Il Palazzo della Loggia torna a vivere dopo 20 anni: Suvereto ha la sua nuova biblioteca | MaremmaOggi Skip to content

Il Palazzo della Loggia torna a vivere dopo 20 anni: Suvereto ha la sua nuova biblioteca

Inaugurata la nuova biblioteca comunale con l’archivio storico, spazi per mostre e opere d’arte. Il presidente della Regione applaude la sindaca Pasquini: «Oggi è la sua giornata»
Inaugurazione del Palazzo della Loggia

SUVERETO.  Per oltre vent’anni è rimasto chiuso, abbandonato al tempo e al degrado. Dove oggi ci sono libri, scaffali e sale di lettura, fino a qualche anno fa c’erano i piccioni. Un edificio storico nel cuore del paese, che generazioni di amministratori avevano cercato di recuperare senza riuscire a portare a termine il progetto.

Ieri, mercoledì 21 ottobre, il Palazzo della Loggia è finalmente tornato alla comunità di Suvereto. Il taglio del nastro, alla presenza della sindaca Jessica Pasquini e del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, ha segnato la conclusione di un lungo percorso di recupero e l’inizio di una nuova vita per uno degli immobili più rappresentativi del centro storico.

L’inaugurazione del Palazzo della Loggia

 

Non soltanto una biblioteca, ma una nuova casa della cultura, della memoria e della storia del paese, affacciata su piazza Gramsci.

Un risultato che ha emozionato la sindaca, protagonista di una cerimonia durante la quale proprio Giani ha voluto dedicarle un riconoscimento pubblico.

«Oggi è la giornata di Jessica Pasquini. Facciamole un applauso, perché ci ha messo il cuore», ha detto il presidente della Regione rivolgendosi ai presenti.

Un applauso che ha accompagnato le parole di Giani, che ha descritto Pasquini come «una donna molto determinata», sottolineandone il senso della cultura e l’impegno per Suvereto, da lui definito «uno dei borghi più belli della Toscana».

Dal degrado alla rinascita: vent’anni per restituire il palazzo al paese

Jessica Pasquini, Eugenio Giani e Diletta Fallani

«Restituiamo un edificio che è stato chiuso per troppo tempo – ha detto la sindaca Jessica Pasquini, visibilmente emozionata durante la cerimonia – Con la riapertura della Loggia, che diventa il nostro polo culturale, Suvereto avrà un nuovo luogo della cultura e della socialità, uno spazio civico destinato a restare nel tempo un riferimento per la vita della comunità».

A raccontare quanto sia stato lungo e complesso il percorso è stato anche uno dei tecnici comunali che ha seguito l’intervento, ricordando le condizioni in cui versava il Palazzo della Loggia.

Un edificio di pregio, nel cuore del centro storico, che per anni aveva rappresentato una ferita aperta per Suvereto.

«Negli ultimi decenni tutte le amministrazioni comunali avevano cercato di individuare una soluzione per restituirlo alla collettività, con l’obiettivo di trasformarlo in un luogo dedicato alla cultura – sottolinea il geometra – Il problema principale, però, era sempre stato quello delle risorse. Per un piccolo Comune, affrontare un intervento di recupero così impegnativo con le sole disponibilità del bilancio comunale era estremamente difficile».

Il geometra Carlo Sodo

Che il percorso sia stato lungo e complesso lo ha spiegato anche la sindaca Pasquini. «Abbiamo investito prima risorse nella progettazione, perché per partecipare ai bandi è necessario prima progettare – dice – Abbiamo investito risorse comunali e abbiamo trovato il supporto della Regione toscana, senza la quale nulla sarebbe stato possibile».

La svolta è arrivata grazie all’incontro tra la progettualità del Comune e le opportunità di finanziamento della Regione toscana, alle quali si sono aggiunte le risorse del Pnrr destinate agli allestimenti.

L’intervento edilizio ha previsto un investimento di 600mila euro, di cui 480mila finanziati dalla Regione toscana e 120mila dal Comune. A queste risorse si aggiungono i finanziamenti del Piano nazionale di ripresa e resilienza per gli arredi, le dotazioni tecnologiche e il completamento funzionale degli ambienti.

Giani: «La Toscana diffusa deve crescere come le grandi città»

Accanto alla sindaca da sinistra, il rappresentante della ditta Ricci Costruzioni, il geometra Carlo Sodo, l’ingegnere Favilli e l’architetto Bernardini

Proprio sul significato dei finanziamenti regionali si è soffermato il presidente Eugenio Giani, che ha spiegato come il recupero del Palazzo della Loggia rappresenti un esempio della strategia regionale di rigenerazione urbana.

Una scelta che punta a superare la logica dei singoli interventi pubblici per privilegiare progetti capaci di trasformare e valorizzare intere porzioni dei centri abitati.

«Sulla rigenerazione urbana ho molto insistito – ha spiegato Giani – Non si tratta soltanto di finanziare una singola opera, ma di individuare un obiettivo di riqualificazione di una parte di un centro urbano, di un borgo».

Il caso di Suvereto, secondo il presidente, è particolarmente significativo proprio perché il recupero di un edificio storico permette di restituire nuove funzioni a un punto centrale del paese.

L’intervento si inserisce nella politica regionale di sostegno ai Comuni fino a 20mila abitanti. «È quella che io chiamo la Toscana diffusa – ha sottolineato Giani – Non la Toscana delle grandi città, ma quella che vogliamo far crescere come le città storiche, Firenze, Siena, Pisa, Lucca, o quelle industriali come Prato e Livorno».

Per il presidente, la riqualificazione dei piccoli centri è una parte fondamentale dello sviluppo regionale.

Non si tratta soltanto di recuperare immobili, ma di mantenere vivi i paesi, rafforzarne i servizi e creare nuove opportunità per le comunità che li abitano. Giani ha quindi ricordato lo sforzo economico sostenuto dal Comune di Suvereto, una realtà che ha destinato risorse proprie al progetto, riuscendo anche a intercettare finanziamenti europei.

Un intervento che, considerando le diverse componenti progettuali, il presidente ha descritto come un investimento complessivo vicino al milione di euro.

«È una realizzazione molto bella, perché dà il senso di un supporto alle funzioni che il Comune esercita proprio sulla centralità della cultura», ha osservato Giani.

La nuova biblioteca, l’archivio storico e le sale per mostre e conferenze

Sala studio e conferenze

Il recupero del Palazzo della Loggia ha permesso di realizzare una nuova sede per la biblioteca comunale, con ambienti rinnovati destinati alla lettura, allo studio, alla consultazione e alle attività culturali. La struttura si sviluppa su tre piani, con funzioni diverse ma complementari.

Al piano terra trovano spazio l’accoglienza, gli uffici e un’area relax. Il primo piano ospita la biblioteca, le sale di consultazione e una sala destinata a conferenze e mostre. All’ultimo piano è stato invece collocato l’archivio storico.

Particolare attenzione è stata dedicata anche al loggiato, che è stato chiuso e climatizzato per consentirne l’utilizzo durante tutto l’anno.

«Abbiamo pensato questi spazi in modo flessibile, per adattarli a più iniziative – ha spiegato la sindaca –. Avremo anche la possibilità di ospitare percorsi artistici temporanei e mostre, per le quali fino a oggi non disponevamo di spazi adeguati».

Il nuovo polo culturale, dunque, non sarà soltanto il luogo in cui prendere in prestito un libro, ma potrà ospitare incontri, iniziative pubbliche, appuntamenti culturali ed esposizioni artistiche.

L’archivio storico, la memoria del paese custodita nel palazzo

L’archivio storico

Uno degli aspetti ai quali l’amministrazione ha dedicato maggiore attenzione è stato il recupero dell’archivio storico. Un patrimonio documentale prezioso, già presente nel palazzo prima dell’intervento, che è stato trasferito, messo in sicurezza, riordinato e catalogato.

«L’archivio storico era già presente in questo palazzo, ovviamente non in questa collocazione – ha ricordato Pasquini – Lo abbiamo spostato, messo in sicurezza, riordinato e catalogato. È stato un lavoro importante e bello, che cura la nostra memoria».

La sindaca ha voluto ringraziare espressamente le archiviste che hanno seguito l’intervento, sottolineando il valore di un’attività spesso poco visibile ma fondamentale per preservare l’identità di una comunità. L’archivio storico sarà ospitato negli ambienti dell’ultimo piano, per i quali sono previsti accessi controllati, anche in considerazione delle specifiche esigenze di conservazione dei documenti.

Il lavoro nascosto dietro il restauro: «Anche i libri hanno un peso»

Sala computer

Durante l’inaugurazione è stato spiegato anche quanto sia stato complesso adattare un edificio storico alle esigenze di una moderna biblioteca.

Ogni stanza è stata progettata tenendo conto degli arredi che avrebbe dovuto ospitare, ma soprattutto del loro peso.

Perché i libri pesano moltissimo. E collocare scaffalature e archivi in un palazzo storico richiede verifiche strutturali, calcoli e soluzioni tecniche estremamente precise.

Dietro la disposizione apparentemente semplice di ogni mobile c’è dunque un lavoro che i visitatori non vedono: la verifica della portata dei solai, il rispetto delle normative di sicurezza, l’adeguamento degli impianti e la ricerca di un equilibrio tra funzionalità e conservazione. Il progetto ha inoltre migliorato l’accessibilità dell’edificio, con interventi per il superamento delle barriere architettoniche.

Un montascale permette di raggiungere gli spazi culturali anche alle persone con difficoltà motorie, un aspetto che Pasquini ha voluto sottolineare durante la presentazione.

«Ci sembra oggi doveroso consentire l’accesso al luogo della cultura anche a chi ha disabilità motorie in completa sicurezza», ha osservato la sindaca.

Anche le scelte dei colori, delle persiane e delle rifiniture sono state oggetto di confronto con la soprintendenza, che ha seguito gli aspetti legati alla tutela del patrimonio architettonico.

Un lavoro delicato, realizzato cercando di salvaguardare materiali, murature e caratteristiche originarie del palazzo.

Le opere di Riccardo Pocci entrano nel nuovo Palazzo della Loggia

C’è poi un’altra novità che accompagna la rinascita dell’edificio. Il Palazzo della Loggia ospita una mostra permanente con opere di Riccardo Pocci, artista profondamente legato a Suvereto e alla sua comunità. Una scelta che arricchisce ulteriormente l’offerta culturale e trasforma gli ambienti della biblioteca in uno spazio di incontro anche con l’arte contemporanea.

Le opere, entrate a far parte del patrimonio comunale, sono state selezionate per il loro significato e per la capacità di dialogare con gli spazi del palazzo.

«Queste opere raccontano il tempo, il movimento, il viaggio, la trasformazione, l’attesa – ha spiegato Pasquini – Tutti sentimenti legati alla relatività dello spazio e del tempo, che solo la cultura sa darci».

Un invito, nelle intenzioni dell’amministrazione, a vivere il nuovo polo culturale non soltanto come luogo di studio, ma anche come spazio capace di stimolare immaginazione e creatività.

Una rete culturale che unisce tutto il borgo

Alcune delle persone presenti

La nuova biblioteca non nasce come una struttura isolata, ma entra a far parte di una rete di luoghi culturali che l’amministrazione comunale ha cercato di valorizzare negli ultimi anni. La sindaca ha ricordato gli investimenti sui musei e in particolare il recupero della Rocca Aldobrandesca, recentemente riaperta, insieme agli interventi dedicati al patrimonio archivistico e culturale dell’ente musicale e culturale Giacomo Puccini.

Proprio Giani, nel suo intervento, ha ricordato di aver seguito negli anni il percorso dell’amministrazione comunale, citando anche l’impegno per la ristrutturazione e l’inaugurazione del museo della Rocca.

Un altro tassello della strategia di valorizzazione dei luoghi culturali di Suvereto.

L’obiettivo è costruire una rete di spazi che rendano il centro storico sempre più attrattivo, non soltanto per i visitatori, ma soprattutto per chi a Suvereto vive tutto l’anno.

La panchina della comunità

In questa prospettiva si inserisce anche la riqualificazione della piazza antistante il palazzo, pensata come luogo di incontro, iniziative e partecipazione.

E proprio qui, in occasione dell’inaugurazione, è arrivata anche una sorpresa: la panchina della comunità, con una frase di Cesare Pavese particolarmente cara alla sindaca.

«Un paese vuol dire non essere soli».

«Per me rappresenta il fulcro della gioia di vivere in un paese come questo», ha spiegato Pasquini.

Una frase che racchiude il significato più profondo dell’intervento: recuperare uno spazio pubblico significa anche costruire occasioni per stare insieme, conoscersi e sentirsi parte di una comunità.

Pasquini: «Non è un punto d’arrivo, ma una ripartenza»

La biblioteca dei bambini

Nelle parole della sindaca, durante la cerimonia, non è mancata l’emozione per un risultato arrivato dopo anni di lavoro, difficoltà burocratiche, imprevisti e scelte non sempre semplici.

Pasquini ha ricordato la fatica affrontata da amministratori e tecnici, ma anche il valore delle opere pubbliche che rimangono a disposizione dei cittadini ben oltre la durata di un mandato.

Un patrimonio che appartiene all’intera comunità, indipendentemente da chi ha avuto il compito di amministrarla.

«Oggi non è un punto d’arrivo, ma una ripartenza – ha detto – Una ripartenza per un luogo che vive per la comunità. Sarà responsabilità di tutti noi, non solo dell’amministrazione, ma anche della collettività, farne buon uso, averne cura e organizzare eventi importanti per la comunità».

Parole che affidano idealmente le chiavi del Palazzo della Loggia ai suveretani.

Perché, concluso il recupero edilizio, comincia adesso un’altra sfida: riempire gli spazi di persone, iniziative e vita quotidiana.

Un investimento sulla cultura e sul futuro dei piccoli borghi

Martina Pietrelli e la sindaca Pasquini

Il recupero del Palazzo della Loggia rappresenta un esempio concreto di come i finanziamenti destinati alla rigenerazione urbana possano contribuire a restituire funzioni e valore agli edifici storici dei piccoli Comuni.

Un obiettivo che ha unito, nel corso dell’intervento, l’amministrazione comunale e quella regionale.

Durante la cerimonia è stato sottolineato il contributo dei tecnici comunali, dei progettisti, delle imprese esecutrici, la ditta Promal Srl per gli arredi e la ditta Ricci costruzioni Srl per l’edilizia, e degli artigiani che hanno lavorato al recupero dell’immobile, così come quello degli uffici regionali che hanno seguito le procedure di finanziamento.

Ma il significato della giornata va oltre il restauro di un edificio.

Per un piccolo paese come Suvereto, una biblioteca nel centro storico può diventare molto più di un luogo dove prendere in prestito un libro.

Può essere uno spazio in cui studiare, incontrarsi, organizzare iniziative, conoscere il proprio territorio e trasmettere alle nuove generazioni la memoria di chi lo ha abitato.

È quella centralità della cultura richiamata da Eugenio Giani ed è anche il senso delle parole pronunciate dalla sindaca Jessica Pasquini.

Dopo oltre vent’anni di porte chiuse, il Palazzo della Loggia torna ad aprirsi al paese.

E questa volta, al posto dell’abbandono e del silenzio, ci saranno i libri, l’arte, la memoria e la vita della comunità.

Il momento del taglio del nastro

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