SAN VINCENZO. Finisce di lavorare, carica sul camioncino alcuni pneumatici usati e si dirige verso un terreno di proprietà di un amico, dove intende sistemarli provvisoriamente in attesa che vengano ritirati per il riciclo. Ma all’ingresso trova la polizia municipale. Il controllo si conclude, secondo il suo racconto, con il sequestro del mezzo e il ritiro della patente.
È quanto denuncia Massimiliano Michetti, titolare di Michetti Pneumatici a San Vincenzo, che ha affidato ai social un lungo sfogo dopo l’accaduto.
«Trattato come un delinquente!», scrive, raccontando un episodio che lo ha profondamente scosso e che, a suo dire, rischia di mettere in difficoltà anche la sua attività lavorativa.
Dietro la vicenda, però, emerge un problema più ampio: il ritiro degli pneumatici fuori uso, che secondo le testimonianze raccolte sta creando difficoltà anche ad altri operatori del settore, anche negli altri comuni della Val di Cornia.
E mentre i gommisti denunciano attese che arriverebbero fino a tre o quattro mesi, Sei Toscana conferma che esiste un servizio alternativo di raccolta, ma a pagamento. Una soluzione che comporta quindi ulteriori costi per le officine.
«Aspetto da tre mesi il ritiro delle gomme»
Michetti racconta di svolgere il mestiere di gommista da molti anni e di aver sempre lavorato con serietà.
«Da una vita faccio questo lavoro con dignità e serietà», scrive. Il problema, spiega, è la quantità di pneumatici usati che si accumulano nell’attività, in attesa del passaggio degli operatori incaricati del recupero. Secondo il suo racconto, la richiesta di ritiro risale a circa tre mesi fa, ma non gli sarebbe ancora stata comunicata una data per il servizio di raccolta.
«Dopo la chiusura del negozio ho preso il mio camioncino per portare delle gomme che non so dove tenere. Richiesta per il riciclaggio delle gomme fatta tre mesi fa e, ad oggi, non so ancora quando verranno», racconta.
La sua intenzione, sostiene, era quella di depositarle temporaneamente su un terreno messo a disposizione da un amico.
«Li portavo provvisoriamente in un pezzo di terra di un caro amico, ripeto non per sempre». Un trasferimento che, tuttavia, ha fatto scattare il controllo della polizia municipale dopo alcune segnalazioni.
Sei agenti e tre auto: «Mi hanno bloccato come fossi uno spacciatore»
La descrizione dell’intervento è affidata alle parole dello stesso Michetti: «All’ingresso della terra una squadra di vigili composta da sei agenti con tre macchine mi hanno bloccato letteralmente nemmeno fossi uno spacciatore», denuncia.
L’artigiano sostiene, inoltre, di essere stato trattenuto all’interno di una stanza durante gli accertamenti, ma è stato il provvedimento ha colpirlo maggiormente: il sequestro del camioncino e il ritiro della patente, sempre secondo quanto riferito dal diretto interessato.
«Praticamente senza lavoro e senza il pane da portare tutti i giorni in tavola», scrive.
Michetti afferma anche che qualcuno gli avrebbe riferito dell’esistenza di una segnalazione all’origine del controllo. «Mi è stato detto che qualcuno ha fatto la spia, ci rendiamo conto quanta cattiveria c’è a giro».
Sono dichiarazioni che esprimono tutta la sua amarezza. La ricostruzione dell’intervento, le contestazioni formalizzate dagli agenti e la natura esatta dei provvedimenti adottati richiedono però una conferma ufficiale da parte della polizia municipale.
Anche a Piombino i gommisti segnalano difficoltà con i ritiri
Il caso di San Vincenzo porta alla luce una criticità che non riguarderebbe soltanto Michetti. Anche un gommista di Piombino segnala difficoltà nel ritiro degli pneumatici fuori uso da parte dei sistemi di raccolta, con il conseguente accumulo di materiale nelle officine.
Secondo quanto riferito dagli operatori, le attese possono arrivare anche oltre i quattro mesi. Per chi cambia gomme ogni giorno, lo spazio necessario a conservare gli pneumatici smontati può diventare un problema concreto, soprattutto quando il ritiro tarda ad arrivare.
Il meccanismo nazionale prevede infatti che i produttori e gli importatori di pneumatici si occupino della gestione di quantitativi di gomme fuori uso attraverso sistemi individuali o consortili. Quando il servizio non riesce a rispondere tempestivamente alle richieste, le conseguenze ricadono anche sui gommisti, che devono continuare a gestire correttamente i rifiuti prodotti dalla propria attività. Il problema non è soltanto trovare spazio, ma poter proseguire il lavoro rispettando le norme ambientali.
Gli pneumatici usati sono rifiuti speciali non pericolosi
C’è un aspetto normativo fondamentale per comprendere quanto accaduto. Gli pneumatici fuori uso, indicati con il codice EER 16 01 03, sono classificati ordinariamente come rifiuti speciali non pericolosi.
Questo significa che non sono automaticamente rifiuti pericolosi, ma rimangono comunque soggetti a regole precise per la raccolta, il deposito e il trasporto. La normativa ambientale distingue il deposito temporaneo effettuato nel rispetto delle condizioni di legge dalle attività di stoccaggio e gestione dei rifiuti che richiedono specifiche autorizzazioni.
Il trasferimento degli pneumatici in un terreno diverso dal luogo in cui vengono prodotti non diventa automaticamente regolare soltanto perché il deposito è previsto per pochi giorni. È proprio su questo punto che sarà necessario chiarire la posizione di Michetti e le ragioni dell’intervento degli agenti. Il problema dei ritardi nei ritiri, per quanto concreto, non elimina infatti gli obblighi di legge a carico di chi detiene e movimenta gli pneumatici fuori uso.
Come funziona il ritiro delle gomme usate
Il sistema nazionale è disciplinato dall’articolo 228 del decreto legislativo 152 del 2006 e dal decreto ministeriale 182 del 2019. Quando si acquistano pneumatici nuovi, si paga normalmente anche un contributo ambientale destinato a finanziare la gestione delle gomme fuori uso.
I produttori e gli importatori sono tenuti a gestire, direttamente o attraverso forme associate, quantità di pneumatici proporzionate a quelle immesse sul mercato nazionale.
Il decreto prevede inoltre che la gestione avvenga regolarmente e continuativamente durante l’intero anno solare, secondo criteri di efficienza e trasparenza. Questo non significa che ogni richiesta di ritiro debba essere soddisfatta immediatamente, ma il sistema è costruito per garantire la continuità della raccolta.
Ed è proprio qui che nasce la questione sollevata dai gommisti: che cosa deve fare un’officina quando gli pneumatici continuano ad accumularsi e il ritiro non arriva?
Sei Toscana: «Possiamo ritirare le gomme, ma è un servizio a pagamento»
Una possibilità alternativa ai ritiri effettuati dai consorzi esiste. A confermarlo è Sei Toscana, contattata per capire quali soluzioni siano disponibili per i gommisti che si trovano con grandi quantità di pneumatici fuori uso in attesa di essere raccolti.
«Come servizio opzionale, nel senso fuori dall’ordinario, sì, lo facciamo come un servizio commerciale», spiega un referente della società.
Il meccanismo prevede che il gommista si rivolga all’ufficio commerciale e chieda un preventivo per il ritiro degli pneumatici.
«Le possiamo ritirare noi. C’è un costo di smaltimento, un costo di trasporto e viene praticamente fatta un’offerta economica al richiedente».
Una volta accettato il preventivo, viene organizzato il servizio.
«C’è una successiva accettazione da parte della committenza e poi si procede con il ritiro», precisa il referente.
Il servizio, dunque, è disponibile, ma non è compreso nella Tari e comporta una spesa aggiuntiva per l’attività che ne fa richiesta.
«Nessun gommista ci ha mai chiesto di ritirare centinaia di pneumatici»
Il referente di Sei Toscana chiarisce anche un altro elemento: la società non ha mai ricevuto richieste dirette di questo genere da parte dei gommisti, almeno secondo quanto risulta al personale interpellato. «Fino a oggi non abbiamo mai avuto nessuna richiesta. Cioè, mai un gommista ci ha chiesto un servizio puntuale per il ritiro».
Una situazione che, secondo quanto riferito, riguarda anche la Val di Cornia. Alla domanda se risultino richieste provenienti da Piombino e San Vincenzo, la risposta è netta.
«Assolutamente no. Non c’è mai stato un gommista che ha chiamato noi come fornitore».
Sei Toscana effettua invece interventi per conto dei Comuni quando vengono segnalati abbandoni di pneumatici sul territorio, avvalendosi anche di operatori specializzati.
«Noi facciamo ritiri ai Comuni quando ci sono gli abbandoni di pneumatici con o senza cerchio».
Si tratta, dunque, di un’attività diversa dal servizio ordinario di raccolta degli pneumatici fuori uso presso le officine.
Perché i gommisti continuano a rivolgersi ai consorzi
La ragione per cui le officine utilizzano prevalentemente i canali consortili è soprattutto economica: attraverso la loro filiera i costi di trasporto e smaltimento sono nettamente inferiori.
I consorzi, infatti, si avvalgono di aziende specializzate che effettuano raccolte dedicate agli pneumatici fuori uso.
Sei Toscana, invece, opera anche su altre tipologie di rifiuti e può predisporre un’offerta commerciale per interventi specifici.
«Noi un’offerta si fa per qualsiasi tipo di rifiuto: speciale, pericoloso o urbano».
Gli pneumatici fuori uso, come confermato anche dal referente, rientrano nella categoria dei rifiuti speciali non pericolosi. Il problema, quindi, non è l’assenza assoluta di un operatore disponibile a effettuare il ritiro, ma la differenza tra il servizio finanziato dal contributo ambientale e un intervento privato che il gommista deve pagare.
Ed è proprio questo uno dei nodi della vicenda: se il sistema ordinario tarda mesi a ritirare le gomme, l’officina può trovarsi davanti alla scelta tra attendere, con il rischio di accumulare materiale, oppure sostenere ulteriori costi per liberare gli spazi di lavoro.
Il caso di San Vincenzo apre una questione più grande
La vicenda di Massimiliano Michetti presenta due aspetti che devono essere tenuti distinti. Da una parte c’è l’intervento della polizia municipale; le norme sul trasporto e sul deposito dei rifiuti devono essere rispettate, anche quando si tratta di pneumatici non pericolosi. Dall’altra c’è il problema del funzionamento del sistema di raccolta, sollevato da Michetti e da altri operatori del settore.
Sei Toscana conferma che una soluzione alternativa esiste, ma precisa che si tratta di un servizio commerciale, non compreso nella Tari, e che finora non ha ricevuto richieste dirette dai gommisti.
Se le richieste di ritiro rimangono inevase per mesi, il rischio è che le officine si trovino a gestire quantitativi crescenti di pneumatici, con problemi di spazio, costi e organizzazione del lavoro. Michetti, intanto, teme soprattutto per le conseguenze immediate sulla propria attività.