PIOMBINO-CHIETI. Scaffali semivuoti, frutta e verdura difficili da trovare, barattoli di fagioli spariti dai reparti e persino il mangime per cani e gatti diventato merce preziosa. La paura di non sapere quando sarebbero ripresi regolarmente i rifornimenti ha spinto molte persone a riempire i carrelli, acquistando quantità di prodotti ben superiori alle proprie necessità quotidiane.
Il racconto della studentessa
È uno degli effetti delle proteste dei camionisti e degli agricoltori che hanno interessato diverse zone d’Italia, provocando difficoltà nella distribuzione delle merci e lasciando i supermercati, in alcune località, con interi scaffali quasi completamente vuoti.
A raccontare quello che è successo a Chieti, in Abruzzo, è Sabrina Biondi, 22 anni, piombinese, che ha lasciato la sua città per frequentare il corso di laurea in Beni culturali all’Università degli Studi “Gabriele d’Annunzio”.
Una testimonianza che arriva direttamente dalla vita quotidiana di una studentessa fuori sede e che descrive i disagi vissuti nei giorni più critici della mobilitazione, ma anche i primi segnali di un ritorno alla normalità.
Lidl, Conad ed Eurospin: la spesa tra gli scaffali semivuoti

A Chieti la situazione si è fatta particolarmente difficile durante la scorsa settimana, quando i problemi nei trasporti hanno cominciato a ripercuotersi sulla disponibilità dei prodotti nei punti vendita.
Tra i supermercati interessati dalle carenze di merce ci sono Lidl, Conad ed Eurospin, dove i clienti si sono trovati davanti a scaffali meno forniti del solito e alla difficoltà di acquistare alcuni alimenti.
«La settimana scorsa è stato il periodo più critico – racconta Sabrina –. Si erano praticamente fermati tutti e la situazione nei supermercati era diventata complicata. Adesso, fortunatamente, dopo dieci giorni di stallo, si sta un po’ sbloccando».
A rendere ancora più evidente la difficoltà non è stata soltanto l’interruzione o il rallentamento delle consegne. A incidere è stata anche la preoccupazione delle persone, che non avevano certezze sulla durata della protesta.
Il timore che i blocchi potessero continuare per giorni, senza sapere quando sarebbero arrivati nuovi rifornimenti, ha provocato una vera e propria corsa alle scorte.
Molti clienti hanno cominciato ad acquistare grandi quantità di prodotti, riempiendo i carrelli per assicurarsi una riserva di alimenti sufficiente ad affrontare un eventuale prolungamento dell’emergenza.
Dai fagioli in barattolo al cibo per cani e gatti: cosa mancava nei supermercati

Le difficoltà hanno riguardato innanzitutto i prodotti freschi, a partire da frutta e verdura. Ma il problema si è esteso anche ad altri alimenti, compresi quelli confezionati e a lunga conservazione.
Tra i prodotti diventati difficili da trovare c’erano anche i barattoli di fagioli, uno degli alimenti che normalmente si acquistano proprio perché possono essere conservati a lungo.
Non sono mancati i problemi neppure nei reparti dedicati agli animali d’affezione. Sugli scaffali scarseggiavano anche i mangimi e gli alimenti per gli animali domestici, soprattutto quelli destinati a cani e gatti.
Una conseguenza della stessa corsa agli acquisti: chi ha un animale in casa, non sapendo quanto sarebbero durate le difficoltà nei trasporti, ha cercato di procurarsi scorte sufficienti anche per il proprio amico a quattro zampe.
Così la preoccupazione per l’approvvigionamento ha interessato non soltanto i generi alimentari destinati alle persone, ma anche i prodotti necessari alla cura degli animali domestici.
«La settimana scorsa si vedeva proprio che mancavano la frutta e la verdura – spiega la ventiduenne –. Anche nei supermercati di Casoli era sparito quasi tutto. Latte, uova, carne e verdura, mancava tutto. Adesso qualcosa sta tornando e la situazione sembra andare meglio».
La combinazione tra rallentamento delle consegne e acquisti particolarmente abbondanti ha contribuito ad aggravare le difficoltà, rendendo ancora più evidente la carenza di prodotti disponibili.
«La situazione sta migliorando, ma le proteste continuano»

Nei giorni più recenti Sabrina ha avuto modo di verificare personalmente i primi cambiamenti.
«Ieri sono stata in un altro supermercato, un Conad sempre qui a Chieti all’interno del centro commerciale Megalò – racconta –. La situazione sta rientrando rispetto alla settimana scorsa. I prodotti stanno tornando e si comincia a vedere un miglioramento».
Una ripresa graduale, dunque, che non significa però che tutte le difficoltà siano state superate.
«Ci sono ancora camionisti che protestano e anche gli agricoltori continuano la mobilitazione – sottolinea –. Quindi non è che possiamo dire che sia tornato proprio tutto a posto».
Per gli studenti fuori sede, che spesso organizzano la spesa in base agli impegni universitari e al proprio budget, la difficoltà di trovare prodotti di uso quotidiano rappresenta un problema in più.
Ma la testimonianza della giovane piombinese mostra anche come le conseguenze dei blocchi possano cambiare sensibilmente da una zona all’altra.
«In Molise il padre di una mia amica ha dovuto chiudere il negozio»
Se a Chieti i supermercati stanno lentamente tornando a rifornirsi, in altre località le conseguenze della protesta sono state ancora più pesanti.
Sabrina racconta un episodio che riguarda il Molise e che ha coinvolto direttamente la famiglia di una sua amica.
«Il babbo di una mia amica, in Molise, ha un negozio di frutta e verdura – spiega –. Ha dovuto chiudere perché non gli arrivava più la merce. È una settimana che tiene il negozio chiuso».
L’attività si trova a Isernia, dove, secondo quanto riferito dalla studentessa, l’interruzione delle forniture ha impedito al commerciante di proseguire regolarmente il lavoro.
Un esempio concreto di come le difficoltà nella distribuzione possano mettere in crisi soprattutto le piccole attività, che dipendono dall’arrivo regolare della merce e non sempre dispongono di grandi scorte.
Per un fruttivendolo, infatti, non ricevere frutta e verdura significa non avere prodotti da mettere in vendita. E quando le consegne si interrompono per diversi giorni, la chiusura può diventare inevitabile.
«È una situazione che ha creato parecchi disagi un po’ a tutti – osserva Sabrina –. Non riguarda soltanto i grandi supermercati».
«Da noi i disagi, ma in Puglia la situazione è stata più pesante»
La ventiduenne sottolinea anche una differenza importante tra quanto osservato direttamente a Chieti e le notizie arrivate dalle altre regioni.
«Da quello che ho potuto constatare personalmente, la zona più colpita è stata la Puglia – racconta –. A noi, in confronto, non è successo niente di così grave. Qui abbiamo avuto dei problemi, ma quello che è successo altrove è stato molto più pesante».
La giovane ha seguito anche attraverso i video e le immagini circolate online le conseguenze della mobilitazione. Racconti e immagini che testimoniano le preoccupazioni dei cittadini, alle prese con l’incertezza sui tempi necessari per il ripristino delle consegne.
«Ci sono tantissimi video online e fotografie della settimana scorsa – dice Sabrina –. Noi abbiamo vissuto una situazione simile».
Il ritorno graduale alla normalità
Per Sabrina, che da Piombino si è trasferita a Chieti per studiare, questa esperienza ha reso particolarmente evidenti le conseguenze che una protesta nel settore dei trasporti può avere sulla quotidianità delle persone.
Bastano pochi giorni di difficoltà nelle consegne per modificare le abitudini di acquisto, svuotare alcuni reparti dei supermercati e creare problemi alle attività commerciali.
La situazione vissuta in Abruzzo racconta chiaramente anche che quando manca la certezza sui tempi di ripresa dei rifornimenti, la paura di restare senza prodotti può trasformarsi in una corsa agli acquisti, che finisce per rendere ancora più difficile trovare ciò di cui si ha bisogno.
Non soltanto frutta, verdura, farina, pane e altri alimenti quotidiani, ma anche conserve, legumi in scatola e cibo per gli animali domestici che fino a poco fa mancavano, oggi, proprio nei supermercati frequentati dalla studentessa, i rifornimenti stanno progressivamente riprendendo.
Resta però l’incertezza legata alla prosecuzione delle agitazioni.
«Adesso la situazione si sta sbloccando – conclude Sabrina –. Anche se le proteste continuano, almeno qui si comincia a tornare alla normalità».
Una normalità che, dopo giorni di scaffali semivuoti e prodotti difficili da trovare, passa anche attraverso un gesto semplice come andare al supermercato e riuscire a comprare quello che serve, senza la paura di non sapere quando sarà possibile farlo di nuovo.