto di vista ambientale, ma anche per il legame che crea tra la comunità e il proprio territorio.

«Siamo davvero orgogliosi di questa intesa – ha sottolineato il sindaco – è un progetto che non solo tutela il nostro patrimonio pubblico, ma ci regala un olio autentico, l’olio di San Vincenzo e di tutti i sanvincenzini».

Riccucci ha voluto ringraziare anche l’azienda agricola che si occupa della manutenzione delle piante e della produzione.

«Desidero rivolgere un sentito ringraziamento all’azienda agricola Santissima Annunziata per la straordinaria cura e la grande attenzione con cui dedica ogni giorno passione e competenza alla manutenzione dei nostri olivi. Invito tutta la cittadinanza a scoprire e gustare questo meraviglioso prodotto della nostra terra».

Una parte dell’olio può tornare alla comunità

L’accordo tra il Comune e l’azienda agricola prevede anche un meccanismo attraverso il quale una parte del valore della produzione può essere restituita alla collettività.

Al termine della frangitura annuale, l’amministrazione comunale può richiedere il 10% dell’olio ottenuto, che viene confezionato ed etichettato dall’azienda agricola secondo le indicazioni del Comune. In alternativa, l’amministrazione può scegliere di ricevere beni di valore equivalente, come attrezzature o arredi destinati a un utilizzo pubblico.

Un’opportunità che aggiunge alla manutenzione del patrimonio arboreo anche un possibile beneficio diretto per la comunità, trasformando la produzione delle olive in una risorsa da reinvestire sul territorio.

Dalla raccolta delle olive alle visite per le scuole

Il progetto dell’Olio del Marinaio non si limita alla produzione alimentare e alla cura del verde pubblico.

La convenzione prevede infatti anche iniziative educative e sociali dedicate alla conoscenza dell’olivicoltura, con la possibilità di organizzare visite agli oliveti e al frantoio rivolte alle scuole e ai cittadini. Un modo per avvicinare le nuove generazioni alla cultura agricola, mostrando da vicino le diverse fasi della lavorazione delle olive e il percorso che porta dalla pianta alla produzione dell’olio extravergine.

L’iniziativa punta così a unire la valorizzazione del territorio con la trasmissione delle conoscenze e delle tradizioni legate a una delle produzioni più rappresentative della Toscana.

Dove si può assaggiare l’Olio del Marinaio

Chi desidera conoscere e degustare l’extravergine ottenuto dalle piante comunali di San Vincenzo può contattare direttamente l’azienda agricola Santissima Annunziata.

Un olio che nasce da un patrimonio pubblico, grazie a un progetto che dimostra come la gestione delle aree verdi possa andare oltre la semplice manutenzione. E che trasforma circa 350 olivi distribuiti per San Vincenzo in una piccola filiera produttiva, capace di raccontare il territorio attraverso uno dei suoi prodotti più tradizionali.

 

 

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