Porto di Piombino, nuova darsena e banchine ridisegnate | MaremmaOggi Skip to content

Il porto di Piombino cambia volto: nuova darsena e banchine spostate di 105 metri

Presentato il nuovo progetto per lo scalo, legato al rilancio del polo siderurgico. Previsti lo spostamento delle banchine di 105 metri, il recupero degli ex Parchi Minerali e nuovi spazi per la logistica. Ecco cosa cambia
Il porto di Piombino
Il porto di Piombino

PIOMBINO. Il porto di Piombino si prepara a cambiare volto. Una nuova darsena, banchine riposizionate, fondali adeguati alle esigenze delle navi e il recupero di aree strategiche per la logistica e l’industria. Non si tratta soltanto di modificare la geografia dello scalo, ma di ripensarne l’organizzazione in funzione del futuro del polo siderurgico.

L’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale ha presentato oggi, lunedì 26 ottobre, al Comitato di Gestione, una proposta di Adeguamento tecnico funzionale (Atf) del Piano regolatore portuale, destinata a modificare la configurazione di una parte importante del porto. L’obiettivo è rendere le infrastrutture più funzionali alle attività industriali e commerciali previste nei prossimi anni, evitando opere sovradimensionate rispetto alle effettive esigenze dei traffici.

Il progetto si inserisce nel percorso avviato con l’Accordo di Programma sul polo siderurgico sottoscritto nel febbraio 2025, che punta a collegare la messa in sicurezza ambientale, la riconversione industriale e lo sviluppo economico della città.

L’Autorità portuale è stata individuata come soggetto attuatore del commissario straordinario per le infrastrutture portuali.

Nasce la Darsena ovest, le banchine cambiano posizione

La trasformazione più evidente riguarda la Darsena nord e l’avamporto, dove il progetto prevede una diversa distribuzione degli spazi tra terra e mare. La Banchina ovest della Darsena nord sarà arretrata di 105 metri, mentre la Banchina nord verrà allungata della stessa misura.

È prevista anche una rotazione verso ovest, in senso antiorario, della Banchina nord ovest. Un intervento che cambierà la configurazione dello specchio acqueo e permetterà di realizzare una nuova infrastruttura, denominata Darsena ovest. In sostanza, una parte delle superfici oggi previste a terra nella pianificazione verrà ridimensionata per lasciare maggiore spazio all’acqua e alle manovre delle navi.

La scelta consentirà di adattare la forma del porto alle esigenze operative previste, razionalizzando l’utilizzo delle banchine. Un altro elemento riguarda il pontile esistente Lusid: il lato est resterà esterno all’area del terminal, mantenendo la propria disponibilità come fronte di accosto sul lato nord.

Fondali meno profondi e meno materiale da dragare

Il secondo cambiamento riguarda i fondali, uno degli aspetti più importanti sia dal punto di vista tecnico sia per le ricadute economiche e ambientali. La proposta prevede di ridurre le profondità programmate rispetto all’attuale pianificazione, adeguandole alle dimensioni delle navi che si prevede utilizzeranno le nuove infrastrutture.

I fondali saranno differenziati in base alle zone del porto, da 13 metri nella Darsena Lucchini fino a 16 metri in corrispondenza della Banchina ovest, passando per i 15 metri previsti in prossimità della Banchina nord ovest.

Questa scelta permetterà di diminuire il quantitativo di sedimenti da rimuovere, riducendo i volumi di dragaggio programmati. Non si tratta, quindi, soltanto di scavare meno, ma di progettare il porto sulla base dei traffici effettivamente attesi, evitando approfondimenti non necessari.

Gli ex Parchi Minerali tornano strategici per la logistica

Un altro tassello fondamentale è rappresentato dal recupero degli ex Parchi Minerali, l’area storicamente legata alle attività industriali e siderurgiche, tornata nella piena disponibilità dell’Autorità portuale nel 2023.

La proposta prevede di valorizzare quest’area nell’organizzazione complessiva dello scalo, anche grazie alla sua inclusione nella Zona logistica semplificata della Toscana.

Il recupero degli spazi rappresenta un’opportunità per rafforzare il collegamento tra il porto e le attività produttive, in un territorio nel quale la riconversione della siderurgia resta una delle principali partite economiche e occupazionali. La disponibilità di nuove superfici per la logistica potrebbe infatti favorire una gestione più efficiente delle merci e delle attività connesse all’industria.

Cambiano anche gli accessi al terminal passeggeri

La riorganizzazione non interesserà esclusivamente le infrastrutture commerciali e industriali. Il progetto prevede anche un’ottimizzazione del sistema di varchi e accessi al terminal passeggeri, con l’obiettivo di migliorare la distribuzione dei flussi all’interno dello scalo.

È inoltre prevista la realizzazione di un nuovo terrapieno nel primo tratto dell’ampliamento a sud del Molo Batteria.

Per costruirlo verranno utilizzati, secondo la proposta, sedimenti provenienti dai dragaggi, così da mettere in equilibrio i quantitativi di materiale rimosso dai fondali con gli spazi disponibili per il loro conferimento. Una soluzione che punta a integrare le opere di ampliamento con la gestione dei materiali di dragaggio.

Gariglio: «Un passo concreto per il futuro di Piombino»

A spiegare la filosofia dell’intervento è il presidente dell’Autorità di sistema portuale, Davide Gariglio.

«Con questo adeguamento mettiamo il porto di Piombino al passo con le reali esigenze del territorio: infrastrutture proporzionate ai traffici, aree usate meglio e attenzione all’ambiente. È un passo concreto per la riconversione industriale e per il futuro di Piombino».

La proposta rappresenta un passaggio nella pianificazione dello scalo, ma non equivale ancora all’avvio dei cantieri. Per tradurre il nuovo disegno in opere saranno necessari gli ulteriori passaggi amministrativi, progettuali e autorizzativi.

La direzione è comunque definita: adattare il porto al futuro assetto industriale di Piombino, cercando di far procedere insieme sviluppo delle infrastrutture, logistica e riconversione del territorio.

Le mappe mostrano come cambierà il porto

Nelle tre planimetrie che accompagnano la proposta si può osservare la trasformazione dello scalo rispetto al Piano regolatore vigente.

Immagine 1 – Il nuovo disegno delle banchineLa proposta dell'Autorità portuale per la Darsena Nord e l'Avamporto: la nuova Darsena Ovest, la diversa posizione delle banchine e le profondità previste per i fondali.
Immagine 1 – Il nuovo disegno delle banchine
La proposta dell’Autorità portuale per la Darsena Nord e l’Avamporto: la nuova Darsena Ovest, la diversa posizione delle banchine e le profondità previste per i fondali.
Immagine 2 – Le aree interessate dagli interventiLa sovrapposizione tra il Piano Regolatore Portuale vigente e la proposta del 2026. Evidenziate le modifiche alle banchine, le aree di ampliamento e quelle previste in demolizione
Immagine 2 – Le aree interessate dagli interventi
La sovrapposizione tra il Piano Regolatore Portuale vigente e la proposta del 2026. Evidenziate le modifiche alle banchine, le aree di ampliamento e quelle previste in demolizione
Immagine 2 – Le aree interessate dagli interventiLa sovrapposizione tra il Piano Regolatore Portuale vigente e la proposta del 2026. Evidenziate le modifiche alle banchine, le aree di ampliamento e quelle previste in demolizione
Immagine 2 – Le aree interessate dagli interventi
La sovrapposizione tra il Piano Regolatore Portuale vigente e la proposta del 2026. Evidenziate le modifiche alle banchine, le aree di ampliamento e quelle previste in demolizione

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